Tag: primi piatti di pasta

Vino dolce: meglio con il salato

Vino dolce: meglio con il salato

Complice la moda delle cucine fusion, nei ristoranti di tutto il mondo è sempre più frequente che il sommelier proponga vini considerati «da dessert» in abbinamento a piatti salati. E così bollicine abboccate e passiti accompagnano con disinvoltura piatti di carne e di pesce insaporiti con salse agrodolci, frutti e spezie. Ma quella che è diventata una nuova tendenza nel resto del mondo, in Italia è un’abitudine che appartiene alla tradizione regionale più schietta. In Veneto, l’«ombra» di vino che accompagna i «cicchetti» è spesso, da sempre, un Conegliano, Valdobbiadene Prosecco Superiore in versione Extra Dry, mentre in Piemonte l’usanza della «merenda sinoira» con un calice di Moscato d’Asti è un grande classico del territorio, riscoperto anche grazie al lavoro del Consorzio di Tutela dell’Asti Docg e oggi molto amato tra i giovani. Tra i vini dell’Alto Adige, ci sono ottimi passiti a base di gewürztraminer e del raro moscato rosa, sorprendente in abbinamento a ricette di carne. In Toscana, il Vin Santo, compagno fedele dei cantuccini, non sfigura accanto ai crostini con i fegatini o insieme con i formaggi erborinati, mentre scendendo ancora più a sud, fino in Sicilia, nelle trattorie veraci il pasto comincia con un uovo sodo accompagnato da un bicchierino di Passito o di Marsala. Partendo da qui, ci siamo divertiti a creare idee per l’aperitivo in abbinamento ad alcuni dei vini dolci italiani più famosi.

Un mito d’oltralpe

Per l’Esposizione Universale di Parigi del 1855 l’imperatore Napoleone III chiese un sistema di classificazione dei migliori vini di Bordeaux, tutt’oggi valido con minime modifiche. Nella denominazione di Sauternes, l’unico vino a essere valutato come «Premier Cru Supérieur» fu lo Château d’Yquem (yquem.fr), che da quasi 170 anni è considerato il vino passito più pregiato del mondo. Citato in film e libri, da Alla ricerca del tempo perduto di Proust a Il silenzio degli innocenti, forte di una complessità senza pari grazie alla muffa nobile (Botrytis cinerea) che ricopre gli acini, e di una longevità impressionante, ha prezzi che possono raggiungere le migliaia di euro per le annate più vecchie. Il millesimo 2019 è stato presentato a Milano il 10 marzo scorso, con un pranzo all’Hotel Four Seasons che lo ha visto in abbinamento, insieme ad altre vecchie annate, a piatti salati, tra i quali un risotto con piselli, robiola di capra, capperi e limone candito
e il piccione, tarassaco e crema di taralli.

Due idee facili per l’aperitivo

Uova con i capperi

Rassodate 8 uova, sgusciatele, tagliatele a metà, estraete i tuorli e frullateli con 40 g di maionese, 30 g di olio, un bel pizzico di sale, 30 g di capperi sotto aceto, 1 cucchiaio di aceto e una manciata di foglie di prezzemolo. Riempite gli albumi con questa farcia, decorate con capperi sotto aceto e servite con patatine fritte.

Vino abbinato: il Passito di Pantelleria

Stappate il Passito di Pantelleria Bukkuram Sole d’Agosto 2020 di Marco De Bartoli (53 euro, marcodebartoli. com), da uva zibibbo appassita al sole di Pantelleria. Con i suoi profumi mediterranei e salmastri, ha un equilibrio perfetto tra dolcezza e acidità e dialoga in armonia
sia con la sapidità delle patatine fritte sia con la nota agra delle uova. Servitelo molto fresco, ma provate gli abbinamenti anche quando si sarà scaldato un po’ nel bicchiere.

Doppio crostino

Tostate in forno a 180 °C delle fette di colomba, spesse circa 1 cm. Dopo 8-10 minuti sfornatele e completatele con fettine di gorgonzola piccante. Abbrustolite in una padella con un filo di olio delle fette di pane casareccio, finché non cominceranno a dorarsi, quindi spalmatele con un pâté di fegatini alla toscana.

Vino abbinato: il Vin Santo

Accompagnate con Vin Santo del Chianti Classico 2017 di Lamole di Lamole (30 euro, lamole.com). I suoi profumi di arancia candita riprendono quelli della colomba e la sua dolcezza crea un bel contrasto con la piccantezza del gorgonzola; se preparate da voi il pâté di fegatini, aggiungetevi qualche cucchiaio di Vin Santo. Servitelo sui 10 °C.

Anna in Casa: ricette e non solo: Fiori di melanzane al forno

Anna in Casa: ricette e non solo: Fiori di melanzane al forno

Mentre scrivevo e sistemavo gli scatti per postare questa ricetta, mi veniva da ridere. 

Vi state chiedendo perché? 

Ho chiamato questa ricetta fiori di melanzane ma appena tagliate le strisce, la prima cosa che mi è venuta in mente è il famoso panno per pulire. Lo so, lo so, state pensando che sono proprio fuori, ma dite la verità, anche se gustosissime, sono sparite in un attimo, non negate che un po’ lo ricordano.

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Ingredienti

2 melanzane

2 uova

q.b. pangrattato

sale, pepe

prezzemolo tritato

olio d’oliva

Procedimento

Mettere 1 cucchiaio abbondante di sale 

in una ciotola piuttosto capiente e

scioglierlo in abbondante acqua.

Con il pelapatate sbucciare le melanzane

precedentemente lavate e con un coltello

ricavarne tante strisce senza arrivare al “picciolo”, 

come mostrato negli scatti a venire.

Tagliare a metà (ricordate di non arrivare a

tagliare il “picciolo”).

Tagliare ancora a metà 

ottenendo 4 parti.

Le 4 parti tagliarle ancora a metà e 

poi ancora una volta a metà, fino a 

ricavare tante strisce di 1 cm, 1 cm e 1/2.

Immergere le melanzane nell’acqua

salata prima preparata.

Metter un peso sulle melanzane

in modo da immergerle completamente.

Lasciarle immerse per 

una trentina di minuti.

Scaldare il forno a 200°C e foderare una

teglia con carta forno.

Trascorso il tempo del bagnetto, 

togliere le melanzane scuotendole 

leggermente per eliminare il grosso dell’acqua

Adagiarle su carta casa e tamponarle

per asciugarle al meglio.

In un piatto rompere le uova,

aggiungere il sale, il pepe e

il prezzemolo.

A piacere aggiungere altri aromi.

Versare del pangrattato in un vassoio.

Immergere un fiore di melanzana alla volta

nell’uovo e, aiutandovi con un 

pennello spennellare bene tutte le parti.

Girare la melanzana e fare lo stesso

con l’altro lato.

Ora passare la melanzana nel

pangrattato facendolo aderire bene

in ogni sua parte.

Adagiare la melanzana  sulla teglia con 

la carta unta con olio d’oliva.

Infornare per 30-40 minuti fino a cottura e doratura.

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