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le sue ricette preferite | La Cucina Italiana

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Eccoci a parlare del segno zodiacale del Sagittario e di come vive la cucina, la tavola e il cibo. il Sagittario è il terzo dei segni di fuoco che, come elemento, ha a che fare con la sicurezza di sé, l’estroversione e il coraggio. Parliamo di segni con una forte personalità e con un grande amore per il cibo al quale viene sempre dedicata grandissima attenzione.

Il Sagittario è il segno zodiacale dominato da Giove, il pianeta della chiacchiera, della convivialità, dell’abbondanza e della felicità. Per questo il Sagittario è sempre circondato di amici e la sua tavola non è (quasi) mai apparecchiata per uno. Una delle sue grandi passioni sono i viaggi: è così curioso che ricerca nei paesi lontani esperienze e conoscenze sempre nuove. A questo punto abbiamo sufficiente materiale astrologico per capire quali siano le caratteristiche del Sagittario in cucina.

Il Sagittario in cucina

Adora tutti i sapori etnici: spezie, piatti tipici che vengono da lontano e combinazioni inusuali. Dal cous cous di pesce fino all’hummus o alla zuppa di barbabietola e latte di cocco, il Sagittario ama provare cose che non conosce, meglio se hanno una storia da raccontare. Anzi, è così creativo che può anche mischiare materie prime di provenienze diverse come il roast beef con salsa di coriandolo o le capesante con peperoni allo zenzero.

L’importante con un Sagittario è non essere scontati, schizzinosi o troppo legati alle tradizioni. Anzi, tradizioni sì ma universali. La prima cosa che fa un Sagittario atterrato in un nuovo paese è infilarsi in un ristorante tipico e poi, subito dopo, cercare le ricette su internet per rifarle subito tornato a casa. Per questo la sua cucina è sempre ricca di barattolini contenenti specialità che vengono da tutto il mondo.

Ad esempio: avete mai provato una cena eritrea? Il cibo si mangia con le mani da un unico piatto messo al centro della tavola. Il Sagittario è attratto da esperienze del genere che creano subito confidenza tra le persone che sono alla stessa tavola.

Infine, se avete un amico o un compagno del Sagittario lo sapete già: lui ha sempre una cantinetta ricca di vini e diverse birre in frigo non tanto per sé quanto per gli ospiti. Se vi fermate a casa sua per più di dieci minuti è sicuro che vi inviterà per un aperitivo, qualsiasi ora sia.

Generazione Z e Millennial a confronto: cosa bevono i giovani?

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Due generazioni di giovani e giovanissimi a confronto: i Millennial, nati tra il 1981 e il 1996, e la Generazione Z, la prima generazione nativa digitale che comprende chi è nato tra il 1997 e il 2012.
Nonostante le differenza tra queste due generazioni, una cosa è certa: amano e sono fieri della propria italianità.
Lo rivelano le ultime ricerche condotte e presentate a Milano, volte a scoprire i nuovi trend di consumo.

I giovani e il mondo del vino: cosa preferiscono?

I giovani d’oggi sono attenti al territorio, ripongono fiducia nei consigli degli esperti e preferiscono ricercare il vino di qualità.

Lo conferma la ricerca di SWG commissionata da Carrefour Italia, presentata durante la Milano Wine Week 2022. Un’indagine volta a scoprire soprattutto le scelte di acquisto e consumo del vino delle diverse generazioni di italiani, con un focus sui Millennial e la Gen Z.

Un target sempre più consapevole che vuole conoscere meglio il mondo del vino, spesso percepito come esclusivo ed elitario. 

Cosa preferiscono bere i giovani?

Questa indagine rivela anche che i giovani apprezzano particolarmente il vino, che non ha rivali per i Millennial (88%) e che, tra gli alcolici, è secondo soltanto alla birra per la Gen Z (60%).

Il vino mantiene anche tra i giovanissimi il suo prestigio, confermandosi molto più di una semplice bevanda: oltre l’80% di Millennial e Generazione Z lo reputa un’eccellenza italiana e l’87% sottolinea come racchiuda in sé storia, cultura e tradizione. Questo fa sì che, quando si parla di vino, ben il 60% della Gen Z e il 67% dei Millennial siano più interessati a un consumo con consapevolezza. 

Dove comprano il vino i giovani?

Se la maggior parte dei giovani sceglie il supermercato, il 37% della Gen Z e il 53% dei Millennial acquistano direttamente dai produttori vinicoli
Ma a stupire maggiormente è la tendenza di acquisto della Gen Z, considerato che stiamo parlando dei cosiddetti “nativi digitali”, è il dato relativo all’online: solo il 18%, infatti, acquista vino online.

Come si sceglie un buon vino?

Determinante, nelle abitudini di acquisto, è la presenza di un esperto che sappia raccontare le caratteristiche dei diversi vini e consigliare la bottiglia più adatta alle proprie esigenze. Un servizio che il 73% dei giovani cerca e non trova nei supermercati, dove viene riscontrato anche la carenza di vini prodotti da aziende artigianali e piccoli produttori (51%) e di vini tipici a km 0 (50%). 

Torta alveare – Ricetta di Misya

Torta alveare - Ricetta di Misya

Innanzitutto preparate la pasta frolla al miele: lavorate l’uovo con zucchero, miele e olio, poi incorporate farina e lievito, lavorando velocemente.

Avvolgete il panetto con pellicola per alimenti e lasciate riposare in frigo per 30 minuti.
Intanto potete iniziare a igienizzare il pluriball, lavandolo accuratamente e asciugandolo per bene (cercando di non scoppiare le bolle).

Riprendete la frolla, stendetela con un matterello sul piano di lavoro leggermente infarinato, trasferitela nello stampo leggermente imburrato, pareggiate i bordi, bucherellate fondo e bordi con i rebbi di una forchetta, coprite con carta forno, mettete dei pesi sul fondo e cuocete per circa 20 minuti a 180°C, togliendo pesi e carta negli ultimi minuti per farla dorare.

Lasciate raffreddare la frolla e nel frattempo iniziate a preparare la crema: mettete innanzitutto la gelatina (i 2 gr) in ammollo in acqua fredda per almeno 10 minuti.

Montate la panna ben fredda di frigo.
A parte, lavorate con le fruste il mascarpone con la buccia di limone per montarlo.

Sciogliete la colla di pesce, leggermente strizzata, in un pentolino con miele, zucchero e rum e incorporatela a filo al mascarpone, continuando a montare.

Infine incorporate anche la panna montata nel mascarpone, mescolando delicatamente con un movimento dal basso verso l’alto.

Versate la crema sul guscio di frolla ormai freddo, livellate bene la superficie, copritela con il pluriball (con le bolle rivolte verso la crema) ed esercitate una leggera pressione, in modo che le bolle lascino l’impronta sulla crema, quindi lasciate riposare in freezer.

Nel frattempo preparate le vostre apine di pasta di zucchero, colorandone 3/4 di giallo e 1/4 di nero.

Creare i corpicini gialli; io ho usato degli occhietti di zucchero comprati al negozio di articoli per dolci, volendo potete usare delle palline di pasta di zucchero e creare le pupille con la penna alimentare, come ho fatto io con le bocche

Create anche le strisce nere, attaccandole spennellando con poca acqua.
Infine infilzate delle lamelle di mandorle per creare le ali.

A questo punto potete procedere con la gelatina al miele: mettete innanzitutto la colla di pesce a bagno in acqua fredda per almeno 10 minuti.

Mettete in un pentolino acqua e miele e lasciate cuocere per qualche minuto a fiamma media.
Quando il miele sarà completamente sciolto e il composto ben caldo, strizzate leggermente la gelatina, aggiungetela e fatela sciogliere per bene, quindi lasciate intiepidire.

Riprendete il dolce dal congelatore, levate delicatamente il pluriball e versate sul dolce la gelatina.

Infine posizionate le api e lasciate solidificare in frigo per almeno 4 ore prima di sformarla con delicatezza.

La torta alveare è pronta, non vi resta che servirla.

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