Tag: ricette di biscotti

La pasta 3D che puoi cucinare anche tu

La pasta 3D che puoi cucinare anche tu

La pasta in 3D non è una novità. Se ne parla da anni, ma ora è diventata realtà per tutti, comodamente a domicilio. E questo è solo l’inizio.

Dalla sperimentazione al clicca qui

Si comincia a parlare di pasta 3D nel 2014 quando Barilla presenta pubblicamente i frutti di uno studio cominciato anni prima. Sono ancora esperimenti, ma la notizia rimbalza fra web e tv. Poi nel 2015 arriva lo chef Davide Oldani per perfezionarla e viene lanciato un concorso di idee per inventare nuovi formati. Nel 2016 è il momento del pubblico assaggio in occasione di una mostra organizzata in Triennale, dove per la prima volta i presenti (me inclusa) mettono sotto i denti formati “impossibili” e realizzabili solo con questa tecnologia come le Rose, la Luna e Vortipa, una specie di fusillo elicoidale – che mi avevano regalato in un cubo di plexiglass, come una piccola preziosa opera d’arte. Era tutto una novità, la curiosità era grande e nessuno paventava distopie in cui ci saremmo alimentati solo con alimenti stampati. Anzi, la pasta 3D rappresentava un futuro ideale in cui poter dare libero sfogo alla creatività degli chef, realizzando formati personalizzati, unici, con cui sviluppare nuovi piatti mai visti prima. Il futuro sembrava così fantascientifico allora da averlo archiviato mentalmente fra le auto volanti e il teletrasporto.  La cosa era un po’ uscita dai radar, poi nel 2019 Barilla lancia la divisione BluRhapsody® e mette online il primo sito di e-commerce: la pasta 3d non solo diventa realtà, ma lo diventa per tutti.

Dal matterello alle trafile digitali

La pasta 3d non è nulla di strano. La vera rivoluzione la fecero i napoletani che nel Cinquecento al posto di stendere la pasta con il matterello inventarono il torchio e la trafila – nell’Ottocento con la rivoluzione industriale si smise poi di girarlo a mano. Che sia fatta con il torchio, una trafila al bronzo o dall’ugello di una stampante, la pasta è un impasto estruso di acqua e semola e su questo nulla è cambiato. Dietro c’è un ricerca sui grani, sul giusto bilanciamento degli ingredienti che l’ha resa ad oggi molto vicino all’originale, praticamente identica nel sapore e al morso. Ma se una trafila riproduce una sola forma, la stampante 3d può creare geometrie “impossibili” da realizzare a mano o con un altro mezzo. E non solo.

Oltre l’estetica

La pasta 3d potrebbe davvero cambiare la concezione che abbiamo della pasta, e non solo la sua forma. Se oggi la pasta 3d stupisce prettamente dal punto di vista estetico, si presta a condimenti che possono essere inseriti nei diversi formati in modo più creativo di un classico sugo, si può avere colorata, scenografica – al ristorante e a casa, dà quel tocco fancy per chi aspira a servire piatti gourmet. Ma la ricerca non è finita qui e lo sviluppo di letterine e stelle comete o formati personalizzabili su richiesta per eventi e ristoranti, non è quello a cui lavorano in laboratorio.
BluRhapsody® è un’espressione perfetta di come sta evolvendo la cucina italiana, sia in senso tecnologico che estetico. Un lavoro minuzioso, in cui la maestria di chi sa fare la pasta da generazioni si unisce alla tecnologia della stampa 3D, e lascia spazio alla fantasia degli chef di tutto il mondo e a chi a casa dopo anni di Masterchef vuole far fare wow ai propri ospiti.
Ad un pranzo realizzato dallo chef stellato Matias Perdomo al ristorante Exit Pastificio Urbano, ad esempio, la pasta 3D è stata indagata nelle sue declinazioni senza confini, proprio per andare oltre alla concezione corrente del piatto nazionale. La pasta diventa uno scrigno croccante per una ceviche, arriva per dessert e viene ripassata in padella per renderla ancora più callosa in un piatto che presenta il nuovo formato realizzato a 4 mani con lo chef che riprende la doppia ellisse del DNA.

Artigianato digitale

La pasta in 3d permette oltre all’estetica della forma, un’evoluzione dell’essenza stessa del concetto di pasta. La trafila permette di realizzare forme diverse ma omogenee nel sapore e nella consistenza, mentre la stampante 3d può fare ben di più. «Stratificare diversi grani, sapori e profumi che si sprigionano mentre si mangia… consistenze che cambiano nello stesso boccone» mi spiega Antonio Gagliardi, Ingegnere Edile-Architetto che dal 2017 lavora alla ricerca sviluppo del progetto. Camicia hawaiana, chignon di dreadlocks, calabrese di origine, passato dal Food Innovation Master di Bologna e finito a costruire la stampante e a progettare gli algoritmi che rendono possibile la creatività della pasta BluRhapsody® (e i suoi formati brevettati, perché questo è un progetto unico al mondo). Ingegneri, operai specializzati, sviluppatori prodotto, specialisti in ricettazioni industriali… di artigianalità e know how dietro alla pasta 3D ce n’è davvero molta: non si impasta a mano perché non si fa come una volta, la si fa come nel futuro. Anche questo è Made in Italy e ci sono voluti anni per costruire il prototipo e per digitare le migliaia di righe di codice necessario a farlo funzionare fino a realizzare ogni sorta di forma.

Farfalline e code di aragosta

A sfogliare il catalogo si scoprono forme incredibili. Alcune sono proprio quelle degli esordi, come il cestino intrecciato Salix, Sfera, gli “alberelli” Vortipa e le Galassia (che assomigliano proprio al prototipo che ho conservato per anni nella sua mini- teca). Arrivano surgelati a casa e si comprano a pezzo o a box (circa 30€ per 12 pezzi, lettere e numeri a 3€ l’una), si cuociono per un paio di minuti e si prestano per finger food e aperitivi e non solo come primi piatti in senso stretto. Ai primi formati negli anni si sono aggiunte anche cose nuove, come la pasta a forma di cozza, di riccio di mare, di coda di aragosta, di conchiglia, per piatti di mare super marini anche nell’impiattamento. E poi ci sono le lettere da farcire (anche dolci), le special edition di Natale, le zucche di Halloween, foglie dai colori del foliage e farfalline per la primavera. Persino coniglietti pasquali e cuoricini per dirti ti amo – perché la pasta 3d è diventata un prodotto democratico, pop per davvero. E che stiamo già vivendo nel futuro.

Dolci facili per la Festa della Mamma

La Cucina Italiana

La Festa della Mamma sta per arrivare, quest’anno si festeggia domenica 8 maggio, e se non avete ancora trovato il regalo che le dica quanto le volete bene, preparatene uno voi con le vostre mani, un dolce buono fatto con il cuore

D’altronde lei dice sempre che basta il pensiero, che non le serve nulla se non stare insieme. Per questo abbiamo preparato una raccolta di ricette deliziose, tanti dolci facili e veloci, da preparare insieme alla vostra mamma o da portarle in dono per sorprenderla con dolcezza.

Potete scegliere tra torte soffici, crostate, muffin, pavlove, millefoglie, ciambelle, cheesecake, biscottini e dolci al cioccolato. E a decorare panna montata, creme, fragole, lamponi, meringhe e fiori. Fate mente locale, pensate ai gusti e agli ingredienti preferiti di mamma e lasciatevi ispirare dalle nostre ricette.

Ecco tanti dolci facili per la Festa della Mamma

Dolci facili per la Festa della Mamma

Se domenica è una bella giornata approfittatene per un’uscita all’aria aperta, scegliete un bel parco, sfoggiate i vostri cestini strabordanti e date vita a un piacevole picnic con tutta la famiglia.

Panino con farinata di ceci e porri
Un picnic sull’erba per la Festa della Mamma

Torte salate, frittate, miniburger, spiedini per festeggiare tutti insieme con un pranzo all’aria aperta la Festa della Mamma

Anna in Casa: ricette e non solo: Grissini semplici con lievito di birra o esubero lievito madre

Anna in Casa: ricette e non solo: Grissini semplici con lievito di birra o esubero lievito madre

Quando il tempo è bigio, la mattina mi piace dedicarmi alla casa e alla cucina. Dopo pranzo invece bevo un caffè seduta sul divano e sferruzzo per un’oretta. Se devo, a metà pomeriggio, stiro e rassetto dove serve. 

Il brutto tempo poi mi fa venire voglia di impastare, accendere il forno e provare ricette nuove o rifare qualcosa che è piaciuta molto, da portare in tavola, come questi grissini.

Ė una ricetta facile anche se un po’ lunga per i tempi di riposo, ma ne vale la pena, almeno così è sembrato, visto che se li sono pappati ancora caldi.

Ingredienti

Impasto con lievito di birra fresco
300 g di farina 0

8 g di lievito di birra 
150 g di acqua
60 ml di olio di oliva
3 di malto d’orzo

    o 1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale fino

Impasto con lievito madre
250 g di farina 0

100 g di lievito madre
120 g di acqua
60 ml di olio di oliva
3 di malto d’orzo

    o 1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale fino

.

olio d’oliva per spennellare

Se scegliete di preparare i grissini con il lievito di birra, scioglierlo in una parte dell’acqua prevista in ricetta.

Ricetta con esubero di lievito madre

Nella ciotola della planetaria 

sciogliere

il lievito madre nell’acqua.

Unire l’olio e

il sale.

Aggiungere la farina e il malto e

mescolare il tutto.

Lavorare gli ingredienti fino ad ottenere un 

impasto omogeneo; mettere a lievitare 

per circa 12 ore in frigorifero, 

in una ciotola coperta con pellicola trasparente.

Trascorso il tempo in frigorifero, 

togliere l’impasto e lasciarlo a temperatura

 ambiente fino a quando è ben lievitato.

A lievitazione avvenuta, rovesciare 

l’impasto sulla spianatoia leggermente 

infarinata e stenderlo con le mani

fino ad ottenere un rettangolo.

Ripiegare 1/3 del rettangolo verso il centro e

e richiudere il rettangolo a formare

un cilindro.

Stendere nuovamente e ripetere

un’altra volta le pieghe

fino ad ottenere un panetto.

Ruotarlo su se stesso e 

lasciarlo riposare per 30 minuti, avendo 

cura di coprirlo per non

fare seccare la superficie.

Passato il tempo di riposo, stendere

nuovamente l’impasto e

 

 

 

 con una rotella taglia pizza i un coltello affilato,

tagliare tante strisce dallo spessore di circa

un centimetro.

Passare ogni striscia tra i palmi delle 

mani in modo da renderli tubolari.

Adagiarli in una teglia foderata con

carta forno, distanziandoli leggermente.

Lasciare riposare ancora per 45 minuti circa, 

coprendo con un canovaccio o

con una teglia da forno.

 

Scaldare il forno a 200° e preparare

e preparare l’olio da spennellare.

Spennellare i grissini con l’olio d’oliva.

 Infornare per 18-20 minuti o 

fino a doratura.

Sfornarli e lasciarli raffreddare; 

infornarli nuovamente per 5 minuti

o fino a quando risultano croccanti.

Togliere dal forno e farli raffreddare su una 

gratella prima di servirli o 

conservarli in una scatola di latte.

Proudly powered by WordPress