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» Coniglietti di pasta sfoglia

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Preparate la farcitura: farte rosolare la pancetta a dadini in padella antiaderente fino a renderla croccante.
A parte, amalgamate la ricotta con parmigiano e (se serve, dipende da quanto è compatta la ricotta che userete) latte: dovrete ottenere una crema omogenea ma densa.

Disponete metà dei coniglietti sulla teglia rivestita di carta forno, distanziati tra loro, aggiungete un po’ di farcitura (senza esagerare e lasciando i bordi liberi, o uscirà tutta in cottura) e ricoprite con le restanti sagome, sigillando bene i bordi.
Spennellate con l’uovo sbattuto, aggiungete 1 grano di pepe rosa per ricordare le codine e cuocete per 15-20 minuti o fino a doratura a 180°C, in forno ventilato già caldo, poi sfornate e lasciate raffreddare completamente.

Assemblate: preparate dei cubotti di grana o parmigiano, aggiungete su ognuno una fogliolina di prezzemolo fresco e infilzate con la punta di uno stuzzicadenti, quindi infilate i coniglietti sugli stuzzicadenti.

I coniglietti di pasta sfoglia sono pronti, non vi resta che servirli.

Dolci di Pasqua calabresi | La Cucina Italiana

La Cucina Italiana

Quando si avvicina la Pasqua, in ogni angolo di Italia, si preparano i dolci tradizionali. In Calabria i dolci pasquali hanno origini molto antiche, sono simbolo di rinascita e regalarli è considerato un gesto d’amore.

I dolci di Pasqua calabresi

I dolci di Pasqua calabresi si chiamano, a seconda della zona della regione dove ci si trova, cuzzupe, gute (a Reggio Calabria, più morbide e simili a delle brioches) o cudduraci. Si tratta di biscotti a forma di pesce, di cuore, di gallina o intrecciati, preparati qualche giorno prima della domenica di Pasqua.

Meglio con l’uovo?

Questi dolci dalle forme svariate hanno una decorazione particolare: uno o più uova con il guscio, che in forno diventeranno sode. L’uovo fa parte della ricetta tradizionale delle cuzzupe: in alcuni paesi della costa jonica calabrese questi dolci, in passato, rappresentavano l’amore di ogni donna per il proprio uomo. Si preparavano per regalarli al fidanzato il giorno di Pasqua e più grandi e numerose erano le uova, più era grande l’amore che si provava.

La ricetta delle cuzzupe

Per preparare le cuzzupe, montate due uova con 200 grammi di zucchero. Rendetele spumose, aromatizzando con una scorza di limone grattugiata e un po’ di vanillina; amalgamate bene e aggiungete un bicchiere di olio di oliva e un po’ di latte. Poi incorporate lentamente 500 grammi di farina setacciata, fate sciogliere dieci grammi di ammoniaca per dolci in un po’ di latte e unite al composto. L’impasto sarà perfetto quando non si attaccherà alle mani: suddividetelo allora in piccole forme e disponete i biscotti su una teglia; spennellateli con un rosso d’uovo e cospargeteli di mompariglia e zucchero, prima di infornare per 20 minuti a 180°C.

Gli ‘ncinetti, i biscotti con la glassa

In alcuni paesi calabresi, soprattutto in provincia di Vibo Valentia, per Pasqua si preparano anche gli ‘ncinetti, deliziosi biscotti ricoperti di glassa di zucchero. Per prepararli occorre un chilo di farina, disposta a fontana, a cui aggiungerere 200 grammi di zucchero e 200 di burro ammorbidito. Unite la buccia grattugiata di un limone, cinque uova e una bustina di lievito sciolta in due cucchiai di latte, realizzando un composto omogeneo. Preparate dei biscotti a forma di ciambelline, poi foderate una teglia con la carta da forno e adagiateli sopra. Gli ‘ncinetti vanno cotti per 15 minuti a 150 gradi, mentre per la glassa occorrono 500 grammi di zucchero, acqua e succo di limone.

Anna in Casa: ricette e non solo: Pitta a modo mio con stracchino

Anna in Casa: ricette e non solo: Pitta a modo mio con stracchino

Nonostante sul calendario del telefono siano segnati appuntamenti e ricorrenze, ho sempre la mia agenda settimanale aperta in cucina. A parte inoltre, ho un’agenda dove segno appunti presi al volo alla televisione o da ritagli di giornale, in pratica una brutta copia di ricette e consigli da provare e successivamente pubblicare. Non manca poi un blocchetto di foglietti di carta riciclata dove segno la lista della spesa e raramente mi capita di andare al supermercato senza e quando succede torno a casa con qualche “doppione”. Questa pitta è l’esempio di un acquisto di tre confezioni di certosino che mi sono ritrovata in frigorifero sabato scorso, per fortuna con scadenza a due settimane. 

Ditemi che capita anche a voi…

Ingredienti

250 g di stracchino (certosino o formaggio morbido a piacere)

350 g di farina 0

7 g di lievito di birra

120 ml di acqua a t. a.

120 ml di latte a t. a.

10 g di zucchero

10 g di sale

1 cucchiaio di olio d’oliva

rosmarino

per la salamoia

1 cucchiaio di olio 

1 cucchiaio di acqua

1/2 cucchiaino raso di sale

Procedimento

L’impasto si può lavorare sia a mano che con la planetaria.

Sciogliere nel latte il lievito di birra

aggiungere lo zucchero.

Nella ciotola della planetaria versare la farina,

unire il latte con il lievito sciolto e

3/4 dell’acqua in ricetta.

Iniziare ad impastare, unire il sale ed

resto dell’acqua tenuta da parte.

Formare l’impasto e

aggiungere l’olio.

Lavorare fino ad ottenere un impasto

soffice ma omogeneo.

Trasferire l’impasto sulla spianatoia infarinata.

Dare qualche giro alla pasta,

metterla in un recipiente appena infarinato e

coprire con pellicola trasparente 

(io con una cuffia che tengo per i lievitati).

Porre a lievitare in forno con la luce accesa.

Scaldare il forno a 200°C.

A composto lievitato,

rovesciarlo sulla spianatoia infarinata e

dividerlo in due parti, di cui una

leggermente più grande dell’altra.

Stendere con le mani la parte di impasto

più grande e trasferirla sulla

carta forno e poi in una teglia

rotonda da 32 cm.

Condire la superficie di pasta con

pezzetti di stracchino.

Insaporire con il pepe, 

io non metto sale.

Prendere l’altra parte di impasto e

sempre con le mani stenderla a cerchio.

Coprire la sfoglia condita facendo 

combaciare il bordo tutto intorno.

Premere la circonferenza e condire la superficie 

con la salamoia e cospargere con rosmarino 

(io quello secco).

Infornare e cuocere per circa 30 minuti

fino a doratura sopra e sotto la focaccia.

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