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Anna in Casa: ricette e non solo: Grissini semplici con lievito di birra o esubero lievito madre

Anna in Casa: ricette e non solo: Grissini semplici con lievito di birra o esubero lievito madre

Quando il tempo è bigio, la mattina mi piace dedicarmi alla casa e alla cucina. Dopo pranzo invece bevo un caffè seduta sul divano e sferruzzo per un’oretta. Se devo, a metà pomeriggio, stiro e rassetto dove serve. 

Il brutto tempo poi mi fa venire voglia di impastare, accendere il forno e provare ricette nuove o rifare qualcosa che è piaciuta molto, da portare in tavola, come questi grissini.

Ė una ricetta facile anche se un po’ lunga per i tempi di riposo, ma ne vale la pena, almeno così è sembrato, visto che se li sono pappati ancora caldi.

Ingredienti

Impasto con lievito di birra fresco
300 g di farina 0

8 g di lievito di birra 
150 g di acqua
60 ml di olio di oliva
3 di malto d’orzo

    o 1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale fino

Impasto con lievito madre
250 g di farina 0

100 g di lievito madre
120 g di acqua
60 ml di olio di oliva
3 di malto d’orzo

    o 1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale fino

.

olio d’oliva per spennellare

Se scegliete di preparare i grissini con il lievito di birra, scioglierlo in una parte dell’acqua prevista in ricetta.

Ricetta con esubero di lievito madre

Nella ciotola della planetaria 

sciogliere

il lievito madre nell’acqua.

Unire l’olio e

il sale.

Aggiungere la farina e il malto e

mescolare il tutto.

Lavorare gli ingredienti fino ad ottenere un 

impasto omogeneo; mettere a lievitare 

per circa 12 ore in frigorifero, 

in una ciotola coperta con pellicola trasparente.

Trascorso il tempo in frigorifero, 

togliere l’impasto e lasciarlo a temperatura

 ambiente fino a quando è ben lievitato.

A lievitazione avvenuta, rovesciare 

l’impasto sulla spianatoia leggermente 

infarinata e stenderlo con le mani

fino ad ottenere un rettangolo.

Ripiegare 1/3 del rettangolo verso il centro e

e richiudere il rettangolo a formare

un cilindro.

Stendere nuovamente e ripetere

un’altra volta le pieghe

fino ad ottenere un panetto.

Ruotarlo su se stesso e 

lasciarlo riposare per 30 minuti, avendo 

cura di coprirlo per non

fare seccare la superficie.

Passato il tempo di riposo, stendere

nuovamente l’impasto e

 

 

 

 con una rotella taglia pizza i un coltello affilato,

tagliare tante strisce dallo spessore di circa

un centimetro.

Passare ogni striscia tra i palmi delle 

mani in modo da renderli tubolari.

Adagiarli in una teglia foderata con

carta forno, distanziandoli leggermente.

Lasciare riposare ancora per 45 minuti circa, 

coprendo con un canovaccio o

con una teglia da forno.

 

Scaldare il forno a 200° e preparare

e preparare l’olio da spennellare.

Spennellare i grissini con l’olio d’oliva.

 Infornare per 18-20 minuti o 

fino a doratura.

Sfornarli e lasciarli raffreddare; 

infornarli nuovamente per 5 minuti

o fino a quando risultano croccanti.

Togliere dal forno e farli raffreddare su una 

gratella prima di servirli o 

conservarli in una scatola di latte.

La ricetta della vignarola secondo la chef Francesca Di Rito

La ricetta della vignarola secondo la chef Francesca Di Rito

Pietanza, contorno, zuppa. Le fave sono il legume primaverile per eccellenza e, a Roma, vanno a comporre un piatto di antica tradizione frascatana: la vignarola. Marco Gavio Apicio, gastronomo ante litteram vissuto al tempo dell’imperatore Tiberio, dava una personale interpretazione delle fave nel manuale De Re Coquinaria: una volta lessate, si profumavano con spezie più o meno esotiche quali cumino, coriandolo, pepe, finocchietto selvatico e poi venivano sfumate con il vino. A conferire carattere al tutto ci pensava il garum, una salsa ottenuta dalle interiora di pesce grazie a una tecnica di fermentazione. 

La vignarola

«Il periodo delle fave va da febbraio a fine maggio e, così come i piselli, si coltivano nella zona dei Castelli Romani. Il nome vignarola deriva dal fatto che questi legumi crescono sotto la vigna», spiega Francesca Di Rito, chef dell’Osteria dell’Ingegno, frequentatissimo locale con dehors nel cuore della Capitale, di fronte al Tempio di Adriano. «La vignarola romana abbina fave, piselli e carciofi: le prime conferiscono carattere al piatto, i piselli danno un tocco di dolcezza, i carciofi violetti romaneschi regalano croccantezza. Un mix di sapori e consistenze».

La vignarola può essere piatto unico, condimento per la pasta (pici, paccheri, orecchiette), contorno ricco di vitamine, fibre e sali minerali. «Inoltre, una volta cucinata, la vignarola si può conservare in frigo per essere riscaldata il giorno dopo», assicura la chef.

Per i lettori di “La Cucina Italiana”, ecco la ricetta della vignarola secondo Francesca Di Rito.

Ricetta della vignarola

Ingredienti

100g fave
100g piselli
2 carciofi romaneschi
1 carota
1 costa di sedano
mezza cipolla
olio
sale
basilico

Procedimento

Sgranare e sbollentare separatamente per qualche minuto fave e piselli. Pulire i carciofi, precedentemente messi nell’acqua, tagliarli a fettine sottili e saltarli in una padella antiaderente per 5 minuti. Una volta raffreddati, assemblare gli ingredienti, preparare il soffritto e far amalgamare il tutto per una decina di minuti, mescolando con il cucchiaio di legno. Impiattare la vignarola nelle scodelle, insaporire con un giro di olio extravergine d’oliva e ricotta salata grattugiata al momento. Decorare con foglie di basilico spezzettate a mano. 

                                                            

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