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Pizza perfetta: 5 miti da sfatare

Pizza perfetta: 5 miti da sfatare

Alta, bassa, tradizionale, contemporanea, napoletana, tonda, farcita: esiste la pizza perfetta? Ne abbiamo parlato con Dario De Marco, autore del libro “Alla ricerca della pizza perfetta. Un viaggio sentimentale”

Anche in cucina e in gastronomia siamo ossessionati dal mito della perfezione. La tavola perfetta, la ricetta perfetta, la pizza perfetta. E proprio la pizza, argomento del cuore da Nord a Sud, da Est a Ovest della penisola, ha guadagnato negli anni tanta fama da raccogliere storie, ricette, rivisitazioni infinite, classifiche, libri che hanno contribuito a crearne e consolidarne il mito. Tra questi c’è, come per altre tradizioni gastronomiche italiane, particolarmente dibattute, una vera e propria ricerca della pizza perfetta, per qualità, quantità, prezzo, origine, provenienza e ingredienti. Tanto che se c’è un alimento che scalda gli animi è proprio la pizza e se c’è un piatto che ha contribuito ad alimentare miti e credenze è, ancora una volta, proprio la pizza. Ne evidenzia moltissimi il giornalista Dario De Marco, autore del libro “Alla ricerca della pizza perfetta. Un viaggio sentimentale” che ha ripercorso, attraverso la sua storia personale, la genesi della pizza, dalla sua nascita fino ai giorni nostri. Arrivando a smentire, uno dopo l’altro, i miti che intorno alla pizza aleggiano e si alimentano ancora oggi.

Pizza perfetta: 5 miti da sfatare

1) La pizza buona si fa solo a Napoli

Non è proprio vero – e se lo dice De Marco, da buon napoletano, possiamo fidarci. Anche nel resto d’Italia hanno imparato a fare una buona pizza napoletana e nel frattempo si sono perfezionati gli altri stili regionali. Infatti, quasi ogni regione italiana rivendica una o più tipologie di pizza nella sua tradizione, con ricette e preparazioni anche molto simili ma con nomi diversi. Dalla focaccia ligure, alla puccia pugliese, dallo sfincione siciliano alla crescenta bolognese, dalla pizza al padellino alla teglia romana. Ancora oggi andare a Napoli è per molti sinonimo di “andare a mangiare la pizza” ma è vero anche che ottime pizze – in alcuni casi anche migliori di quelle che si trovano a Napoli – esistono pure fuori dalla città campana.

2) Le origini mitiche della pizza

Dire che la pizza sia stata inventata fuori dall’Italia, non è del tutto vero e non è del tutto falso. Questo perché dovunque si sia avuta disponibilità di un cereale o di un qualsiasi elemento riconducibile a farina, è stato ideato un impasto ottenuto mescolando farina e acqua e dall’impasto è stata tirata fuori una spianata più o meno rotonda, più o meno pieghevole. Dalla tortilla di mais alla pita, dal lavash armeno al naan e al chapati indiani, dal khachapuri georgiano all’injera etipoe. Tanti antenati o fratelli della pizza.

3) La leggenda dell’acqua di Napoli

“Curiosamente noi napoletani siamo convinti anche di fare il caffè migliore del mondo, e anche di quello, attribuiamo il merito all’acqua, e anche di quello il primato è oggi messo in forte dubbio” scrive De Marco. E così la leggenda dell’acqua di Napoli, venduta ancora oggi per strada in ampolle che sembrano reliquari, sembra, appunto, una leggenda. Non ci sono evidenze storiche che motivino una superiorità idrica della città. Anzi non mancarono a Napoli problemi nell’approvvigionamento idrico nel corso dei secoli.

4) Le pizzerie storiche, le pizzerie contemporanee

Si tende spesso a ritenere che le ricette antiche siano le più veritiere, quelle più consolidate e affidabili. Quindi le più buone. Ma nel caso della pizza non è proprio così. Oggi infatti assistiamo a un rinascimento del prodotto, che partendo da ricette tradizionali, ha rimaneggiato fortemente ingredienti, tecniche, strumenti (basti pensare ai forni), raggiungendo livelli decisamente migliori in termini di qualità, leggerezza, digeribilità, creatività. Da qui è nata la pizza contemporanea (talvolta chiamata “pizza gourmet”) che ha portato il prodotto a un nuovo livello di bontà.

5) La pizza perfetta non esiste

In poche parole la pizza perfetta non esiste. O meglio, non esiste una pizza universalmente perfetta. Ma per ciascuno la pizza perfetta è un’idea diversa, che rispecchia un insieme di esperienze, tradizioni e gusti. Altrimenti non si spiegherebbe come sia possibile che Chicago si sia nominata capitale mondiale della pizza, tanto i suoi abitanti sono innamorati della Chicago Deep Dish, la pizza di quelle parti, diversa da quella a cui siamo abituati noi italiani.

» Fusilli con crema di ricotta e barbabietola

Misya.info

I fusilli con crema di ricotta e barbabietola sono un piatto non solo buono da mangiare, ma anche troppo carino da guardare. Questo piatto è infatti anche detto pink pasta a causa del suo colore, in quanto viene condito con una semplicissima crema di ricotta (che potete anche sostituire con philadelphia o un altro formaggio spalmabile) e barbabietola: semplicissima, sì, ma molto scenografica proprio per via del colore rosa. Un piatto super misyano, insomma 😉
PS: volendo potete completare il piatto con un po’ di maggiorana fresca, come ho fatto io, ma vanno bene anche timo o basilico; potete invece aggiungere del parmigiano per intensificare un po’ il gusto della crema, se volete 😉

Dolci regionali di Natale – La Cucina Italiana

Dolci regionali di Natale - La Cucina Italiana

Vi portiamo dalla Valle d’Aosta alla Sicilia per scoprire le ricette tradizionali dei dolci tipici per le Feste, dal pandolce ai cannoli. Per un Natale tutto italiano

Dolci natalizi napoletani, dolci natalizi siciliani, dolci natalizi pugliesi, e via così per tutte le regioni d’Italia passando dalla Valle d’Aosta alla Toscana passando dalle Marche fino alla Basilicata – senza dimenticare il Molise, naturalmente. Dagli struffoli ai cannoli, dal panforte al pangiallo, dal panettone al pandoro, le nostre 20 regioni ci regalano 20 ricette tradizionali davvero strepitose per la tavola delle Feste.

Sotto le Feste, ogni regione sforna la sua specialità, in un trionfo di spezie, frutta secca, miele e scintillanti canditi. Che sia la Vigilia o il pranzo di Natale, la merenda di Santo Stefano o il cenone di Capodanno, portare in tavola un dolce regionale fa sempre un certo effetto, ricordando ad ognuno degli ospiti le proprie radici, da dove veniamo. E poi certo c’è chi la ricetta la fa in modo diverso oppure ricorda il tocco speciale della nonna, e così via – ma non ha importanza, quello che conta è stare insieme e godere di un momento dolce con il cuore pieno.

20 ricette di 20 dolci regionali

Abruzzo

Parrozzo: Il parrozzo fu creato nel 1920 da un pasticciere di Pescara come versione dolce del «pane rozzo» di mais. Piacque molto a Gabriele D’Annunzio, che ne inventò il nome.

Basilicata

Calzoncelli: Sono preparati per Natale in tutta la Basilicata, specialmente nella provincia di Salerno, nel Sannio Beneventano e in Irpinia. Sono detti anche “pasticelle di Natale”.

Calabria

Petrali: I petrali, detti anche in dialetto chinuliji o chjinuli a seconda del luogo, sono dolci natalizi tipici di Reggio Calabria e provincia.

Campania

StruffoliDeliziosi dolcetti fritti di origine napoletana che si preparano in occasione delle feste di Natale, ma anche di Carnevale. Queste piccole sfere golose sono come le ciliegie, una tira l’altra!

Emilia-Romagna

Certosino di Bologna: 5 spezie cinesi, miele, mandorle, pinoli, cioccolato fondente e canditi: il certosino di Bologna è il dolce tipico sotto le Feste. Richiede anche l’ammoniaca per alimenti.

Friuli Venezia Giulia

Potiza: Si tratta di una golosa corona di pasta lievitata farcita con un ripieno molto ricco a base di cioccolato, noci, burro e pangrattato.

Lazio

Pangiallo: ll pangiallo ha origini molto antiche nella Roma imperiale, diventato un dolce tipico laziale per le Feste, che di solito si prepara il giorno del Solstizio d’Inverno come buon auspicio.

Liguria

Pandolce genoveseDeve il suo nome alle origini nella fondazione della Repubblica di Genova, il pandolce genovese è un simbolo della regione e della sua città. Preferito durante le Feste, si consuma comunque tutto l’anno.

Lombardia

Panettone artigianale: Il famoso “Pan del Toni” ha conquistato tutta l’Italia e non solo. Come da tradizione, si arricchisce con creme o farciture. Ecco un’idea per la copertura: fondete 120 g di cioccolato bianco e aggiungetevi 60 g di latte caldo; emulsionate con il mixer a immersione, aggiungendo anche 20 g di burro. Versate sul panettone.

Marche

Cavallucci di Apiro: Sono i tipici dolcetti della tradizione natalizia marchigiana al mosto d’uva, una ricetta povera di origini contadine.

Molise

Mostaccioli molisani: I mostaccioli sono dolci tipici natalizi del centro-sud, che prendono una ricetta diversa per ogni regione. In Molise, la tradizione chiede che i mostaccioli siano dolcissimi pezzetti di pasta derivati dal mustaceus, l’antica focaccia di nozze.

Piemonte

Bonet: Tra i dolci piemontesi è il più famoso e ha origini molto antiche. Il suo nome in dialetto piemontese significa “cappello”: pare che si chiamasse così proprio perché lo stampo troncoconico in cui veniva versato ricorda la forma di un berretto (anche se oggi si è sempre più diffusa l’usanza di prepararlo in stampi squadrati).

Puglia

CartellateLe cartellate, in pugliese “carteddate”, sono solitamente preparate in versione dolce, guarnite con una salsa a base di vincotto, miele e spezie. Originarie della Puglia, sono diffuse anche in Basilicata e in Calabria.

Sardegna

Papassini: Chiamati anche pabassinos o papassinos a seconda della zona, sono grossi biscotti preparati con un impasto di pasta frolla, uva passa, mandorle, noci, scorza di limone grattugiata, miele. Il loro nome viene da papassa o pabassa, ovvero l’uvetta sultanina di cui sono ricchi.

Sicilia

Cannoli: Insieme alla cassata, i cannoli sono una specialità tradizionale della pasticceria siciliana. Quelli originali sono ripieni di crema alla ricotta ma, una volta pronti, i cannoli possono essere farciti anche con mousse alla frutta o al cioccolato.

Toscana

PanforteIl grande padre della cucina italiana Pellegrino Artusi raccomanda il panforte toscano per il pranzo di Natale nella sua opera La scienza in cucina (1891)

Trentino-Alto Adige

Zelten: Frutta secca e canditi sono la base di questo dolce tipico della tradizione alto-atesina. Molto facile e veloce da preparare, è una scelta perfetta per le Feste.

Umbria

Torciglione umbro: Conosciuto anche come il “serpentone umbro” per la sua forma circolare, è il dolce tipico a base di mandorle, zucchero e albumi. Torna sulle tavole anche a Pasqua.

Valle d’Aosta

Lou mécoulen (o lou meculin): Originario di Cogne, si tratta del dolce pane valdostano da molti considerato l’antenato del panettone.

Veneto

Pandoro artigianale: Tipico dolce natalizio di Verona, ha conquistato tutta l’Italia con la sua semplice fragranza. Il nome deriva dal dialetto veneto “pan de oro” e veniva servito sulle tavole insieme al nadalin.

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