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Cannavacciuolo lancia un dolce vegano per Pasqua

La Cucina Italiana

Nato da una scommessa con sua moglie, il dolce di Pasqua vegano di Antonino Cannavacciuolo è una bella sorpresa per gli amanti del cioccolato.

Com’è nato il dolce vegano di Cannavacciuolo

Come racconta lo chef, sua moglie Cinzia segue da anni un regime alimentare definito “particolare”: vegano, ma soltanto quando lui non cucina i suoi irresistibili piatti. «Così, una sera, sul divano mi dice: scommetto che non farai mai un dolce che possa conquistarmi al 100%». 

Com’è fatto il dolce di Pasqua vegano di Cannavacciuolo

Sfida accettata: il giudice di Masterchef ha sperimentato nel suo laboratorio artigianale una ricetta che rispetta i canoni tradizionali dei dolci pasquali, come la colomba. Lievitazione di 36 ore con lievito madre e 5 passaggi d’impastamento, lavorazione artigianale con “formatura” manuale e 7 ore di riposo a “testa in giù”. La differenza? Il dolce non contiene grassi o proteine di origine animale e contiene al suo interno golose gocce di cioccolato.

Contenuto in un’elegante confezione creata da un maestro della cartotecnica italiana, contiene fra gli ingredienti cioccolato fondente, latte di soia, olio extra vergine di oliva, curcuma e vaniglia bourbon.

Il dolce è disponibile nello shop online insieme a tutte le altre proposte dello chef, come la colomba alla Melannurca e cioccolato bianco oppure quella al limoncello, per celebrare la tradizione partenopea.

MasterChef 11: il brivido di Cannavacciuolo per gli struffoli rivisitati

MasterChef 11: il brivido di Cannavacciuolo per gli struffoli rivisitati

“Le parole Napoli e rivisitazione non sono mai andate d’accordo” ha detto lo chef Cannavacciuolo che, nella puntata di ieri di Masterchef, ha sorpreso con un’imitazione perfetta di Iginio Massari

Tra ingredienti dal mondo, piatti della tradizione da rivisitare e tecniche di cucina insoliti, la puntata di Masterchef andata in onda su Sky Uno il 6 gennaio ha messo davvero a dura prova gli aspiranti cuochi.

La Golden Mystery box con i condimenti dal mondo

La salita inizia dalla Mystery box. Poiché questa è una prova che viene spesso presa sottogamba dai concorrenti, i giudici decidono di alzare i toni della sfida trasformandola in una Golden Mystery Box: i migliori del test potranno accedere direttamente alla balconata, evitando così l’Invention Test e il rischio di eliminazione.

Dentro la scatola si nascondono 10 condimenti provenienti da ogni parte del mondo e ogni concorrente ne deve scegliere uno per la preparazione di un piatto che ne esalti il sapore. La scelta è tra il burro norvegese Sandefjord, l’Irish Champ, la salsa Rouille o maionese provenzale, il Chimichurri argentino, la Jäger Sauce svizzera, la Mojo delle Canarie, l’aspra salsa georgiana Tkemali, la Mole messicana con peperoncino, la Nuoc Mam a base di pesce fermentato, infine il Ponzu giapponese. 

I tre giudici eleggono come miglior piatto Colazione a Kyoto di Mime, in grado di esaltare la salsa Ponzu, impreziosita con zenzero, vongole e capesante. Salgono con lei in balconata anche Tracy grazie a Baccalà alla Norvegese, cucinato con burro Sandefjord, porro fritto e centrifuga di sedano, lattuga mela verde e zenzero; Lia, che ha impiattato come uno spiedino gourmet di anatra e ananas il suo Cena a Bangkok con salsa Nuoc Mam su besciamella di cocco al peperoncino e salsa al curry thai; infine Carmine, con il piatto O.Y.M. (Open Your Mind), tataki di tonno al sesamo su emulsione al Ponzu, con melanzana fritta ripiena, colatura di latte di cocco e burrata, e olio al basilico.

Dalla pajata al vitello tonnato, la trattoria moderna protagonista dell’Invention

L’Invention Test è una prova sulla cucina della trattoria moderna con due ospiti che la rappresentano: Sarah Cicolini, giovane chef abruzzese proprietaria del ristorante Santo Palato a Roma, che presenta i suoi Rigatoni alla Pajata con crema di pecorino, erbe fresche e concassé di pomodoro; e Diego Rossi del ristorante Trippa a Milano con il suo Vitello tonnato condito con salsa tonnata, capperi di Pantelleria, pepe nero e sale Maldon. I cuochi amatoriali devono riprodurre uno dei due piatti in una loro personale e originale versione. Alla fine dell’Invention Test, il migliore è Tra me e mamma, il vitello tonnato e tonno scottato con cetriolino fritto di Mery, mentre tra i peggiori viene eliminata Andrealetizia che dovrà lasciare per sempre la cucina di Masterchef (e temporaneamente anche il suo fidanzato Nicky, ancora in gara).

Lo Skill Test non è per niente dolce come il miele

I concorrenti devono ora affrontare il primo Skill Test della stagione: si tratta di tre livelli di prova, ideati ciascuno da uno dei giudici. Ad ogni livello ci sono promossi e rimandati fino a giungere all’eliminazione. Protagonista della prova è il miele: nel primo livello ideato da chef Barbieri, i concorrenti devono mantecare un piatto con il miele come nell’Orzotto al miele e alle erbe di montagna con soffritto di lumache, aglio e prezzemolo dello chef. Il segreto è nello shock termico: il miele per la mantecatura deve essere congelato. Superano la prova Pietro, Anna, Mime, Bruno, Tina, Tracy, Mery

Nel livello successivo chef Locatelli chiede di utilizzare il miele nella laccatura e per impedire l’ossidazione dei vegetali come nel suo Petto d’anatra laccato al miele con carciofi ed erba cipollina. Passano lo step Polone, Nicky e Lia.

Difficilissimo il terzo livello: i concorrenti dovranno utilizzare in un piatto l’idromele, il polline e il favo crudo come ha fatto nel suo spettacolare dessert chef Cannavacciuolo che durante la puntata si è esibito anche in un’imitazione perfetta del maestro pasticcere Iginio Massari strappando a tutti una risata. Federico, in difficoltà con la pasticceria, si butta sugli struffoli: “Ho fatto degli struffoli all’argentina, una rivisitazione di quelli napoletani”, spiega. Cannavacciuolo ha un brivido: “La parola Napoli e la parola rivisitazione non sono mai andati molto d’accordo”. All’assaggio però gli “struffoli all’argentina” con cioccolato bianco e lamponi convincono e Federico è salvo. Passano anche Elena, Delia, Christian, Nicholas, mentre l’imprenditrice Rita è la terza eliminata di questa edizione. 

 

Antonino Cannavacciuolo: ricetta – La Cucina Italiana

Antonino Cannavacciuolo: ricetta - La Cucina Italiana

Il grande chef campano due stelle Michelin ci racconta le sue piccole manie scacciapensieri e la ricetta delle penne aglio e vongole da provare proprio sotto le Feste

Nonostante sia stabilito da tempo al nord, Antonino Cannavacciuolo è uno chef davvero molto “partenopeo”, soprattutto nel cuore. Direttore del numero di dicembre dello scorso anno della nostra testata, non potevamo che coinvolgerlo nuovamente anche quest’anno per chiedergli qualche curiosità sul Natale e la sua cucina.

Pensieri ispirazionali di chef Cannavacciuolo

Chef, quali sono i suoi riti scaramantici in cucina?
«Non ho riti speciali. Quando devo fare qualcosa di importante, guardo sempre il cielo».

Quali sono gli ingredienti portafortuna?
«Il mio olio, il limone, il pomodoro».

Qual è l’ingrediente segreto per preparare una pasta alla perfezione?
«Nessuna ricetta: per tutto, ci vuole amore, passione e fantasia».

Il cuoco, 2 stelle Michelin ha ideato insieme a Voiello un divertente e succulento regalo natalizio pensato per tutti gli appassionati del buon cibo e della mise en table dal titolo benaugurante: La Scaramantica 2021 – La fortuna è aurea. Oltre al set di carte, 4 ricette, biglietti natalizi e piatti in porcellana a tema, si può provare La Gran Penna Ruvida Voiello: né liscia né rigata, bensì ruvidissima, per catturare ogni sugo, prodotta interamente nell’unico stabilimento di Marcianise, a Caserta. Secondo lo chef, questa pasta è “scaramantica” grazie alla sua ruvidezza che cattura tutta la nota positiva, la sua fortuna, il suo gusto. Perfetta quindi per la tavola delle Feste, ecco un’ottima ricetta di chef Cannavacciuolo:

La ricetta di Antonino Cannavacciuolo: Penne ruvide con crema di aglio e vongole veraci

Ingredienti per 4 persone

360 g penne
500 g vongole veraci
2 spicchi aglio
1 gambo di prezzemolo
1  tuorlo
80 g latte
60 g panna semi montata
4 teste aglio rosa
1 peperoncino
prezzemolo tritato
briciole di pane
sale
pepe
olio extravergine di oliva

Procedimento

Lavate le vongole sotto l’acqua corrente e lasciatele spurgare. In una casseruola rosolate con dell’olio il prezzemolo e l’aglio, aggiungete le vongole, coprite con un coperchio e dopo qualche secondo aggiungete mezzo bicchiere d’acqua.

Coprite nuovamente e continuate la cottura fino a che tutte le vongole saranno aperte.

Togliete dal fuoco, sgusciate e filtrate l’acqua tenendola da parte.

Pelate le teste d’aglio e private gli spicchi dell’anima. Sbollentate per 5 volte in acqua e latte. L’ultima cottura fatela con solo latte. Scolate, frullate, insaporite e filtrate.

Preparate una crema inglese portando a bollore il latte, versatelo sul tuorlo, mescolate e rimettete sulla fiamma fino a raggiungere gli 83° C. Filtrate e raffreddate.

Aggiungete la crema alla purea, amalgamate e in ultimo aggiungete la panna semimontata.

Aggiustate a vostro gusto con olio extravergine d’oliva, sale e pepe. In casseruola rosolate uno spicchio di aglio con olio, peperoncino e gambi di prezzemolo.

Eliminateli e aggiungete l’acqua delle vongole. Scolate le penne a metà cottura e ultimatele in padella aggiungendo, quando necessario, acqua di cottura e delle vongole, facendo attenzione alla sapidità. Una volta pronto, aggiungete le vongole, mantecate con olio e unite del prezzemolo tritato.

Impiattate le penne con le vongole aggiungendo della crema all’aglio dolce e delle briciole di pane tostato.

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