Tag: siti di cucina dolci

Anna in Casa: ricette e non solo: Burger Buns di Lory

Anna in Casa: ricette e non solo: Burger Buns di Lory

Visti, preparati, approvati.

Sono pazzeschi, tutto merito di Lory che ha postato la ricetta e che mi ha subito tentato.

Provare per credere.

.

Ho variato leggermente il procedimento della ricetta e non ho utilizzato i semi di sesamo che non avevo in casa.

Ingredienti

500 g di farina 0

8 g di lievito di birra fresco

50 g di zucchero

1 tuorlo

120 ml di latte a t.a.

120 ml di acqua a t.a.

50 g di burro morbido

9 g di sale

5 g di malto – facoltativo

.

1 uovo 

Procedimento

Nella ciotola della planetaria versare la farina 

e il malto ( se avete scelto di metterlo).

In una ciotola il lievito e lo zucchero

nell’ acqua unita al latte.

Unire la parte liquida alla farina e

mescolare grossolanamente.

Coprire e mettere da parte 

per una decina di minuti.

Trascorso il tempo di riposo,

 iniziare ad impastare fino ad 

avere un impasto omogeneo.

Unire il tuorlo d’uovo e farlo inglobare

 completamente all’impasto.

A completo assorbimento del tuorlo 

aggiungere una parte del burro e il sale.

Aspettare ad unire l’altra parte di burro 

fino a che la precedente no sia stata 

completamente assorbita.

Ottenuto un impasto omogeneo e ben incordato

 trasferirlo sulla spianatoia infarinata.

Lavorare l’impasto e formare un panetto.

Fare ina incisione a croce sulla superficie 

della pasta e metterla in una ciotola, 

coprire con pellicola trasparente e 

porre a lievitare fino al raddoppio 

( io in forno con la luce accesa ).

A lievitazione avvenuta, riprendere l’impasto 

e rovesciarlo sulla spianatoia infarinata.

Dal panetto ricavare tante parti,

otterrete una decina di 

pezzi da circa 90 g l’uno.

Con le mani stendere ogni pezzo e

riportare al centro il bordo

come mostrato nello scatto.

Chiudere a panino, ruotarlo fra le mani 

a dare una dorma tondeggiante e

Adagiare i panini sulla teglia  

precedentemente foderata con 

carta forno, distanziandoli.

Rimettere a lievitare per circa un’oretta, 

coprendoli, io con un’altra teglia da forno.

Scaldare il forno a 200°C.

Spennellare i panini con l’uovo 

sbattuto con il latte.

Infornare e cuocere per 15 minuti circa 

o comunque fino a doratura.

Io li ho conservati in un sacchetto da pane poi infilati in un sacchetto per alimenti (io quello per panettoni ) e si sono mantenuti soffici per tre giorni.

Lo stesso metodo lo utilizzo per congelarli. Per gustarli toglieteli dal congelatore circa un’ora prima.

 

Perché non si deve mai lavare il pollo crudo

La Cucina Italiana

La tentazione, prima di cuocere il pollo, è sempre quella di lavare la sua carne cruda, per pulirla meglio. Ma non lo fate: gli esperti concordano sul fatto che risciacquare il pollo sia davvero pericoloso. L’ultimo di una lunga serie di avvertimenti arriva dal Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (Usda) che ha pubblicato un report con i risultati delle più recenti ricerche scientifiche.

Il pollo crudo è spesso contaminato dai batteri Campylobacter, Salmonella e Clostridium perfringens, che possono causare serie intossicazioni alimentari. Cuocere la carne a 85°C è la migliore soluzione per distruggere questi batteri e rendere sicuro il pollo. Lavarlo, al contrario, non fa che diffondere i batteri su altre superfici e altri alimenti, aumentando la probabilità di una contaminazione.

Lo studio

Per una ricerca effettuata in partnership dal Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti e dalla North Carolina State University, a 300 persone è stato chiesto di preparare del pollo e un’insalata in una cucina di prova. Tutti i partecipanti hanno riferito di avere già lavato o sciacquato, prima di allora, il pollo crudo. Lo avevano fatto per «rimuovere sangue o sporcizia» o «perché è così che fa abitualmente qualcuno della famiglia».

I partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi: al primo era stato detto, prima di cominciare a cucinare, che lavare il pollame era pericoloso, mentre al secondo no. Quando ha iniziato a preparare il pasto, il 93% delle persone del primo gruppo non ha lavato il pollo, mentre il 61% del secondo lo ha fatto.

Perch non si deve mai lavare il pollo crudo
Pollo al pepe verde e limone

Vai alla ricetta

Una contaminazione incrociata

Preparare del pollo crudo vicino a un’insalata crea uno scenario potenzialmente pericoloso: 26 partecipanti che hanno lavato il pollo hanno accidentalmente trasferito i batteri della carne nell’insalata. Ma anche nel gruppo di chi non lo aveva lavato, nel 31% dei casi l’insalata veniva contaminata: è il risultato della mancanza di un efficace lavaggio delle mani e della contaminazione degli utensili del lavandino.

Twitter content

This content can also be viewed on the site it originates from.

Salviamo la Sulada ad Sant’Antoni

La Cucina Italiana

«Mi aiutereste a salvare dall’oblio gastronomico la cosiddetta Sulada ad Sant’Antoni, un’antica torta rustica a base di mele, castagne e fagioli, pubblicandone la ricetta sulle vostre prestigiose pagine? Questa squisita torta, infatti, viene cucinata soltanto una volta l’anno, in un piccolo paese del Basso Mantovano, in occasione della festa di Sant’Antonio Abate (17 Gennaio), protettore della campagna e dell’agricoltura. Allego foto a bassa risoluzione e mio pezzo.» – così ci scrive Carlo Mantovani da Carpi (Mo), giornalista dendrogastronomico

Proprio noi che dal 2020 siamo impegnati a portare la cucina italiana di casa come Patrimonio Immateriale dell’Umanità all’UNESCO non potevamo non ascoltare questo appello. Volentieri riceviamo e pubblichiamo come richiesto, dando il nostro sostegno a supportare la ricetta che preparava la sua mamma. Grazie sig. Carlo!

«È dal 2016 – quando mia madre, originaria di Quistello (MN), si è ammalata e non è più stata in grado di cucinarla – che ho un pensiero fisso in testa: salvare la Sulada ad Sant’Antoni, un’antica torta rustica dell’Oltrepò mantovano che viene preparata soltanto una volta l’anno, il 17 Gennaio, in occasione della Festa di Sant’Antonio Abate, protettore della campagna e dell’agricoltura. Una generosa crostata di frutta e pasta frolla con la tipica decorazione a losanghe dal sapore genuino ed inimitabile, dovuto agli ingredienti che ne compongono la farcitura, grossolana e dal tipico colore marron (più o meno scuro): castagne, fagioli borlotti, mele campanine (tutti rigorosamente cotti), conserva di prugne, amaretti e biscotti secchi tritati e scorza di limone. Ricette vere e proprie, quelle con dosi e tempi di cottura, non  ne esistono: ma il segreto – per avere un sapore equilibrato, dolce ma non troppo – è bilanciare gli ingredienti, non esagerando con la conserva di prugne, che aumenterebbe l’acidità della farcitura e coprirebbe il sapore più delicato di castagne, fagioli e mele.

Una torta da salvare non soltanto perché squisita e più salutare di tante altre (per via degli zuccheri, quasi completamente naturali) ma anche per evitare che cada nell’oblio gastronomico: se è vero che, per sfuggire alla maledizione di Sant’Antoni chisuler, in provincia il 17 Gennaio praticamente tutti cucinano una torta, la Sulada viene preparata soltanto da pochissimi appassionati tra Quistello e Sermide, dove peraltro quasi nessuno, pasticcerie in primis, utilizza più l’ingrediente rustico per eccellenza, i fagioli. 

Proudly powered by WordPress