Tag: ricette per torte di compleanno

Una ricetta facile per fare le pizza in casa

Una ricetta facile per fare le pizza in casa

Uno dei piatti più amati dagli italiani si può preparare in casa senza troppa fatica. Ecco come

Se avete voglia di pizza, ma non di chiamare una pizzeria d’asporto, c’è una soluzione a cui forse non avevate mai pensato prima. Esiste infatti una ricetta facile della pizza, con cui si può ottenere un risultato gustoso pur non essendo esperti pizzaioli: basta lasciare da parte la pigrizia, rimboccarsi le maniche e mettersi all’opera.

La ricetta facile della pizza: l’impasto

Partite dall’occorrente per realizzare una semplice margherita: solo per la pasta servono 500 grammi di farina bianca, 250 millilitri di acqua, 15 grammi di lievito di birra, 20 grammi di olio, 10 grammi di sale. Per il condimento, invece, dovete avere a disposizione 500 grammi di pelati, una mozzarella e un po’ di origano. Cominciate facendo sciogliere il lievito in un po’ di acqua a temperatura ambiente, l’ideale sarebbe a 25 gradi. Disponete su una spianatoia la farina a fontana, oppure versatela in un recipiente. Unite l’acqua poco alla volta, cercando di amalgamare bene e in modo graduale gli ingredienti. Dopo che avrete versato la metà del liquido, aggiungete anche il sale, che non deve entrare in contatto diretto con il lievito, onde evitare che ne neutralizzi l’azione. Versate anche l’ultima parte di acqua, sempre gradualmente, e impastate fino a ottenere un composto omogeneo. Ora è il momento dell’olio, anche questo da aggiungere poco alla volta. Lavorate l’impasto ancora per qualche minuto, senza tirare la pasta ma ripiegandola su se stessa.

Pizza facile

Ancora due passaggi: lievitazione e cottura

Una volta ottenuto un panetto morbido e liscio, trasferitelo in un recipiente, copritelo con un canovaccio o con della pellicola e fatelo lievitare per circa un’ora e mezza. L’importante è che il processo di lievitazione avvenga a una temperatura intorno ai 26-28 gradi. Per questo potete mettere la ciotola nel forno spento ma con la luce accesa. Quando la pasta sarà bella gonfia e morbida, estraetela dal recipiente, trasferitela sul piano di lavoro e dividetela in due parti uguali. Per stenderla non usate il matterello ma le mani, facendo “pirlare” l’impasto, ovvero schiacciarlo in modo da portarlo verso di voi e poi allontanandolo. Ripetete questa operazione quattro o cinque volte, poi formate due sfere e lasciatele riposare per un’altra mezz’ora. A questo punto la pasta sarà pronta per essere tirata e condita a piacimento. La pizza va cotta in forno caldo a 220 gradi per 20 minuti circa. Il trucco per una margherita con i fiocchi? Aggiungere la mozzarella a metà cottura.

Le ricette per i più esperti

MasterChef11: i 20 concorrenti – La Cucina Italiana

MasterChef11: i 20 concorrenti - La Cucina Italiana

Nella puntata in cui sono stati selezionati i 20 concorrenti di Masterchef, i giudici hanno interrotto la prova tecnica ed eliminato due aspiranti cuochi prima del tempo. Il racconto della serata

La masterclass si è formata: nella puntata di Masterchef andata in onda il 23 dicembre su Sky Uno, i giudici Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli hanno scelto i 20 concorrenti che si contenderanno il titolo di undicesimo Masterchef italiano.

Le selezioni sono state durissime: divisi in tre gruppi sulla base delle loro carenze emerse durante i Live Cooking, gli aspiranti chef hanno affrontato tre prove di abilità, ognuna ideata personalmente da uno chef. Tra promossi, eliminati e rimandati, ecco com’è andata. 

La prova di originalità di Locatelli sul burrito

Al primo gruppo di concorrenti è toccata la prova di originalità di chef Locatelli che ha chiesto di preparare un burrito creativo. Allo scadere della mezz’ora, il migliore è quello di Tracy, la nigeriana che parla veneto, che conquista il grembiule bianco con il proprio nome. Convincono anche il burrito scomposto del rocker Bruno e quelli di NicholasElena, Rita, Anna, Tina e Polone (anche se mancava di sale) che entrano così a far parte della masterclass. Mary toppa non terminando il suo burrito, ma chef Barbieri scommette su di lei permettendole di giocarsi ancora l’ingresso a Masterchef nella sfida finale. 

La prova tecnica di Barbieri, “affilata” come lo chef

Il secondo gruppo di aspiranti chef deve affrontare la prova tecnica di Barbieri: “Se avete paura, benvenuti a Masterchef”, intona il giudice. I concorrenti devono dimostrare di conoscere i tagli di frutta e verdura, di saper sfilettare una sogliola e di essere in grado di disossare un’anatra. La prova parte: quattro concorrenti si tagliano con il coltello; “È una prova affilata come te” – esclama Cannavacciuolo rivolto a Barbieri,  poi i giudici, delusi da come gli aspiranti chef stanno lavorando, fermano la prova in anticipo: due concorrenti (tra cui il bergamasco Roberto) vengono eliminati prima dello scadere del tempo perché non sono all’altezza della cucina di Masterchef. Superano, invece, la prova accedendo alla masterclass Carmine, Andrea, Federico e Andrealetizia. Greta viene rimandata: lo spicchio non è un taglio dell’arancia

La prova estetica di Cannavacciuolo con pollo e patate

È il momento del terzo gruppo di concorrenti e della prova di estetica di chef Cannavacciuolo: gli aspiranti chef dovranno presentare in modo elegante un piatto popolare come pollo e patate. La giapponese Mime (che prepara una sorta di maki “floreale” con il pollo) è la migliore della prova per precisione, eleganze ed essenza e accede alla masterclass insieme a Dalia e Christian

Nella sfida finale il concorrente palermitano corregge Barbieri: “Arancina, non arancino”

Sono rimasti ancora cinque posti nella masterclass e se li contendono i concorrenti che non hanno superato le prove precedenti, ma a cui i giudici hanno dato un’altra possibilità. Nella sfida finale gli aspiranti chef dovranno cucinare un piatto utilizzando almeno due ingredienti sbagliati: ci sono, ad esempio, del riso scotto, delle vongole con la sabbia, un baccalà non dissalato, una maionese impazzita, una panna stracciata, una besciamella piena di grumi

Il siciliano Pietro presenta il suo piatto: “Ci aspettavamo un arancino da te” – esclama Barbieri. “Arancina, chef”, lo corregge il concorrente – sono di Palermo”. La sua insalata di riso convince comunque i giudici che promuovo anche Nicky, Mery e Lia.

Ora la gara ufficiale può iniziare: appuntamento al 30 dicembre!

 

Come fare il panino all’italiana

Come fare il panino all'italiana

1 panino oppure due fette di pane ai cereali misti
50 g mortadella affettata
60 g ricotta tipo scorza nera
80 g pistacchi pelati
Limone
Timo limonato
Sale grosso

Procedimento

Raccogliete i pistacchi in un mortaio e pestateli con 2‐3 grani di sale grosso fino a ottenere una pasta grossolana.
Tagliate a metà il panino, distribuite una parte di pasta di pistacchio sulla mollica e imbottitelo con le fette di mortadella, scaglie di ricotta e altra pasta di pistacchio. Aromatizzate con poche foglioline di timo limonato e scorza di limone grattugiata.

Il panino virtuoso

Per preparare insieme a noi questo panino, vi proponiamo una lista di realtà produttive virtuose e sostenibili e cosa le definisce tali.

Pane

Nicolò è la terza generazione del Panificio Grazioli, aperto a Legnano nel 1973. Utilizza da sempre solo materie prime di grande qualità e accortezze da filiera cortissima. Sforna tanti pani di pezzature grandi e piccole (ottimo anche quello di segale). Alle due sedi di Legnano si è aggiunta di recente una terza sede, in via Poliziano 13, a Milano.

Come si definisce un buon panepane

1. Farina di grano tenero (tipo Manitoba, esaltatrice di sapori), macinata dal Mulino Bava di Abbiategrasso, al ritmo lento dell’acqua che scorre nel Ticino.
2. Impasto con lievito madre, leggero e altamente digeribile. Cottura a temperatura bassa (pezzature da 1 kg in forno a 210 °C per 50 minuti).
3. Riposo delle pagnotte: 4‐5 ore fuori del forno per fare asciugare il vapore acqueo.
4. Pane imbustato in sacchetto di carta. Se conservato bene, dura una settimana.

Mortadella

Il Salumificio Mec Palmieri di San Prospero, nella Bassa Modenese, ha una storia centenaria. Tre generazioni dopo, quattro fratelli danno degno seguito allo spirito delle origini con ottimi cotechini, zamponi e una mortadella elegante, con colesterolo molto basso e completamente priva di glutine.

Come si definisce una buona mortadellamortadella

1. Impasto da tagli nobili del maiale (coscia e spalla) e parti grasse ricavate dalla gola, quindi compatte e resistenti al calore.
2. È la prima mortadella al mondo a essere insaccata non nel budello, ma nella cotenna naturale, consentendo al prodotto di «respirare».
3. Cucita a mano, viene cotta a temperatura dolce in forni in pietra.
4. Nella concia, insieme a spezie e aromi, è aggiunto miele di acacia. Così la mortadella ha un sapore più fine ed è più digeribile.

Ricotta tipo scorza nera

Valle Scannese è un’azienda che fa le cose fatte bene da mezzo secolo a Scanno (L’Aquila), alle pendici del Parco Nazionale d’Abruzzo. Gregorio Rotolo controlla quasi duemila animali da pascolo guardati a vista da quaranta cani pastori abruzzesi. Si batte per la salvaguardia della ricchissima biodiversità locale, confezionando anche magnifici pecorini, scamorze, caciocavalli, carne bovina…

Come si prepara una buon ricotta

formaggio
Foto Andrea Calvano.

1. Ricotta da latte di mucche, pecore e capre che pascolano a 1700 metri.
2. Selezione quotidiana dei sieri, poi cotti a 83 °C e lasciati riposare.
3. Ricotta posta in fuscelle, messe a stagionare per 40 giorni in due celle diverse, in modo da sviluppare le muffe bianche.
4. Una volta pronta, è massaggiata con olio extravergine di oliva per elevare l’intensità dei profumi.

Pistacchi pelati

Bronte, Comune catanese di poche migliaia di abitanti sul versante occidentale dell’Etna, è la casa del pistacchio più buono del mondo per le sua caratteristica colorazione verde smeraldo lucente e le note organolettiche intense, resinose e più grasse della media. È un apprezzatissimo presidio Slow Food. Tra fine settembre e inizio ottobre Bronte è sede di una sagra molto popolare.

Come si sceglie il pistacchiopistacchi

1. Alberi dai soli Comuni di Bronte, Adrano e Biancavilla non concimati o irrigati, potati due volte all’anno.
2. Pistacchi raccolti solo ad anni alterni: la stagione del riposo gioverà al sapore e alla consistenza dei frutti dell’anno successivo.
3. A fine estate, raccolta a mano dei singoli chicchi, fatti cadere su sacche di tela avvolte al collo.
4. Essiccato al sole per 2‐3 giorni, sgusciato, privato della pelle con vapore acqueo, trasformato.

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