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» Fagottini di sfoglia con pere e cioccolato

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Sbucciate la pera, eliminate il torsolo centrale, tagliatela a dadini e mescolatela con lo zucchero di canna.

Dividete la pasta sfoglia in 9 parti uguali, quindi farcitele con un pezzetto di cioccolata e un po’ di pera, lasciando i bordi liberi.

Chiudete i fagottini portando tutti gli angoli verso il centro e unendoli tra loro, quindi trasferiteli sulla teglia rivestita di carta forno, spennellateli con un po’ di latte e, volendo, aggiungete un pochino di zucchero di canna.

Cuocete per circa 20 minuti o fino a doratura a 180°C, in forno ventilato già caldo.

I fagottini di sfoglia con pere e cioccolato sono pronti: lasciateli intiepidire un pochino, decorate con zucchero a velo e servite.

La minestra tuscia laziale, un’ottima idea in inverno

La minestra tuscia laziale, un'ottima idea in inverno

La minestra tuscia è una specialità laziale a base di semolino e verdure, ideale per riscaldare le fredde sere invernali. Ecco come prepararla

D’inverno, quando le temperature vanno anche sotto lo zero, a pranzo o a cena una minestra di verdure è sempre una buona idea, per riscaldarsi e coccolarsi in modo sano.
Vi proponiamo qui una minestra tuscia, una specialità tipica proprio della Tuscia, la regione che comprende il territorio viterbese e orvietano. Questa minestra – un misto di verdure cui vengono aggiunti due cucchiai abbondanti di semolino – è un primo piatto sostanzioso e nutriente, ideale da proporre anche ai bambini.

Nella nostra gallery, vi sveliamo qualche curiosità e qualche consiglio pratico per renderla ancora più invitante, mentre qui sotto troverete la ricetta firmata La Cucina Italiana con ingredienti e procedimento per cucinarla a casa vostra.

La ricetta della minestra tuscia

Ingredienti

Per cucinare la minestra tuscia, conosciuta anche come minestra viterbese al semolino, dovete procurarvi: 50 g semolino, 2 pomodori, 1 patata grande, 1 zucchina grande, 1 carota, 1 gambo di sedano, 1 cipolla, grana grattugiato, burro, 1 spicchio d’aglio, una decina di foglie di basilico fresco, 1 ciuffo di prezzemolo, olio extravergine d’oliva, sale.

Procedimento

Cominciate col preparare le verdure: tagliate la zucchina a listarelle sottili, mondate e tagliate a pezzettini la cipolla, pelate la patata e la carota e grattugiatele. Poi passate ai pomodori, spellandoli e tagliandoli a pezzettini. Accanto alle verdure, preparate un trito a base d’aglio, prezzemolo, 8 delle foglie di basilico a disposizione e il sedano. Ponete tutte le verdure (tranne i pomodori, che andranno aggiunti dopo) in una casseruola con il trito, insieme a 1 lt d’acqua e fate cuocere per circa 10 minuti. Aggiungete a pioggia il semolino e fate addensare, continuando a cuocere per altri 15 minuti. Quando mancano 5 minuti, aggiungete metà dei pomodori. A questo punto, spegnete i fuochi, mantecate la minestra con una noce di burro e del grana grattugiato. Servitela fumante, aggiungendo a crudo il resto dei pomodori, due foglie di basilico e condendo con un filo d’olio.

Moringa, il superfood del 2022 fa miracoli

Moringa, il superfood del 2022 fa miracoli

Piace a tutti: da chef Rubio, che è voltato in Sri Lanka per cucinarlo in loco, alle aziende italiane che lo vendono in foglie e polvere, fino ai pastry chef che suggeriscono gustose ricette

Il superfood del 2022 è la moringa. Ad annunciarlo di recente il Whole Foods Market stilando la top ten dei food trend dell’anno. Una pianta originaria dell’India a crescita rapida e resistente alla siccità che è commestibile sia nelle foglie che nei semi. Una tendenza già presente e riconosciuta nel 2018 che oggi si conferma la “tendenza dell’anno” appena iniziato. Ricca di proteine, vitamine e di sostanze nutritive, è da tempo utilizzata per combattere la malnutrizione in alcune parti del mondo. Come in Sri Lanka, dove la moringa sta cambiando i mezzi di sussistenza degli agricoltori che vivono in quei territori.

In un tweet di un paio di anni fa, chef Rubio scriveva così: «La #Moringa (#Morunga per i contadini cingalesi) è un #SuperFood dai poteri incredibili. Tra le tante cose, previene la formazione di calcoli renali. Giuro, sembra fatto apposta ma è vero. Spero avrete modo di provarla. Grazie @IFADnews, grazie #Srilanka per l’accoglienza!!!!».

Già, perché chef Rubio, da qualche anno per scelta fuori dai riflettori dei media, ha seguito e sta seguendo vari progetti “socialmente utili” legati al cibo. L’ultimo lo scorso dicembre in Argentina per Strade della gastronomia popolare: chef Rubio in dialogo con le mense popolari della città. Nel 2019 aveva preso parte a Recipes for change (Ricette per il cambiamento), una serie di brevi documentari prodotta dall’IFAD (The International Fund for Agricultural Development), nata per raccontare la sfida dei piccoli agricoltori dei paesi in via di sviluppo che affrontano il climate change e il global warming. In quel video chef Rubio è tra i campi di moringa coltivati dalla proprietaria e agricoltrice Hemamalaka o, come lui stesso la chiamerà dopo, chef Hema. Insieme raccolgono le foglie della pianta e preparano un piatto che, oltre alle grandi proprietà nutritive, sembra davvero delizioso. Si tratta del Morunga Kola Mallum: cocco, chili, lime e riso.

 

E che la moringa sia il superfood dell’anno lo conferma anche l’interesse dei Paesi Occidentali, che ne utilizzano le foglie essiccate, sminuzzate o polverizzate, sia per la preparazione di infusi e bevande sia per la composizione di diversi integratori alimentari (approvati, in Italia, dal Ministero della Salute), oltre che per prodotti cosmetici (la moringa è un super antiossidante). Dopo il boom di qualche anno fa, anche da noi c’è chi la coltiva: Domenico Vargiu, titolare dell’impresa agricola Samor Moringa Sardegna produce un ottimo pesto a base di foglie sminuzzate, sale e olio extravergine di oliva. Ottimo sulle bruschette, ma anche sulle uova, sulla carne e nelle frittate. Ma anche il collettivo salentino Arbor Vitae, probabilmente tra i primi a riconoscere le potenzialità “miracolose” dell’albero della vita, o albero di rafano, che trasforma la moringa in prodotti di cosmesi, in foglie per infusi, in polvere per uso alimentare da aggiungere, per esempio, alla pasta per fare i casoncelli, o nei dolci come suggeriscono i pastry chef Mattia Albertin e Andrea Mantovanelli. 

Cake alla moringa di Mattia Albertin

Ingredienti

65 g olio di cocco
25 g miele
2 banane mature
65 g yogurt
15 g polvere di moringa
2 uova medie
225 g farina Tenerum
6 g lievito per dolci
3 g sale fino
4 g cannella in polvere
20 g scaglie di cioccolato

Procedimento

Mescolate l’olio di cocco e il miele, aggiungete poi le banane schiacciate e lo yogurt amalgamando bene il composto; incorporate le uova e continuate a mescolare.
In una ciotola a parte unire la polvere di moringa con il lievito, il sale e la cannella.
Per finire mescolate i due composti e aggiungete le scaglie di cioccolato.
Versate il composto negli stampi e cuocete per 25-30 minuti in forno preriscaldato a 190°C.

Cremoso alla moringa diAndrea Mantovanelli

Ingredienti

200 g succo di lime
65 g zucchero
10 g polvere di moringa
140 g tuorli d’uova
8 g gelatina
300 g cioccolato avorio
30 g pastis
300 g panna lucida

Procedimento

Cuocete a 83°C il succo di lime, i tuorli e lo zucchero.
Fuori dal fuoco unite la gelatina ammorbidita, la moringa e il pastis, versate sul cioccolato tritato e mixare per 2 minuti.
A 30°C alleggerite il composto con la panna lucida.
Versate in stampi e abbattere, servire a 4°C decorando con Guimauve all’anice, buccia di lime e semi di zucca tostati.

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