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Casatiello stracciato – Ricetta di Misya

Casatiello stracciato

Innanzitutto preparate l’impasto: mettete in una ciotola farina, sale e pepe e mescolate.

Sciogliete lievito e zucchero nell’acqua appena intiepidita e incorporateli alla farina.

Infine unite anche 150 gr di strutto, continuando a impastare fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo.

Trasferite l’impasto sul piano di lavoro ed eseguite 3 giri di pieghe (qui la guida per farlo al meglio).

Mettete il panetto così formato in una ciotola, chiudete con pellicola per alimenti e lasciate lievitare fino al raddoppio del volume (ci vorranno un paio d’ore circa).

Prima che l’impasto sia pronto predisponete gli ingredienti per la farcia: bollite le uova per renderle sode (circa 8 minuti dall’ebollizione).

Tagliate tutti i salumi a dadini.

Tagliate anche il formaggio a dadini e unitelo ai salumi.

Sgusciate le uova e tagliatele in spicchi e poi a metà.

Aiutandovi con lo strutto messo da parte per ungervi le dita, spezzettate l’impasto, quindi unite insieme i pezzetti e allargate il nuovo panetto disomogeneo sul piano di lavoro, formando un rettangolo.
Cospargete il misto di salumi e formaggio a dadini sull’impasto, quindi, sempre con la mani unte di strutto, impastate per distribuire bene la farcia.

Aprite nuovamente l’impasto e aggiungete anche le uova e i formaggi gratugiati.

Distribuite l’impasto farcito nello stampo imburrato, coprite nuovamente con pellicola e lasciate lievitare finché non sarà arrivato quasi al bordo dello stampo, poi cuocete per circa 50 minuti in forno ventilato preriscaldato a 180°C.

Il casatiello stracciato è pronto, non vi resta che lasciarlo almeno intiepidire prima di gustarvelo.

Acqua e caffè: quale prima e quale dopo? Risponde l’esperto

La Cucina Italiana

Acqua e caffè: quale si beve prima e quale, invece, si beve dopo? E poi, bere acqua in questo caso è sempre necessario? Del resto, quando si va al bar non c’è una regola: c’è chi la serve (in genere al Sud) e chi non lo fa, o chi solo naturale o solo frizzante. Eppure una regola esiste. Anzi, esiste più di una regola. La prima già chiarisce molte cose: «Il bicchier d’acqua andrebbe bevuto sempre prima del caffè», dice Mauro Illiano, degustatore professonista, fondatore di “Napoli Coffee Experience”, membro del board of experts della Slow Food Coffee Coalition e, tra le altre cose, curatore della prima guida dei Caffè e delle torrefazioni d’Italia.

Quando si beve l’acqua con il caffè?

Prima acqua e poi caffè, dunque, e non è questione di gusti o preferenze. «L’acqua – spiega Mauro Illiano – pulisce il cavo orale. Salvo il primo caffè della mattina, sempre che si beva a stomaco vuoto, durante la giornata il caffè si beve spesso dopo aver mangiato o bevuto altro. Con un po’ d’acqua si elimina ogni possibile contaminazione che potrebbe inficiare l’esperienza gustativa: si riescono a percepire tutti i sentori del caffè, sia attraverso il gusto che attraverso l’olfatto».

A cosa serve l’acqua con il caffè?

La degustazione del caffè, infatti, non si limita al momento in cui lo beviamo: prosegue anche dopo, e anche attraverso il profumo della miscela oltre che attraverso il suo sapore. «Dopo aver bevuto il caffè, la sua parte lipidica – che è la stessa che rimane sulla tazzina o sulle pareti del cucchiaino – resta anche nel nostro cavo orale e i suoi sentori tornano poi per via retronasale, talvolta anche per un’ora. È uno dei tanti piaceri che regala il caffè. Berlo con la bocca pulita da un sorso d’acqua è un modo semplice per non privarsene», fa notare ancora Illiano.

Perché l’acqua non va bevuta dopo il caffè?

Al contrario, ovviamente, tutto questo non succede se l’acqua si beve dopo il caffè: «L’acqua favorisce la deglutizione e quindi se si beve dopo il caffè fa svanire questa piacevole sensazione», dice Illiano. Se però spesso viene naturale bere dopo aver bevuto la tazzina, c’è un motivo: «Succede quando il caffè non è buono: è bruciato o troppo amaro per esempio. In questi casi aver bisogno di bere è una reazione naturale e inconsapevole: serve proprio a ripulirsi la bocca da sapori e odori sgradevoli». È proprio per questa ragione che spesso si dice che bere acqua dopo il caffè, quando si sta al balcone del bar, è scortese nei confronti del barista: potrebbe interpretarlo come un modo per dirgli che non ci ha preparato la tazzina che avremmo voluto bere.

Naturale o frizzante: quale acqua bere con il caffè?

Tra le cose da sapere per una degustazione ottimale del caffè, c’è anche che a fare la differenza è l’acqua: quando si beve prima del caffè, deve essere naturale. «Un’acqua oligominerale o frizzante altera l’approccio al palato esaltando le durezze. Ovvero: fa sentire il caffè più amaro se è amaro, o più acido se già tende all’acidulo».

Il cioccolatino va mangiato prima o dopo il caffè?

Non solo acqua, però: non di rado, specie al bar, il caffè viene servito con cioccolatini o biscotti. Cosa fare in questi casi? «Salvo particolari esperienze di pairing tra cibo e caffè, non andrebbero mangiati né prima né dopo perché alternano la percezione del gusto del caffè: un cioccolatino molto amaro può far percepire il caffè meno amaro di quanto sia in realtà, e viceversa. Un biscotto è anche peggio perché in genere è molto dolce: lo shock di sapori che può derivare rischia di rovinare l’esperienza».

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