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Anna in Casa: ricette e non solo: “Cotolette” con farina di ceci

Anna in Casa: ricette e non solo: "Cotolette" con farina di ceci
 
Per Natale ho ricevuto in regalo il libro Cucina botanica di Carlotta Perego, era un po’ che volevo comprarlo ed ora eccolo qui, tra i miei ricettari preferiti. Martedì ho cominciato a leggerlo e fra le ricette ho trovato questa delle “cotolette di ceci”: detto fatto, le ho preparate per cena. Non avevo dubbi sulla ricetta, ma li avevo sulla reazione dei miei: per fortuna ho raddoppiato le dosi… 

Ingredienti

160 g di farina di ceci

120 ml di acqua t.a.

70 g di pangrattato 

        anche senza glutine

1 cucchiaio di amido di mais

1 pizzico di paprica dolce

1 pizzico di cumino a piacere

1 cucchiaino raso di sale

4 cucchiai di olio e.v.o.

Se non volete friggere le cotolette, potete anche cuocerle in forno su teglia foderata con carta forno, ungendole leggermente da ambo i lati.

Procedimento

In una ciotola radunate le polveri,

e mescolatele.


Aggiungete un po’ per volta l’acqua

tenuta a temperatura ambiente.

Continuate a mescolare fino

ad ottenere un composto

omogeneo e senza grumi.

In un piatto fondo versate il

pangrattato

e prendendo un po’ di impasto fra 

le mani leggermente inumidite,

formate le cotolette.

Impanatele con il pangrattato, 

pressandole delicatamente.

Adagiate le cotolette su un foglio di carta 

forno o carta assorbente.

In una padella versate l’olio d’oliva e, 

appena caldo adagiate le fette;

cuocetele girandole,

fino a doratura da entrambi

i lati.

Una volta cotte mettete le cotolette su

carta assorbente per togliere

l’eccesso di unto.

Servitele ben calde accompagnate 

da salsine e insalata a piacere.

MasterChef 11: il brivido di Cannavacciuolo per gli struffoli rivisitati

MasterChef 11: il brivido di Cannavacciuolo per gli struffoli rivisitati

“Le parole Napoli e rivisitazione non sono mai andate d’accordo” ha detto lo chef Cannavacciuolo che, nella puntata di ieri di Masterchef, ha sorpreso con un’imitazione perfetta di Iginio Massari

Tra ingredienti dal mondo, piatti della tradizione da rivisitare e tecniche di cucina insoliti, la puntata di Masterchef andata in onda su Sky Uno il 6 gennaio ha messo davvero a dura prova gli aspiranti cuochi.

La Golden Mystery box con i condimenti dal mondo

La salita inizia dalla Mystery box. Poiché questa è una prova che viene spesso presa sottogamba dai concorrenti, i giudici decidono di alzare i toni della sfida trasformandola in una Golden Mystery Box: i migliori del test potranno accedere direttamente alla balconata, evitando così l’Invention Test e il rischio di eliminazione.

Dentro la scatola si nascondono 10 condimenti provenienti da ogni parte del mondo e ogni concorrente ne deve scegliere uno per la preparazione di un piatto che ne esalti il sapore. La scelta è tra il burro norvegese Sandefjord, l’Irish Champ, la salsa Rouille o maionese provenzale, il Chimichurri argentino, la Jäger Sauce svizzera, la Mojo delle Canarie, l’aspra salsa georgiana Tkemali, la Mole messicana con peperoncino, la Nuoc Mam a base di pesce fermentato, infine il Ponzu giapponese. 

I tre giudici eleggono come miglior piatto Colazione a Kyoto di Mime, in grado di esaltare la salsa Ponzu, impreziosita con zenzero, vongole e capesante. Salgono con lei in balconata anche Tracy grazie a Baccalà alla Norvegese, cucinato con burro Sandefjord, porro fritto e centrifuga di sedano, lattuga mela verde e zenzero; Lia, che ha impiattato come uno spiedino gourmet di anatra e ananas il suo Cena a Bangkok con salsa Nuoc Mam su besciamella di cocco al peperoncino e salsa al curry thai; infine Carmine, con il piatto O.Y.M. (Open Your Mind), tataki di tonno al sesamo su emulsione al Ponzu, con melanzana fritta ripiena, colatura di latte di cocco e burrata, e olio al basilico.

Dalla pajata al vitello tonnato, la trattoria moderna protagonista dell’Invention

L’Invention Test è una prova sulla cucina della trattoria moderna con due ospiti che la rappresentano: Sarah Cicolini, giovane chef abruzzese proprietaria del ristorante Santo Palato a Roma, che presenta i suoi Rigatoni alla Pajata con crema di pecorino, erbe fresche e concassé di pomodoro; e Diego Rossi del ristorante Trippa a Milano con il suo Vitello tonnato condito con salsa tonnata, capperi di Pantelleria, pepe nero e sale Maldon. I cuochi amatoriali devono riprodurre uno dei due piatti in una loro personale e originale versione. Alla fine dell’Invention Test, il migliore è Tra me e mamma, il vitello tonnato e tonno scottato con cetriolino fritto di Mery, mentre tra i peggiori viene eliminata Andrealetizia che dovrà lasciare per sempre la cucina di Masterchef (e temporaneamente anche il suo fidanzato Nicky, ancora in gara).

Lo Skill Test non è per niente dolce come il miele

I concorrenti devono ora affrontare il primo Skill Test della stagione: si tratta di tre livelli di prova, ideati ciascuno da uno dei giudici. Ad ogni livello ci sono promossi e rimandati fino a giungere all’eliminazione. Protagonista della prova è il miele: nel primo livello ideato da chef Barbieri, i concorrenti devono mantecare un piatto con il miele come nell’Orzotto al miele e alle erbe di montagna con soffritto di lumache, aglio e prezzemolo dello chef. Il segreto è nello shock termico: il miele per la mantecatura deve essere congelato. Superano la prova Pietro, Anna, Mime, Bruno, Tina, Tracy, Mery

Nel livello successivo chef Locatelli chiede di utilizzare il miele nella laccatura e per impedire l’ossidazione dei vegetali come nel suo Petto d’anatra laccato al miele con carciofi ed erba cipollina. Passano lo step Polone, Nicky e Lia.

Difficilissimo il terzo livello: i concorrenti dovranno utilizzare in un piatto l’idromele, il polline e il favo crudo come ha fatto nel suo spettacolare dessert chef Cannavacciuolo che durante la puntata si è esibito anche in un’imitazione perfetta del maestro pasticcere Iginio Massari strappando a tutti una risata. Federico, in difficoltà con la pasticceria, si butta sugli struffoli: “Ho fatto degli struffoli all’argentina, una rivisitazione di quelli napoletani”, spiega. Cannavacciuolo ha un brivido: “La parola Napoli e la parola rivisitazione non sono mai andati molto d’accordo”. All’assaggio però gli “struffoli all’argentina” con cioccolato bianco e lamponi convincono e Federico è salvo. Passano anche Elena, Delia, Christian, Nicholas, mentre l’imprenditrice Rita è la terza eliminata di questa edizione. 

 

cosa cucinare nel giorno più corto dell’anno

cosa cucinare nel giorno più corto dell'anno

Dai dolcetti svedesi alle arancine palermitane ecco le tradizioni in cucina per il 13 dicembre

“Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia”, recita un proverbio. E, infatti, il 13 dicembre è conosciuto come il giorno più corto dell’anno (o la notte più lunga) anche se in realtà non è più così da quando, con il passaggio al calendario gregoriano, il solstizio d’inverno cade una settimana più avanti, il 21 dicembre.

Santa Lucia, cosa cucinare nel giorno più corto che ci sia

Corto o lungo che sia, noi troviamo sempre il tempo per cucinare e festeggiare rendendo magico questo giorno, specialmente per i bambini. Sono loro infatti che, nella notte tra il 12 e il 13 dicembre, attendono con trepidazione l’arrivo di Santa Lucia che, secondo la leggenda, passerà di casa in casa in groppa a un asinello lasciando dolcetti e doni ai più piccoli.

Cosa preparare di speciale? Le tradizioni in cucina legate a Santa Lucia sono diverse e numerose.

Lussekatter, i dolcetti svedesi di Santa Lucia

Il 13 dicembre è una festività molto sentita in Svezia dove si è soliti preparare i Lussekatter, i gatti di Santa Lucia: si tratta di dolcetti morbidi la cui forma ricorda la coda arrotolata di un gatto, caratterizzati da un aroma inconfondibile di zafferano, spezia che con il suo colore giallo illumina la notte più buia dell’anno. Ecco qui la ricetta per prepararli.

Dagli occhi di Santa Lucia alle arancine, le tradizioni per il 13 dicembre in Italia

La santa della luce viene celebrata anche in certe zone d’Italia: in Puglia è tradizione fare gli occhi di Santa Lucia, piccoli taralli al vino ricoperti di una glassa allo zucchero, una preparazione che vi spieghiamo qui con qualche consiglio per far partecipare i bambini.

In Sicilia, a Palermo, Santa Lucia è il giorno delle arancine. La tradizione popolare impone che, per devozione, non si debbano mangiare per tutta la giornata né pane né pasta. Tutti i panifici della città sono chiusi e a predominare sono le friggitorie. Sempre a Palermo, ma anche a Siracusa, il 13 dicembre e prevalentemente tra le mura domestiche, si usa gustare la cuccìa, un antico dolce a base di grano bollito con crema di ricotta. Se volete saperne di più, ecco la ricetta per prepararla.

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