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idee regalo | La Cucina Italiana

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Piccoli elettrodomestici, perfetti a Natale – o tutto l’anno. Li possiamo regalare perché sono utili, preziosi alleati in cucina, come un’impastatrice o una cantinetta per il vino. Li possiamo regalare perché sono belli, come una macchina per il caffè di design.

Ma li possiamo regalare anche perché, spesso, aiutano a risparmiare: un forno a microonde darà un taglio netto alla bolletta del gas. E anche un frigorifero o un forno nuovi e perfettamente funzionanti, dotati delle più recenti tecnologie, a fonte della spesa iniziale, consentiranno di ottimizzare il consumo di elettricità.

Non sono solo oggeti del desiderio: cantine per il vino, sistemi di filtrazione per l’acqua, purificatori d’aria, congelatori sono regali per tutta la casa e per chi la abita. Diventano parte delle nostre vite e ci aiutano, per quel che è possibile, a viverle meglio.

Tutti questi elettrodomestici oggi non devono più fare solo il loro “dovere”, fare il caffè o impastare farina e uova: devono essere oggetti di design, e assicurare attenzione alla sostenibilità, garantendo cura per il pianeta e risparmio energetico.

Per tutti questi (buoni) motivi, regalare piccoli elettrodomestici è sempre un gesto d’amore.

Spreco alimentare: ridurlo è più facile di quanto si pensi

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Il cibo. Viene coltivato, raccolto, lavorato, confezionato, trasportato, distribuito, commercializzato, acquistato, preparato e poi… buttato via. Lo spreco alimentare sembra impossibile da evitare.

Ogni anno, circa il 14% del cibo che produciamo va perso tra quando viene raccolto e prima che arrivi nei negozi. Un altro 17% del cibo finisce per essere sprecato da rivenditori e consumatori. 
La perdita e lo spreco di cibo sono anche uno dei principali fattori che contribuiscono alla crisi climatica, essendo responsabili fino al 10% delle emissioni globali di gas serra. In alcuni Paesi, la catena di approvvigionamento alimentare è già in procinto di superare l’agricoltura e l’uso del suolo come maggiore responsabile delle emissioni di gas serra, contribuendo all’instabilità del clima e a eventi meteorologici estremi come siccità e inondazioni. Questo, a sua volta, ha un impatto sui raccolti e sulla loro qualità, aumenta la perdita di cibo e minaccia ulteriormente la sicurezza alimentare e la nutrizione.

Mentre il mondo produce cibo a sufficienza per sfamare la sua popolazione, quasi 830 milioni di persone soffrono ancora la fame ogni giorno. Le cause dello squilibrio tra domanda e offerta sono molteplici e sintomatiche di inefficienze più ampie nelle nostre filiere agroalimentari – un termine che copre l’intero percorso del cibo, dall’azienda agricola alla tavola – e oltre. 
Affrontare queste inefficienze e spezzare il circolo vizioso tra perdita e spreco di cibo e cambiamento climatico, soprattutto in un periodo in cui i prezzi dei prodotti alimentari si sono gonfiati, è quindi una priorità assoluta.

Soluzioni semplici

La FAO ha realizzato diversi progetti per ridurre le perdite alimentari e rendere più efficienti i sistemi agroalimentari. Alcuni di quelli che mostrano risultati promettenti riguardano la produzione di frutta e verdura nell’Asia meridionale, dove una delle colture più importanti è il mango. Il mango maturo ha molti usi. Possono essere consumati freschi o utilizzati come ingredienti per la preparazione di dolci, gelati, sorbetti e prodotti da forno. La loro polpa è anche ricca di fibre alimentari, vitamina C, provitamina A, carotenoidi e antiossidanti.
Tuttavia, come altri frutti, il mango fresco si deteriora rapidamente a causa dell’elevato contenuto di umidità e della sua natura delicata. Se non viene raccolto al giusto stadio di maturazione e se non viene gestito correttamente lungo tutta la catena di distribuzione, il mango soffre sia in termini di qualità che di quantità, con conseguenti perdite e riduzione del reddito per tutti coloro che sono coinvolti nella produzione e nella gestione post-raccolta. Inoltre, la manipolazione impropria e le infestazioni ne riducono la durata di conservazione, che a sua volta ne limita le vendite, con conseguenti perdite economiche. Nei campi dell’Asia meridionale, ad esempio, gli esperti della FAO hanno scoperto che gli agricoltori locali spesso hanno scarse conoscenze su come gestire frutta e verdura dopo il raccolto e non hanno nemmeno le risorse per affrontare i problemi di qualità nella catena di approvvigionamento. Questo può portare alla perdita di oltre la metà dei raccolti di ortaggi. Le cause principali delle perdite post-raccolta sono le malattie, le infestazioni di parassiti, le tecniche di raccolta improprie, la manipolazione non accurata, le cattive condizioni di imballaggio e di trasporto. 

Risultati sorprendenti 

Più di recente, la FAO ha introdotto buone pratiche e soluzioni sostenibili a basso costo per migliorare la qualità e la durata di conservazione dei manghi in Bangladesh. I dati dimostrano che, nonostante il loro basso costo, l’impatto di queste misure è elevato.
L’uso di casse di plastica per l’imballaggio di prodotti sfusi, ad esempio, ha ridotto al minimo le perdite durante il trasporto. Nel complesso, i miglioramenti nelle pratiche di manipolazione post-raccolta, insieme al trattamento con acqua calda, hanno permesso di ottenere manghi di migliore qualità e di prolungare la durata di conservazione nella vendita al dettaglio, con una riduzione del 70-80% del numero di spreco a causa del deperimento in un periodo di cinque giorni. Questa riduzione degli sprechi alimentari, unita alla maggiore durata di conservazione, ha portato a significativi guadagni economici sia per gli agricoltori che per i rivenditori.

“Questi incredibili miglioramenti dimostrano che piccoli cambiamenti nelle pratiche post-raccolta, uniti ad attrezzature a basso costo, possono avere un grande impatto sulla qualità e sulla durata di conservazione dei prodotti freschi e sulla riduzione delle perdite e degli sprechi alimentari”, ha detto Rosa Rolle, Funzionario senior per lo sviluppo delle imprese della FAO. 

La FAO sta ora promuovendo questi risultati e queste pratiche presso le parti interessate in tutto il mondo. Ad oggi, almeno 5.000 piccoli proprietari in tutta l’Asia sono già stati formati alla produzione e alla commercializzazione di frutta e verdura fresca.

Con l’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari, il crescente impatto del cambiamento climatico e il persistere della fame nel mondo, non ci sono scuse per la perdita e lo spreco di cibo a qualsiasi livello. 

Fonte FAO

5 fiere del tartufo in Piemonte da non perdere

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Pronti per una gita in Piemonte alla ricerca delle fiere del tartufo? Infatti, se la stagione del tartufo vi pare sia ormai conclusa, c’è da ricredervi. Anzi, in Piemonte sono ancora in programma molte occasioni per godersi al meglio il pregiato fungo ipogeo, la cui ricerca è diventato da circa un anno Patrimonio universale dell’umanità. D’altra parte – è il caso di ricordarlo – per il Tuber Magnatum Pico (il famoso tartufo bianco) la stagione piemontese della raccolta è iniziata il 21 settembre e si concluderà soltanto il 31 gennaio. E se la Fiera internazionale ad Alba prosegue fino al 4 dicembre, in queste ultime settimane di autunno il territorio tra Asti e Alessandria offre altre diverse fiere tradizionali, durante le quali possono prospettarsi interessanti occasioni di degustazione, tra tartufi, vini e specialità locali.

5 fiere del tartufo da non perdere

Murisengo (At), Fiera nazionale del tartufo Trifola d’or – fino al 20 novembre

Il territorio di Murisengo, uno dei punti di riferimento del Monferrato Casalese, è particolarmente vocato per il tartufo, grazie alle condizioni ambientali, climatiche e del sottosuolo. Iniziata lo scorso weekend, la Fiera nazionale del tartufo Trifola d’or prosegue fino a domenica prossima. E’ nata nel 1967 ma ha radici ben più antiche, che arrivano al 1530 e alla Fiera di S. Martino. Oltre cento stand enogastronomici e di artigianato piemontese per le vie del borgo fino ad arrivare alla tensostruttura nella piazza principale.

Asti – Fiera Nazionale del Tartufo, 19-20 novembre

La storica fiera autunnale nella città del Palio. In piazza San Secondo, il mercato del tartufo proseguirà dalle ore 10 alle ore 19 e domenica sarà affiancato dalla presenza di vini e prodotti tipici. In contemporanea, in città c’è anche il Mercatino di Natale (tra i più grandi d’Europa) nelle vie del centro, nell’ambito della manifestazione Il magico paese di Natale nelle terre Unesco
(da non perdere anche la visita alla Casa di Babbo Natale a Govone, a pochi chilometri di distanza, nel Roero).

San Sebastiano Curone (AL) – Fiera Nazionale del Tartufo bianco e nero, 20 e 27 novembre

Tartufi bianchi e neri delle Terre del Giarolo, terre che recentemente stanno acquistando sempre maggiore notorietà. Oltre al tartufo, infatti, sono le zone del vitigno Timorasso, del Salame nobile e del Montebore. La fiera, 39esima edizione, propone anche la divertente Asta del tartufo, con tanto di battitore e pubblico attentissimo e partecipe. E poi, assaggi all’enoteca territoriale, a cura del Consorzio di Tutela Vini Colli Tortonesi, menù tipici a base di tartufo nei ristoranti e agriturismo del territorio e, in centro, la locanda del tartufo con i piatti della tradizione piemontese.

Canelli (AT) – Fiera Regionale del Tartufo, 27 novembre

In una delle patrie storiche delle bollicine italiane, lo slogan della fiera regionale è “Canelli il luogo delle trifole”. Il programma prevede anche, alla mattina, un raduno (con sfilata) dei Trifulau e dei loro cani, il concorso dei tartufi e la ricerca simulata della “cerca” al parco dell’asilo Bocchino. All’Enoteca Regionale di Canelli e dell’Astesana sarà allestito un banco d’assaggio dei vini dei produttori associati e durante tutta la giornata saranno organizzate visite guidate della città. E, se avete ancora tempo, ci sono le cattedrali sotterranee patrimonio Unesco tutte da scoprire.

Acqui Terme (AL) – Acqui e Sapori, 26 e 27 novembre

Sarà nell’ampio Centro Congressi la Mostra Regionale del Tartufo, Acqui & Sapori, da sempre un’importante vetrina del gusto del territorio piemontese di confine verso l’Appennino. Spazio al tartufo ma anche al Brachetto d’Acqui docg, la Robiola di Roccaverano e poi i salumi, il miele, le nocciole e le conserve. Ingresso gratuito per l’intera manifestazione, con banchi di degustazione, incontri show coking, la gara (da vedere!) di cerca del tartufo e il concorso “Trifula d’Aich” .

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