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Ristoranti e bar: il green pass non serve più?

La Cucina Italiana

Il passo decisivo per segnare l’uscita dalla pandemia sarà quello del primo aprile: è questa la data individuata per l’inizio dell’eliminazione graduale del green pass, e coincide con la fine dello stato di emergenza e l’addio al sistema dei colori e alla struttura commissariale. 

Dunque, dall’1 aprile, per sedersi ai tavoli all’aperto di bar o ristoranti non sarà più necessario mostrare la certificazione verde. E, dal primo maggio, giorno della festa dei lavoratori, un altro passo avanti: per entrare nei ristoranti, anche al chiuso, non ci sarà più l’obbligo di mostrare il green pass rafforzato (quello che viene rilasciato solo ai vaccinati e ai guariti). La certificazione non servirà più nemmeno per prendere un caffè al bancone del bar o per andare in mensa. 

Per favorire il turismo, anche nelle strutture ricettive, dagli hotel ai relais, dall’1 aprile non servirà più il green pass rafforzato. Il documento non sarà più necessario nemmeno per l’accesso a musei, mostre e luoghi di cultura, anche se al chiuso. Via libera anche nei negozi che non vendono beni di prima necessità e in quelli per i servizi alla persona (parrucchieri, barbieri, estetisti). Fine dell’obbligo anche per entrare in uffici pubblici, in banca o alla posta.

Il primo aprile è anche il giorno in cui il green pass non servirà più per le feste e gli spettacoli all’aperto, per le cerimonie pubbliche, le sagre e le fiere.

L’obiettivo, sempre che l’andamento della curva epidemiologica rimanga sotto controllo e non imponga nuovi ripensamenti, visto anche l’aumento recente dei casì, è quello di arrivare gradualmente a un’estate da vivere pienamente, senza più restrizioni. «Credo che arriveremo a un momento in cui il green pass non sarà più richiesto, anche se è uno strumento che rimarrà disponibile, qualora ci fosse la necessità di affrontare una situazione difficile, e ci auguriamo questo non accada», ha spiegato il sottosegretario alla Salute Andrea Costa. «Però ritengo ragionevole pensare che a maggio o a fine maggio nel nostro paese il green pass potrà non essere richiesto: questo è l’obiettivo del governo».

Biotina, a cosa serve e in quali cibi si trova

Biotina, a cosa serve e in quali cibi si trova

La vitamina B8 rafforza pelle, unghie e capelli e fa bene a muscoli e cervello. Ecco i cibi che la contengono di più

Durante il cambio di stagione il corpo è particolarmente vulnerabile. Per affrontare i disagi e supportare il benessere psicofisico mai come in questo periodo è necessario un adeguato apporto di vitamine da assumere principalmente con l’alimentazione. Tra queste le vitamine del gruppo B, come la vitamina B8, o vitamina H, chiamata biotina. Vediamo perché con l’aiuto della dottoressa Valentina Schirò, biologa nutrizionista specializzata in scienze dell’alimentazione.

Biotina

I vantaggi per la salute e per la bellezza

«La biotina è una vitamina del gruppo B. Viene chiamata anche “vitamina della bellezza”. Rafforza, infatti, i capelli. Ne contrasta la perdita e ne migliora la struttura perché è coinvolta direttamente nell’attività follicolare, in particolare nella crescita e nella sintesi degli acidi grassi, fondamentali per proteggere la fibra capillare. Inoltre, è indispensabile per la produzione di cheratina, il principale componente del capello», suggerisce la nutrizionista Valentina Schirò. Ma c’è di più. «La biotina è un’ottima alleata del peso forma. Questa vitamina è infatti coinvolta nel metabolismo di grassi, proteine e carboidrati, il meccanismo che se funziona in modo efficiente fa bruciare di più». Inoltre, è amica del sistema nervoso. «Questa sostanza aiuta l’organismo a ricavare energia e a combattere la sensazione di stanchezza e affaticamento». Fa bene poi alle donne in gravidanza. «Favorisce l’assimilazione dell’acido folico, indispensabile per la crescita e il corretto sviluppo del feto».

Dove trovarla

«Sono buone fonti di biotina le verdure come i cavolfiori e gli spinaci; ma anche l’avena, le uova, i formaggi, i funghi, i legumi, la frutta secca, i semi e molti altri cibi. Per favorirne l’assorbimento a tavola non fatevi mancare lo zinco (pesce, frutti di mare, eccetera) e la vitamina C (kiwi, agrumi, eccetera). Attenzione invece al consumo di alcol e di caffè, che ingeriti insieme agli alimenti che la contengono ne inibiscono l’assimilazione da parte dell’organismo».

Volete saperne di più? Scoprite nella gallery gli altri cibi che sono ricchi di biotina

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