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Ricetta Torta di cioccolato – La Cucina Italiana

Ricetta Torta di cioccolato - La Cucina Italiana
  • 180 g cioccolato fondente
  • 170 g zucchero di canna
  • 45 g burro
  • 6 pz uova

Per la ricetta della torta di cioccolato, spezzettate il cioccolato e fondetelo a bagnomaria con il burro.
Separate i tuorli dagli albumi. Montate i tuorli con 60 g di zucchero, finché non saranno molto spumosi. Montate a parte gli albumi con lo zucchero rimasto. Amalgamate al cioccolato fuso, un po‘ alla volta, i tuorli e gli albumi montati, alternandoli e mescolandoli con una spatola con un movimento continuo e avvolgente. Rivestite una tortiera rotonda con carta da forno; imburrate la carta. Trasferite il composto nella tortiera
e cuocete a 170°C nel forno ventilato per 30-35 minuti.

Pumpkin patch: i più bei campi di zucche in Italia

Pumpkin patch: i più bei campi di zucche in Italia

Una tradizione arrivata in Italia dagli Stati Uniti: ecco gli indirizzi dello Stivale dove trascorrere una giornata divertente in famiglia raccogliendo le zucche da intagliare per Halloween. Ma anche zucche di tutte le varietà da cucinare

Vi è mai capitato di vedere in foto o dal vivo i campi di zucca negli Stati Uniti dove, tradizionalmente, in autunno, le famiglie americane vanno a raccogliere le zucche per Halloween? Non si tratta solo di acquistare una zucca da trasformare nell’iconica Jack o’ lantern, ma è anche l’occasione per scoprire il lavoro del contadino, gli animali della fattoria e per trascorrere un momento immersi nella natura autunnale con tanto di foto da postare sui social.

Pumpkin patch in stile italiano

Da qualche anno, proprio come le zucche, i pumpkin patch – così si chiamano – sono spuntati anche in Italia. Per il divertimento dei bambini (ma non solo!), si possono raccogliere zucche e imparare a decorarle e intagliarle nei laboratori organizzati. Ci sono anche tante varietà di zucche da mangiare (e alcuni organizzatori offrono consigli e ricette per cucinarle). Non mancano poi installazioni e attrazioni a tema. Ecco, allora, tutti gli indirizzi dove andare da nord a sud dello Stivale, senza dimenticare il green pass, necessario per accedere ai campi.

Campi di zucche in Italia: indirizzi e attività

Shirin a Ornago (Mb)

Il campo u-pick Shirin, a Ornago, in Brianza, finita la stagione dei tulipani e quella dei girasoli, ha inaugurato quella delle zucche che si possono raccogliere e portare a casa, scegliendo la zucca che fa al caso nostro con l’aiuto di cartelli che spiegano le caratteristiche delle diverse varietà di zucca. Non mancano angoli allestiti con le zucche per scattare foto e un programma di laboratori creativi per bambini per imparare a costruire strumenti musicali con le zucche. Il campo è aperto tutti i weekend fino al 31 ottobre con orario continuato dalle 9 alle 18.30. Per accedere occorre prenotazione online del biglietto a un costo di 4 euro (che può essere utilizzato per l’acquisto di una zucca) e il tempo di permanenza consentito è di massimo due ore.

Il campo dei fiori di Galbiate (Lc)

Il campo dei fiori di Galbiate (Lecco) in autunno diventa il campo delle zucche e, a due passi dal lago di Annone, propone zucche decorate da cercare con una caccia al tesoro, laboratori per bambini per decorare le zucche, zucche ornamentali da trasformare in centrotavola, zucche da mangiare di tante varietà (Butternut, Hokkaido e l’insolita zucca Spaghetti) con consigli e ricette per cucinarle, allestimenti per scattare la foto perfetta dell’autunno. Il campo è aperto fino al 31 ottobre, dal lunedì al giovedì dalle 16 alle 18:30 e il venerdì, il sabato e la domenica dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14 alle 18.30. L’ingresso è gratuito, ma occorre la prenotazione.

Il giardino delle zucche di Tulipania a Terno d’Isola (Bg)

Nel giardino delle zucche di Tulipania a Terno d’Isola (Bergamo) si entra gratuitamente e si paga solo quello che si porta via: una zucca raccolta con le vostre mani, una già decorata, una da decorare sul posto o a casa vostra oppure una da cucinare e mangiare! I bambini possono scattare foto con  lo spaventapasseri della principessa Tulipania o divertirsi con i giochi di una volta allestiti nel campo. Il campo è aperto il venerdì pomeriggio e il sabato e la domenica dalle 9.30 alle 18.30 fino al 31 ottobre.

Il campo di Federica a Nerviano (Mi)

Nel campo di Federica, a Nerviano (Milano), durante il Festival d’autunno in programma fino al 30 ottobre, si può passeggiare tra centinaia di zucche e scegliere la propria preferita da decorare o intagliare durante i laboratori organizzati oppure una zucca da cucinare. Non mancano installazioni a tema, oggetti vintage, animali. Aperto fino al 30 ottobre, il costo a persona per bambini e adulti è di 15 euro dal martedì al venerdì e di 18 euro dal sabato alla domenica. Per i bambini sotto i 2 anni l’ingresso è gratuito.

Il villaggio delle zucche a San Martino Siccomario (Pv)

Fino al 7 novembre, ogni weekend, a San Martino Siccomario (Pavia) il villaggio delle zucche di Puravidafarm è un vero e proprio parco divertimenti: oltre a una distesa di zucche dove scattarsi foto ricordo e acquistare la propria preferita da decorare, ci sono trattori a pedali e pedalò sull’acqua per il divertimento di tutta la famiglia, la casetta del riso e del mais dove tuffarsi e nuotare, gli animali della fattoria da scoprire, il labirinto di paglia in cui perdersi, il mercatino dei prodotti tipici del territorio. Ogni weekend vengono anche organizzati eventi a tema: l’8 e 9 ottobre ci saranno dimostrazioni di trebbiatura e laboratori di cioccolato. Si può accedere al villaggio dalle 10 alle 18.30, il costo è di 11 euro a persona con l’acquisto online, gratis tutti i bambini fino a 3 anni.

Le zucche di Barbabianca a Torrimpietra (Rm)

Un campo pieno di zucche, laboratori di intaglio e pittura, animali della fattoria: un pumpkin patch in perfetto stile americano si trova anche a Torrimpietra (Roma). Le zucche di Barbabianca è aperto fino al 31 ottobre, tutti i sabati e le domeniche dalle 10 alle 17, con la possibilità di gustare carne alla griglia, porchetta di Ariccia e vino della Cantina del Castello di Torrimpietra. Il biglietto costa 10 euro a persona con inclusa una zucca di Halloween e un laboratorio creativo. Gratis, ma senza zucca, l’ingresso per i bambini sotto un metro di altezza che potranno comunque partecipare ai laboratori creativi con un accompagnatore.

Il giardino delle zucche a Pignataro Maggiore (Ce)

Il giardino delle zucche di Pignataro Maggiore (Caserta) si definisce il primo pumpkin patch d’Italia. Propone un percorso di due ore in cui ci si può scattare foto con le zucche, raccogliere zucche per decorarle e intagliarle, perdersi nel labirinto di mais e gustare specialità a base di zucca. È aperto il giovedì, il venerdì, il sabato e la domenica fino al 31 ottobre. Il biglietto è di 12 euro per gli ingressi infrasettimanali, 15 euro per il weekend (i bambini sotto il metro di altezza non pagano) e comprende la raccolta della zucca e un laboratorio.

Pasta e contorno? La vera dieta mediterranea

Pasta e contorno? La vera dieta mediterranea

Niente carne, ma cereali, legumi, verdure e olio extravergine. Dalla tradizione pugliese a una versione stellata, un mix da portare in tavola tutti i giorni; e il sogno di un’osteria vegetariana

Verdura; pasta, pane o riso; frutta: i pasti principali nella dieta mediterranea si basano su pochi ingredienti di base, arricchiti da grassi vegetali e latticini. Un’alimentazione bilanciata infatti è composta dal 50% di carboidrati complessi, più del 20% di grassi e un 10-12% di proteine. Praticamente quella che tutto il mondo ci invidia è una dieta basata su primi piatti e contorni; anche se oggi può sembrare strano, abituati alla fettina di vitello o al burger vegano. Le ricette per un’alimentazione quotidiana sana più che a piatti iperproteici e a base di avocado, assomigliano a orecchiette con le cime di rapa o alla pasta con le lenticchie. E non sono due esempi a caso, perché la Puglia è infatti una di quelle regioni in cui questo mix avviene da sempre, e a cui guardare oggi per ripensare la propria alimentazione quotidiana.

Terra di agricoltura e “sopratavola”

La Puglia è una terra dall’agricoltura fiorente, l’orto nazionale da cui arrivano più del 30% di olio, pomodori, carciofi, cavoli e insalata che mangiamo in Italia. Ma è anche una regione dall’enorme biodiversità in fatto di ortaggi e che produce verdure sconosciute altrove come i sponzali, i barattieri, le carote viola e altre varietà che sono protagoniste della tradizione enogastronomica locale. Oltre ai piatti tipici più conosciuti e già citati basti pensare alla parmigiana di melanzane e ai cosiddetti “sopratavola”, ossia l’uso di servire verdura cruda da sgranocchiare prima o dopo il pasto, come un pinzimonio o delle crudité, per dirle alla francese. Carosello, sedano, cicoria, ravanelli venivano portati in tavola per concludere un pasto e indugiare chiacchierando e sgranocchiando ancora qualcosa o, come oggi succede ovunque, insieme a olive e patatine per un aperitivo. Sano.

Pasta e contorno

Domingo Schingaro, chef stellato del ristorante I Due Camini a Borgo Egnazia, è uno dei cantori della biodiversità pugliese e mette al centro dei propri piatti i vegetali, anche senza necessariamente abbinarci una componente di pesce o di carne, scelta oggi profondamente trendy e al tempo stesso assolutamente pugliese. Sul palco di Identità di Pasta all’edizione 2021 del congresso Identità Golose ha così presentato un piatto di tubettini con contorno di fagiolini. O viceversa: a seconda dei punti di vista.«Nel menù degustazione della cena serviamo portate che includono diversi piattini, e cerchiamo sempre di proporre la giusta quantità di carboidrati in funzione anche del ciclo giornaliero di nutrienti necessari. Consumare fibre insieme a una pasta migliora la digestione e il corretto assorbimento dei carboidrati. Questo concetto di benessere si collega a una tradizione: da sempre in una tavola pugliese assieme a una portata importante come le Orecchiette con le brasciole viene servito un vegetale crudo come le “uaccie” il sedano, che viene messo al centro del tavolo in condivisione con cocomero barattiero, carota di Polignano, sedano, ravanelli».

Spaghetti di fagiolini e tubettini con l’acqua di cozze

Tre preparazioni che vengono servite in unica portata: «I carboidrati del tubettino, il fagiolino che ha la forma dello spaghetto che apporta fibre e minerali, le cozze e il cacioricotta le proteine». Gli spaghetti sono sostituiti dal fagiolino “pinto”, un cornetto lungo tipico pugliese che si conserva essiccato fino all’inverno. Li cucina in un’essenza di alghe e cozze e poi li serve adagiandovi sopra una conserva di pomodori e aglione del Gargano. A ultimare il piatto una spolverata di cacioricotta, anch’essa del Gargano. Di lato, un secondo piatto con tubetti cotti a risotto nel medesimo brodo di alghe e cozze, serviti sopra una crema di crusca e prezzemolo, e poi qualche goccia di una crema di cozze, polvere di buccia di pomodoro e peperone crusco. Il tutto viene cucinato senza sale, sostituito dalla sapidità di alghe e cozze, e dalla concentrazione di sapori che ottiene dalle varie essiccazioni. Da bere, un’infusione di foglie di fico secche che, spiega, «aiuta a diminuire la parte glicemica della pasta», e quindi ne favorisce la digeribilità. Il nome è Mediterranean Breeze, perché la brezza mediterranea è quella che in Puglia aiuta la conservazione e l’essiccazione degli alimenti, che «ferma il tempo» e ci permette di gustare questi prodotti anche quando la stagione è terminata.

I fagiolini che sembrano spaghetti.

La precedenza vegetale: il premio

Tema ricorrente nel congresso di chef più atteso d’Italia, il vegetale è diventato anche il premio Migliori Idee Green, assegnato a Diego Rossi del ristorante Trippa a Milano. Durante la premiazione Katia Piazzi di Koppert Cress ha così motivato il premio a un’osteria che ha fatto del quinto quarto la propria bandiera: «A noi di Identità fa piacere vedere come finalmente tanti si accorgano che non bisogna essere partigiani di una scelta, ma di vivere la cucina in maniera onnivora, senza considerare le verdure dei contorni a cui non prestare la giusta attenzione. Diego Rossi ci riesce con gusto perché lui stesso ama gli ortaggi». Il suo sogno? Un’osteria di verdure con contorno di carne.

 

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