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Oroscopo in cucina: i segni di Terra

Oroscopo in cucina: i segni di Terra

Abbiamo chiesto all’astrologa di indicare le ricette ideali per i segni zodiacali seguendo i 4 elementi: Terra, Fuoco, Aria e Acqua. Iniziamo con Toro, Vergine e Capricorno per Terra

In astrologia, i 12 segni zodiacali si suddividono anche secondo l’elemento di appartenenza. Gli elementi che considera l’astrologia classica occidentale sono quattro: Fuoco, Terra, Aria e Acqua. Ciascun elemento ha delle caratteristiche che sono comuni a tutti e tre i segni che vi appartengono anche se, ovviamente, poi ciascun segno sviluppa e interpreta queste caratteristiche in base ai pianeti che lo descrivono. Si può dire, in modo generico ma corretto, che andiamo più d’accordo con i segni che appartengono al nostro stesso elemento perché ovviamente ci troviamo a condividere dei valori di base importanti. Iniziamo con il primo dei 4 elementi la Terra, per un oroscopo in cucina fatto di ricette ideali per ogni segno zodiacale.

Terra: Toro, Vergine, Capricorno

L’elemento Terra è un elemento di grande solidità, tradizionalismo, senso di sicurezza e bisogno di praticità. I segni di terra sono concreti, fattivi, fisici anche nell’espressione dei sentimenti. Il gusto quindi e il piacere della tavola è qui fortissimo: addirittura per alcuni di questi segni zodiacali avere un frigorifero pieno e una tavola sempre ricca sono sinonimo di sicurezza e di amore e i sentimenti vengono dimostrati anche attraverso la preparazione di pranzi e cenette. I segni di Terra, ovvero Toro, Vergine e Capricorno, vivono il cibo come un piacere succulento e sanno più di tutti gli altri assaporare il gusto fino in fondo.

Vediamo come ogni segno zodiacale di Terra declina queste caratteristiche:

Toro

Il Toro è il vero re della tavola imbandita anzi direi proprio un manager della spesa al supermercato. Questo è il segno zodiacale che per eccellenza usa il cibo per dimostrare affetto tanto che, a livello simbolico, il Toro viene proprio legato all’immagine della madre che nutre nel suo gesto d’amore più intenso. Per il Toro quindi il cibo non è solo necessario al corpo ma anche al cuore. Il suo senso di sicurezza e il suo bisogno di rassicurazione vengono appagati da un piatto di pasta fumante. Per questo il cibo preferito del Toro è gustoso ma semplice, casalingo, come una melanzana alla parmigiana, un piatto di tagliatelle al ragù, un risotto alla milanese con l’ossobuco o qualsiasi cosa rievochi l’affetto di un manicaretto materno. Certo, non dimentichiamoci che un segno di Terra ama i sapori intensi quindi anche i ricordi sono più apprezzati se ben conditi.

Vergine

Nonostante la Vergine abbia nomea di essere un segno zodiacale rigido e freddino, non dobbiamo mai dimenticare che si tratta di un segno di Terra e quindi il cibo, inteso come bene primario, è anche per lei espressione d’amore e di cura verso chi ama. La Vergine presta moltissima attenzione al cibo tanto che si informa maniacalmente sulla sua provenienza ed è attenta anche a seguire delle diete corrette a livello nutrizionale. Per la Vergine il cibo deve essere di qualità ma anche misurato, in una proporzione perfetta. I suoi piatti preferiti sono quelli  completi che sanno anche ben combinare gusto ed equilibrio come ad esempio una zuppa di pesce alla crotonese con frutti di mare e spaghetti fino ad un più ricercato bulgur al pesto di pomodorini e treccia di mozzarella.

Capricorno

Il Capricorno adora i pranzi completi, quelli che vanno dall’antipasto al dolce e soprattutto quelli nei quali sceglie tutto lui. A questo segno di Terra piace comandare anche a tavola: il suo posto preferito è a capotavola o, al massimo, a capo della cucina. Il Capricorno è il re dei sapori forti, anzi fortissimi. Qui di insalate scondite non se ne vuole proprio sentir parlare. Il cibo per un Capricorno è spesso una forma di gratificazione e per questo non bada a spese né a tempi di cottura o a difficoltà di reperimento della materie prime. Ovviamente, sempre per lo stesso motivo, anche le bevande di accompagnamento al cibo sono importantissime: il Capricorno è uno dei maggiori collezionisti di vini e distillati pregiati. Non c’è piacere più intenso di un cioccolato amaro sorseggiando un Barolo d’annata. Per lui, ho scelto piatti importanti come l’oca ripiena o il gran cacciucco della tradizione livornese.

Carciofi croccanti: tutte le ricette

Carciofi croccanti: tutte le ricette

I modi per rendere ancora più goloso questo contorno sono davvero tantissimi e ogni famiglia ha il suo. Ecco una carrellata di cotture tutte da provare

Scommettiamo che ogni famiglia ha il suo modo per rendere i carciofi croccanti all’esterno e morbidissimi all’interno? C’è, ad esempio, chi li infarina semplicemente, chi li passa nella farina e poi nell’uovo, la nonna che prepara una pastella, la sportiva che li cuoce al forno… Abbiamo raccolto (quasi) tutte le ricette per preparare i carciofi, ora non resta che assaggiarle.

Carciofi croccati: ricette della tradizione

Anche se i modi di rendere croccanti i carciofi sono pressoché infiniti, sono tre le ricette più note: i carciofi alla giudia, alla romana e fritti. I primi sono fritti interi e serviti a testa in giù, come un grande fiore sbocciato dal quale staccare le foglie croccanti e sgranocchiarle prima di arrivare al cuore. I carciofi alla romana, invece, sono cotti al forno con prezzemolo e menta, mentre quelli fritti vengono immersi in una pastella di uovo e farina e cotti nell’olio bollente.

“Cotolette” di carciofi

Carciofi, uova e pangrattato: questo è un altro modo per ottenere dei carciofi fritti croccanti, sfruttando esattamente lo stesso metodo dei milanesi o dei viennesi alle prese con la celebre cotoletta. Usando la farina al posto del pangrattato, si preparano i cosiddetti carciofi indorati: le fettine di ortaggio vengono passate prima nell’uovo sbattuto con un pizzico di sale e poi nella farina, prima di essere tuffate in olio bollente.

Carciofi fritti: le ricette della pastella

Tra le ricette per i carciofi fritti, una delle più celebri è quella dei carciofi in pastella, che può essere preparata con, ma anche senza uova diventando, così, un contorno adatto anche ai vegani. Per la classica pastella, basta incorporare circa 40 g di farina a due uova sbattute. Un altro modo per ottenere dei carciofi fritti croccanti sullo stesso “stile” è con la tempura, un metodo di frittura in pastella tipicamente giapponese. Una pastella senza uova, invece, si ottiene mescolando circa 8 cucchiai di farina con 200 ml di acqua frizzante freddissima. Se, invece, cercate una ricetta per dei carciofi fritti molto saporiti, provate la pastella alla birra mescolando un uovo con 50 g di farina e aggiungendo, poi a questo impasto cinque bicchieri di birra chiara.

Carciofi croccanti senza friggere

Sia i carciofi impanati con uova e pangrattato che quelli con uova e farina possono essere cotti anche in forno. Se volete essere certi che non rimangano crudi, potete anche sbollentarli prima di impanarli. Per ottenere lo stesso risultato, ma velocizzando i tempi, potete anche preparare i carciofi gratinati. Tagliate i carciofi a fettine e disponeteli in una teglia leggermente unta o coperta di carta da forno, ricoprite con uovo sbattuto e un mix di pane grattugiato, parmigiano ed erbe aromatiche prima di infornare.

L’atleta paralimpica Veronica Yoko Plebani su Vogue Italia

L'atleta paralimpica Veronica Yoko Plebani su Vogue Italia

Sarà in edicola dal 5 gennaio il nuovo numero di Vogue Italia, che rappresenta i valori del brand con un focus particolare sul tema “confidence brings confidence”. Protagonista della cover Veronica Yoko Plebani, atleta paralimpica che grazie allo sport e a un’incredibile forza di volontà ha ripreso in mano il suo destino dopo una malattia sconfitta anni fa.

Sarà in edicola dal 5 gennaio il nuovo numero di Vogue Italia, che rappresenta i valori del brand con un focus particolare sul tema “confidence brings confidence”.

Protagonista della cover Veronica Yoko Plebani, atleta paralimpica che grazie allo sport e a un’incredibile forza di volontà ha ripreso in mano il suo destino dopo una malattia sconfitta anni fa.
L’ha intervistata per Vogue Italia Elena Favilli, autrice bestseller internazionale e giornalista impegnata a individuare e denunciare discriminazioni di ogni tipo, nota anche per il libro “Storie della buonanotte per bambine ribelli”. Il servizio visionario e onirico che la vede protagonista è stato invece scattato dall’artista coreano Cho Gi-Seok.

Questa storia di copertina riscrive la narrazione della disabilità nella fotografia di moda mostrando un’idea di bellezza nuova e inclusiva, lontana dagli stereotipi e dalle limitazioni con cui di solito vengono rappresentati i corpi non conformi: Veronica, fotografata in tutta la sua complessità e splendore, diventa allo stesso tempo la protagonista di un racconto fantastico e la testimone di un messaggio di cambiamento, di un processo di normalizzazione che potrà portare, finalmente, a un’autentica accettazione della diversità.

Nell’intervista Veronica si racconta senza filtri, a partire dalla sua malattia:
«Quando ero in ospedale pensavo che non sarei mai riuscita a dimenticare quel dolore. E invece l’ho dimenticato. Per questo oggi non ho più paura di niente. Qualsiasi sfida mi sembra possibile. Che potrà mai succedere?».

Quando si parla di sport dichiara:
«Il mio sport preferito è la fatica! Mi piace molto il cambiamento, forse è per questo che quando ho incontrato il team di triathlon alle Paralimpiadi di Rio nel 2016 ho capito subito che quello sport assurdo sarebbe stato adatto a me. Passare al volo dal nuoto alla bici, dalla bici alla corsa… in un momento in cui non riuscivo neanche a camminare per un km! Come faceva a non piacermi una sfida così?».

Veronica svela poi il momento in cui ha capito che sarebbe diventata un’atleta:
«Quando sono uscita dall’ospedale, per darmi un tono di normalità, mio padre ha pensato di mettermi su un aereo e portarmi con lui alla maratona di New York. Il giorno prima della gara le Nazioni Uniti organizzano sempre una corsa di soli 5 km che finisce sulla stessa finish line della maratona ufficiale e in quella corsa mio padre con la sua squadra mi ha spinto sulla carrozzina fino al traguardo, che ho tagliato camminando. Erano solo pochi passi, ma è lì che ho provato quella sensazione di conquista che mi ha fatto pensare: devo fare qualcosa che mi dia questo tipo di gioia».

Quando le si chiede dei giovanissimi che la seguono, soprattutto sui social, risponde:
«Penso siano curiosi rispetto alla mia storia, alla mia attitudine nei confronti del mio corpo. Si pensa sempre che ci voglia un gran coraggio nel mostrarsi quando si ha un corpo non conforme, invece per me è normale. Io ho sempre pensato al mio corpo come a uno strumento che mi permetteva di fare cose e non come a un limite. Anzi, le cose più straordinarie le ho fatte dopo che il mio corpo ha subito questa trasformazione, quindi non l’ho mai odiato».

E su questa esperienza che la vede per la prima volta protagonista della copertina di Vogue Italia racconta:
«È stata una giornata meravigliosa, soprattutto perché per la prima volta il mio corpo è stato fotografato in tutta la sua complessità e non solo per i suoi aspetti non conformi. Ho un corpo difficile da scattare ed è stato molto bello raccontarlo come qualcosa che non parla solo di disabilità ma che fa parte di un contesto molto più ampio».

Completano il numero altre interviste esclusive: quella a Francesco Risso – Creative Director di Marni, che ha vestito Veronica Yoko Plebani per la cover di questo numero; Paola Egonu, la schiacciatrice più forte d’Europa; Amina Muaddi, la nota designer giordana; Federico Marchetti, che per l’occasione parla di fiducia e sostenibilità raccontando di un progetto intrapreso con il Principe Carlo. E ancora Andrea Batilla, nota firma del giornalismo di moda, ha scritto per Vogue Italia un alfabeto dei valori della moda. Tra le protagoniste dei servizi fotografici Emily Ratajkowski, Naomi Campbell e Adut Akech.

“Storie di fiducia. Tutte diverse tra di loro ma profondamente interconnesse perché capaci di convivere in un unico racconto che, come la realtà, non è un quadro monocromatico, ma un insieme contraddittorio e multiforme di colori differenti. Nella coesistenza si trova l’armonia” commenta Francesca Ragazzi, Head of Editorial Content di Vogue Italia.

L’intero numero è dedicato alla rappresentazione dei valori di Vogue, tra questi il suo Archivio: un immenso patrimonio culturale che per l’occasione viene messo a disposizione di tutti, gratuitamente, per un mese. Per usufruirne basta andare su http://archivio.vogue.it/, cliccare su Abbonati e selezionare la modalità di abbonamento Full Archive. Registrando il proprio account, inserendo il codice promozionale voguearchive4youth, si potrà avere accesso completo all’archivio. L’offerta è riscattabile, solo per le nuove registrazioni, dal 6 gennaio al 6 febbraio 2022 compresi.

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