Tag: piatti veloci e semplici

Anna in Casa: ricette e non solo: Brioche al latte caldo

Anna in Casa: ricette e non solo: Brioche al latte caldo

Pronti per il fine settimana?

Le previsioni non danno speranze e allora consoliamoci a colazione con le mie brioche panino da mangiare sole o riempite di crema nocciole o confettura.

Voi come le mangereste?

Ingredienti 

per la pasta

500 g di farina 0

100 g di zucchero

10 g di lievito di birra fresco

5 grammi di malto d’orzo ( facoltativo)

90 g di burro a temperatura ambiente

1 uovo

1 tuorlo

.

q.b. di burro sciolto per spennellare

.

1 tuorlo 

1 cucchiaio di latte o panna

per la finitura

acqua 

zucchero

Procedimento 

In una ciotola scaldare ma non 

portarlo a bollore.

Aggiungere il lievito sbriciolato,

lo zucchero e

mescolare bene.

Coprire e mettere da parte

per 15 minuti.

Intanto pesare la farina e versarla

nella ciotola della planetaria o in una 

ciotola capiente se lavorate l’impasto a mano.

Unire il malto (facoltativo).

Versare il latte con il lievito e lo

zucchero oramai sciolto

sulla farina e

iniziare ad impastare.

Poco dopo aggiungere l’uovo intero

e farlo assorbire completamente

prima di aggiungere il tuorlo.

Quando anche il tuorlo è stato

assorbito, unire metà del burro in ricetta.

Quando la prima parte di burro

è stata assorbita, unire il resto.

Lavorare l’impasto fino ad incordatura,

trasferirlo sulla spianatoia infarinata

e lavorarlo un attimo sul piano 

e infine formare un panetto.

Fare un taglio a croce e 

mettere in una ciotola.

Coprire e

mettere a lievitare in forno con la luce accesa,

fino a quando il volume è raddoppiato.

A lievitazione avvenuta, rovesciare

l’impasto sulla spianatoia infarinata e

con le mani stenderlo a formare un

rettangolo spesso circa 1 cm e 1/2.

Ripiegare  l’impasto come in foto

e chiudere a portafoglio.

Rifare con il rotolo le

stesse pieghe

ad ottenere un panetto.

Ruotarlo sul piano a formare

una palla.

Tagliare l’impasto in 12 parti.

Stendere Prendere ogni parte ottenuta 

stenderla leggermente a cerchio,

ripiegare i bordi verso l’interno

ad ottenere un panetto.

Formati tutti i panetti,

procedere con un panetto alla volta, 

stendendolo con il mattarello, 

ottenendo un piccolo rettangolo.

Spennellare con il burro sciolto,

ripiegare i lati più lunghi portandoli al centro.

Arrotolare partendo dal basso a formare un cilindro.

Adagiare i rotolini sulla leccarda rivestita

 con carta forno distanziandoli.

Preparati tutti i rotolini, coprirli e lasciarli 

lievitare fino a quando sono ben gonfi.

Scaldare il forno a 180°C.

Con uno stecco schiacciare nel mezzo

ogni rotolino lievitato. 

Mescolare il tuorlo con il latte o la panna e

spennellare ogni brioche.

Infornare e cuocere per 30 minuti circa

controllando che non si scuriscano in superficie.

Appena sfornate le brioche spennellare

 subito con acqua e cospargere 

con lo zucchero semolato.

Lasciare raffreddare su una gratella 

prima di servire.

Potere anche scegliere di surgelarne una parte sia prima della cottura che dopo.

Fuori carta: i piatti del giorno diventano di tendenza

La Cucina Italiana

«Oltre il menù oggi abbiamo anche… » è al frase che più ci si sente ripetere nelle trattorie e nei ristoranti più alla moda di Milano e non solo. Quale sarebbe la novità? Un tempo si chiamava semplicemente menù del giorno, veniva scritto su una lavagna o il cameriere te lo recitava a voce con il blocchetto in mano pronto a prendere l’ordinazione. Oggi si chiamano fuori carta e la loro diffusione sistematica fotografa una nuova tendenza.

L’invenzione del menù

Il menù come lo intendiamo oggi in carta stampata nasce per le cene di gala o i ricevimenti ed elencava i piatti che sarebbero stati serviti durante la cena. La lista fra cui poter scegliere si diffonde successivamente con l’avvento dei ristoranti, nei luoghi eleganti e negli hotel. Il primo menù scritto in lingua italiana viene datato 1911, quando i Savoia adottarono l’italiano come lingua ufficiale di Corte, per descrivere piatti che restavano quelli della grande cucina francese. Nelle trattorie il menù non esisteva proprio, ogni giorno si cucinava quello che offriva il mercato e si seguiva una certa cadenza: giovedì gnocchi, venerdì di magro, e una serie di ricette della casa che si susseguivano con variazioni stagionali. La scelta era poca o nulla, l’innovazione limitata, e a tavola veniva servito sostanzialmente un grande repertorio di classici a rotazione. Più il locale era elegante, più il menù era elaborato e la descrizione dei piatti sontuosa, nei posti più popolari lo si trovava al massimo scritto a mano o affisso al muro, con a fianco il prezzo.

Classici e piatti del giorno 

La possibilità di programmare la spesa, la continuità e l’abbondanza delle forniture, le moderne tecniche di conservazione hanno permesso ai ristoratori via via di standardizzare, e di creare una lista di piatti imprescindibili, immutati al variare delle stagioni. Ai clienti il benessere economico permette di scegliere, di variare, di guardare al cibo come piacere e non solo come a mero nutrimento. Anche i menù così si evolvono, da una parte i grandi classici, i cavalli di battaglia, le specialità del locale stampati nero su bianco e plastificati per durare; dall’altra i fuori carta, qualcosa di semplice, per accontentare i clienti abituali, o da aggiungere al resto del menù all’arrivo dei carciofi, dei fiori di zucca e giusto di qualche primizia. Normale, è così in buona parte dei ristoranti di tradizione, dove ancora oggi il menù cambia ben poco. Ma molto diversa è oramai la ristorazione contemporanea.

I fuori carta

Nei ristoranti di nuova generazione la lezione della cuisine du marché, fresca ed estemporanea ha oramai imposto l’idea che il menù debba cambiare almeno quattro volte l’anno: i piatti mutano, più o meno spesso a seconda del locale, una volta a stagione nei ristorati di alta cucina, e molto più spesso, anche tutti i giorni, nelle trattorie moderne e nei bistrot. Si è “tornati indietro” alle buone abitudini di sempre, ma nonostante questo proprio lì i fuori carta sono tornati di moda.
Potrebbero essere inseriti, visto che il menù cambia spesso? Nì. Spesso sono piatti più “difficili”, solo per palati arditi e che quindi è meglio proporre solo a chi si conosce bene, a volte se ne hanno davvero poche porzioni. Ma soprattutto fa parte dell’esperienza: quando si esce a cena si vuole assaggiare qualcosa di eccezionale, di unico, che faccia sentire speciali. Da postare sui social (con gli hashtag #fuoricarta #fuorimenu), da raccontare agli amici, i fuori carta diventano al pari dei signature dish degli strumenti di comunicazione.

Fuori carta è bello

La Trattoria Trippa ha rinominato Fuori Carta la serie di appuntamenti con chef ospiti che si avvicendano nelle loro cucine per una sera, ma i fuori carta li serve correntemente ad amici e a chi sceglie l’ambito posto al posto al bancone. Stessa cosa da Frangente dove lo chef Filippo Sisti offre a mezza voce le oramai famose Tagliatelle al ragù o i Tortellini. Fuori carta, ma ordinatissimi.

«Che cosa hai mangiato ieri?» 
«Ho provato un paio di fuori carta…».

Anna in Casa: ricette e non solo: Panini soffici al latte

Anna in Casa: ricette e non solo: Panini soffici al latte

Ma anche per voi il tempo vola ad una velocità pazzesca? 

Ogni mattina mi alzo con mille idee in testa, tantissime cose da fare e in un attimo mi trovo a sera e non con tutti i miei programmi portati a termine. Quando ero più giovane quello che avevo in testa la sera era fatto, ora io vado a rilento mentre il tempo si prende gioco di me e scappa. C’è però una cosa che neanche il tempo che corre mi fa tralasciare, l’entrare in cucina e mettermi ad impastare. 

Questi panini al latte nascono come panini dolci, ottimi con crema di nocciole o confettura, ma non sono niente male anche con un formaggio o un salume.

Ingredienti

250 g di farina 0
250 g di farina 00
225 ml di latte
60 g di burro morbido
10 g di lievito di birra fresco
100 g di zucchero
1 cucchiaino di miele di acacia
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 uovo intero + 1 tuorlo
per spennellare
1 tuorlo
1 cucchiaio di latte

                                                  

Procedimento

Nella ciotola della planetaria ( o in una ciotola capiente se fate l’impasto a mano), versare il latte e sciogliervi il lievito ed il miele. Lasciare riposare 5 minuti.
Unire le farine mescolate, lo zucchero ed iniziare ad impastare.
Aggiungere poco alla volta l’uovo mescolato con il tuorlo e poi l’estratto di vaniglia.
Infine, quando l’impasto è omogeneo, aumentare leggermente la velocità e unire in due volte il burro, avendo cura di aspettare che la prima parte sia completamente assorbita prima di aggiungere il resto.
Quando anche la seconda porzione di burro è stata assorbita e l’impasto si stacca bene dalle pareti ed è ben incordato
N.B. nel caso l’impasto facesse fatica ad incordare, aggiungere un cucchiaio raso di farina 0 e controllare che non si sia scaldato troppo, in questo caso, riporlo in frigorifero per una decina di minuti e poi riprendere a lavorarlo.
Ad impasto pronto, trasferirlo sulla spianatoia, formare un panetto e riporlo a lievitare in una ciotola, coperta, inserita nel forno con la luce accesa.

Quando l’impasto ha raddoppiato il suo volume, trasferirlo nuovamente sulla spianatoia e dividerlo in tante palline di circa 70 grammi l’una.
Con ogni pezzo formare dei panini allungati, come ho fatto io, oppure semplicemente dei panini rotondi.
Sistemare i panini sulla teglia foderata con carta forno, coprirle con un canovaccio e rimetterle a lievitare in forno con la luce accesa, fino al raddoppio del loro volume.
A seconda lievitazione avvenuta, togliere le brioche e scaldare il forno vuoto a 170°C.
A temperatura raggiunta, prima di infornare spennellare delicatamente le brioche con il tuorlo d’uovo sbattuto con il latte.
Infornare e cuocere per circa 30 minuti, controllando che la superficie non di colori troppo.

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