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Cetrioli in agrodolce – Ricetta di Misya

Cetrioli in agrodolce - Ricetta di Misya

Innanzitutto sterilizzate barattoli e coperchi (qui la guida per farlo al meglio).
Lavate bene i cetrioli, strofinando bene anche la buccia, quindi asciugateli, tagliateli a fettine sottili, salateli con 2 cucchiai di sale grosso e metteteli in un colino con una ciotola sotto e un peso poggiato sopra.
Trascorsi 10 minuti strizzateli delicatamente, sciacquateli e asciugateli.

Nel frattempo mettete in una casseruola il sale restante, lo zucchero, l’acqua e l’aceto, portate a ebollizione e lasciate bollire per qualche minuto.
Iniziate a mettere i cetrioli nei vasetti, alternandoli con strati di aromi (tagliate l’aglio a fettine sottili o tritatelo e sminuzzate il peperoncino), quindi versateci sopra la soluzione agrodolce ancora bollente.

I cetrioli e le spezie dovranno essere completamente coperti dalla soluzione.
Una volta completata l’operazione chiudete bene i vasetti con il tappo e fateli raffreddare capovolti, in modo da fare formare il sottovuoto.

I cetrioli in agrodolce sono pronti, aspettate almeno 1-2 settimane prima di assaggiarli e consumateli entro 2-3 mesi.

Bruno Barbieri green: «Rinuncio all’auto e cucino secondo natura»

La Cucina Italiana

«Se oggi ho la fortuna di poter scegliere cosa voglio fare è perché me lo sono guadagnato». Chef, personaggio televisivo, conduttore, attore, Bruno Barbieri non finisce di stupire e di portare avanti nuovi progetti. Le riprese per la nuova edizione di 4 Hotel, che andrà in onda a giugno, sono appena finite, e già è sul set per la nuova edizione di MasterChef, prevista per il prossimo autunno. Intanto, dopo essere stato protagonista di una pellicola cinematografica indipendente Sosia – la vita degli altri, Barbieri torna con un nuovo libro dal titolo Cucina con me! (Realize Networks), disponibile sul sito dedicato dello chef.

Il concetto alla base di questo lavoro è semplice, dobbiamo reimparare a mangiare secondo il ritmo delle stagioni, nel rispetto del nostro pianeta. Un libro che riflette una profonda coscienza ecologica, e che, nel proporre un menu diverso per ogni mese, pone al centro il succedersi degli ingredienti parallelamente al volgere delle stagioni.

Un libro nuovo dal sapore antico

«Torno alla scrittura dopo tanto», racconta lo chef, «con un libro che sembra un volume d’altri tempi. La stagionalità è fondamentale. Perché mangiamo le fragole in dicembre e i cetrioli in gennaio? È sbagliato. Dobbiamo ricominciare a mangiare come una volta, seguendo i ritmi della natura. Se non ricominciamo a fare questa cosa nella nostra vita, è finita. In tutti i programmi a cui partecipo facciamo grande attenzione alla gestione dei rifiuti, alla plastica, alla carta. Il nostro pianeta sta morendo. Ero in mare poco tempo fa e pensavo a come lo stiamo rovinando: guardando come lo sporchiamo, non si può fare a meno di domandarsi dove stiamo andando. Io ho fatto delle scelte precise in questo senso: non ho più neanche la macchina, uso modi alternativi per muovermi. Ma lo faccio semplicemente perché voglio star bene io. Ecco, il libro nasce da questo, dalla volontà di star bene: scrivendo mensilmente un menù offri uno spunto. Sono idee, che non devono rimanere sulla carta, ma essere cucinate». Senza paura che le sue idee vengano rimaneggiate dai fruitori del libro, anzi: Barbieri vuole proprio questo: «Vorrei che tutti cambiassero questi spunti. Anche i grandi chef prendono in prestito idee da altri. Anche i maestri della moda: non è che un grande stilista si sveglia una mattina con un vestito già pronto. Parte da un’idea, da qualcosa che ha visto o percepito».

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