Tag: ricette vegane

Ricetta Gran misto di verdure in pinzimonio e in pastella

Ricetta Gran misto di verdure in pinzimonio e in pastella

Abbinamento vino: il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Extra Dry ha una grande versatilità in tavola ed è tra i pochi vini adatti alle verdure, di cui richiama le note dolci e fresche. L’RDO Levante 2020 di Masottina (13 euro, masottina.it) nasce nelle Rive di Ogliano da viti vecchie e coniuga intensi aromi fruttati con struttura, eleganza e una mineralità che va d’accordo con il nostro gran misto. Servitelo a 8 °C.

Ricette, testi e abbinamenti: Valentina Vercelli, Food styling: Joëlle Néderlants, Foto: Riccardo Lettieri, Styling: Beatrice Prada

Torta salata con zucchine e speck

Torta salata con zucchine e speck

Lavate le zucchine, mondatele e tagliatele a rondelle sottili.

Fate scaldare un po’ di olio con l’aglio in una padella antiaderente, aggiungete le zucchine, salate e fate stufare col coperchio per 10 minuti, mescolando ogni tanto, quindi togliete il coperchio e fatele dorare e asciugare.

Sbattete l’uovo con parmigiano, sale e pepe, poi aggiungete il latte e mettete da parte 2-3 cucchiai di composto (li userete per spennellare i bordi della sfoglia).
Unite le zucchine (dopo averle lasciate intiepidire) e amalgamate.

Foderate lo stampo imburrato con la pasta sfoglia (io avevo quella rettangolare e ho dovuto tagliare vi i bordi, se userete quella tonda non ce ne sarà bisogno), riempitela con la farcitura di zucchine e aggiungete lo speck.
Ripiegate i bordi sul ripieno, spennellateli con il composto messo da parte e cuocete in forno ventilato preriscaldato a 200°C per circa 20 minuti o fino a doratura.

La torta salata con zucchine e speck è pronta, lasciatela almeno intiepidire prima di tagliarla a fette e servirla.

A tavola con i migliori sommelier d’Italia

A tavola con i migliori sommelier d'Italia

Cibo, amore e fantasia. E ovviamente vino. Ecco spiegata anche la presenza di Giani, Zappile, Brancaleoni, Romano e gli altri (inclusa la sottoscritta) invitati non solo per celebrare il decimo anniversario dell’azienda, ma anche per una verticale di Barolo Ravera, guidata dal giornalista di wine a livello internazionale Gianni Fabrizio. Il vino in questione è ottenuto da una delle zone più vocate nelle Langhe, seppur meno conosciute, Ravera appunto: nei calici le annate 2012, 2013, 2015, 2016, 2017 e la preview del 2018 (in uscita l’anno prossimo). «Il Ravera è stato il primo cru che abbiamo acquistato e ha sempre rappresentato la nostra asticella di riferimento, la nostra sfida al territorio», ha raccontato il direttore commerciale Daniele Gaia

Filari di Nebbiolo.

RobiFortunato

E, a distanza di dieci anni, si tirano le somme ma si guarda avanti: come l’acquisto di un ettaro a Cerretta, nel Comune di Serralunga d’Alba, un investimento portato avanti con l’intento di implementare ulteriormente la gamma dei Barolo con un nuovo cru. «In soli dieci anni siamo riusciti a fare il lavoro che in genere si riesce a fare nel corso di diverse generazioni», ha commentato Lekes, affiancato dall’inseparabile direttore generale Daniele Scaglia, coadiuvato – non in ultimo – dall’enologo Gabriele Adriano. Un lavoro di squadra che si racconta nei calici e che si celebra anche a tavola. 

Protagonista indiscusso il Barolo. E che sia un vino tra i più richiesti e pagati, lo confermano gli head sommelier dei più celebri ristoranti italiani. Ecco cosa ci hanno raccontato…

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