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Melanzane sott’olio a crudo – Ricetta di Misya

Melanzane sott’olio a crudo - Ricetta di Misya

Innanzitutto, se ancora non l’avete fatto, sterilizzate i vasetti, coperchi compresi (qui la guida per farlo al meglio), verificando anche che le guarnizioni non siano rovinate.
Lavate le melanzane, mondatele, pelatele e tagliatele a listarelle.

Mettete le melanzane in un contenitore ampio a strati con sale e aceto, quindi coprite con un peso (ad esempio una ciotola piena d’acqua) che schiacci le melanzane e lasciate riposare così per almeno 12 ore.

Riprendete le melanzane, strizzatele delicatamente in modo da eliminare tutta l’acqua di vegetazione, quindi lasciatele asciugare su carta da cucina o un canovaccio pulito, coprendole sempre con carta o panno.

Riprendete le melanzane e conditele con gli aromi (aglio, peperoncino, origano) tritati.

Distribuite le melanzane così condite nei vasetti, pressandole un po’, riempite di olio cercando di farlo arrivare fin giù e coprendole interamente, quindi chiudete con i coperchi e lasciate riposare per 1 ora.
Riprendete i vasetti e controllate il livello dell’olio, rabboccandolo se necessario, quindi chiudete bene con i coperchi e sbollentate i barattoli come descritto nella guida per la sterilizzazione.
Lasciate raffreddare a testa in giù, quindi fatele riposare almeno 1 settimana in un luogo fresco e buio prima di assaggiarle.

Le melanzane sott’olio a crudo sono pronte: una volta aperto il barattolo, conservatelo in frigo, rabboccando l’olio per assicurarvi che le melanzane siano sempre ben coperte.

Ricotta di bufala, l’inaspettata alleata contro il caldo

La Cucina Italiana

Sapevate che la ricotta di bufala è un’alleata a tavola contro il caldo? Ve lo spieghiamo noi.

Anche quest’anno l’estate è da bollino rosso: il caldo ci fa sentire spossati e fiacchi. La migliore soluzione è cercare di recuperare l’energia anche facendo attenzione a ciò che portiamo in tavola. Ci sono regole sempre valide: astenersi dall’alcol e dalle bevande zuccherine a favore dell’acqua; non esagerare con le porzioni, ma mangiare poco e spesso; privilegiare la frutta e la verdura.

Ricotta di bufala

Però quello che forse non sappiamo (e nemmeno immaginiamo) è che, fra i cibi anticaldo, un ruolo privilegiato spetta alla ricotta di bufala, meglio se campana Dop. Come spiega il professor Germano Mucchetti, docente di Tecnologie lattiero casearie all’università di Parma, «la ricotta di bufala campana a denominazione di origine protetta è un alimento ad alta digeribilità, ricco di calcio e fosforo, con un elevato contenuto di siero proteine di latte nel loro stato naturale».

Le siero proteine del latte sono fra gli ingredienti principali degli integratori alimentari presentati sotto forma di barrette energetiche o di dispersioni colloidali o gel, che vengono utilizzati sia dagli sportivi sia dal resto della popolazione per il recupero dell’equilibrio energetico e per il reintegro dei sali minerali che si perdono durante le normali attività della vita quotidiana.

La ricotta è adatta anche ai bambini e agli anziani e, come afferma il presidente del Consorzio di Tutela, Benito La Vecchia, «rappresenta un alimento che esprime, soprattutto nella stagione estiva, un giusto equilibrio tra apporto nutrizionale e piacere del gusto». Come consumarla in questa estate rovente? La ricotta è buona al naturale, ma anche accompagnata a frutta di stagione. Si può spalmare sui crostini oppure, come si fa con la mozzarella, abbinare con i pomodorini o altre verdure.

Nella stagione più calda bisogna fare anche molta attenzione alla corretta preparazione e conservazione dei cibi, perché le temperature elevate favoriscono la contaminazione degli alimenti e aumentano il rischio di gastroenteriti e intossicazioni alimentari, specialmente nei bambini. Per questo, come raccomanda il Ministero della Salute, occorre rispettare rigorosamente la data di scadenza del prodotto ed evitare di lasciare i cibi deperibili, fra cui anche la ricotta di bufala, a temperatura ambiente, ma riporli sempre in frigorifero prima possibile.

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