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Pollo fritto: ricette, consigli e trucchi da chef

Pollo fritto: ricette, consigli e trucchi da chef

Petto, cosce e alette sono le parti più indicate per preparare il pollo fritto, ognuna con le sue caratteristiche si presta a marinature e panature diverse, scopriamo insieme tutti i segreti. 

Pollo fritto: per ogni taglio serve la giusta cura

Il petto è il pezzo più tenero e delicato, si adatta alla frittura se tagliato a cubetti o a striscioline e richiede cotture brevi per evitare che si asciughi. L’ideale è infarinare i pezzetti di pollo, passarli nell’uovo e poi nel pangrattato per ottenere una frittura croccante fuori e non asciutta all’interno.

Le cosce sono ricche di parti tendinee e hanno fasce muscolari molto sollecitate. Richiedono tendenzialmente una cottura prolungata, quindi è consigliabile marinarle prima di impanarle e friggerle, in modo da ammorbidire le fibre. La carne bianca infatti si deve sempre mangiare ben cotta ed è meglio che non rimangano parti crude, scegliete cosce non troppo grosse per evitare brutte sorprese in fase di assaggio.

Le alette, come le cosce, sono molto «esercitate», perciò particolarmente saporite, hanno poca polpa e sono ottime fritte, ma necessitano di una cura maggiore nella rifinitura. Dopo averle debitamente ripulite (vi lasciamo i passaggi illustrati qui sotto), potete marinarle con spezie, aromi, miele o salsa di soia e poi passarle nella pastella. 

Pollo fritto: consigli utili ed errori da non commettere

Per una frittura perfetta, che non risulti pesante e poco digeribile, dovete friggere alla temperatura corretta e utilizzare l’olio giusto. La temperatura di frittura non deve essere troppo alta, non dovrebbe superare i 180 °C, per non rischiare che il cibo cuocia velocemente all’esterno e rimanga crudo internamente, ma neanche troppo bassa per non fare assorbire all’ingrediente troppo olio. L’olio di arachidi è il più indicato per le fritture perché ha un punto di fumo alto, ovvero resiste meglio alle alte temperature della frittura.

Friggete poche quantità alla volta in modo che non si abbassi troppo la temperatura dell’olio, e quando iniziate una nuova frittura eliminate sempre i residui di panatura della precedente, per non farli bruciare e rendere cattivo l’olio.

Pollo fritto: tutte le nostre ricette

Ciliegie: 42 spettacolari ricette | La Cucina Italiana

La Cucina Italiana

Che siano dolci o acidule, tenerelle o duracine, le ciliegie sono il frutto più squisito dell’estate. Native dell’Asia occidentale, sono parenti alla lontana della rosa. Fresche e succose, le abbiamo portate in cucina in tantissime ricette per scoprire che anche ai fornelli non tradiscono le loro doti e con pochi tocchi trasformano creme e torte in dessert ricchi di tentazioni.

42 ricette con le ciliegie… basteranno?

Non vi immaginavate che le ciliegie potessero essere così versatili? Le abbiamo provate in tantissimi piatti, dolci e salati. Gelato con le ciliegie, ma anche strudel di ciliegie, oltre alle più classiche crostate, torte e savarin. Ma poi la nostra cucina in redazione si è messa ai fornelli con secondi creativi e dai contrasti dolce/salato: gli arrosti, di maiale e di anatra, si prestano bene per essere accompagnati da choutney di ciliegie e anche le insalate godono di questa presenza colorata e di stagione. Pronti per provare le nostre ricette?

Sette curiosità sulle ciliegie

Frutto del Prunus cerasus, l’amarena si distingue dalla ciliegia per il colore rosso più pallido, la maggior tenerezza della polpa e il sapore acidulo e poco dolce.

La ciliegia dolce matura sul Prunus avium, originario del Caucaso e diffuso in Italia fin dalla preistoria, come testimoniano i noccioli ritrovati in siti neolitici.

Buona anche fresca per chi ama l’asprigno, l’amarena dà il meglio in cottura: il calore e lo zucchero ne mitigano il lato pungente e la rendono più amabile.

I più grandi consumatori (e produttori) di ciliegie acidule sono i tedeschi: a esse hanno dedicato dolci, zuppe, salse… e coltivazioni anche lungo le strade.

Nel suo Grande dizionario di cucina, Dumas dice che i duroni non sono di alcun uso culinario. Dimenticava che è l’unica varietà che si può fare sotto spirito.

Il ciliegio conobbe nell’Europa del XVI secolo un successo straordinario. Le varietà, dopo due secoli di studi e colture, ammontavano a circa un centinaio.

Secondo un’antica credenza piantare un ciliegio nel proprio giardino porta bene alla casa e offrirne i frutti è come offrire un segno di fratellanza e di amicizia.

Le proprietà delle ciliegie

La frutta fa tutta bene e in ogni frutto si nascono proprietà benefiche per il proprio organismo. Le ciliegie non sono da meno: per cominciare le ciliegie sono ricche di vitamina C e A. Contengono poi acido folico, calcio, magnesio, potassio. Sono depurative e diuretiche e aiutano a prevenire l’invecchiamento cellulare. Quante mangiarne al giorno? Ne basta una manciata, una ventina, senza esagerare perché sono leggermente lassative. Mai buttare noccioli e peduncoli. I primi, lavati e lasciati essiccare, possono essere usati per riempire dei piccoli cuscinetti: scaldati possono essere usati per calmare leggeri crampi addominali.  I peduncoli invece servono per realizzare tisane.

Tisana ai peduncoli di ciliegie

Come? Far bollire un litro d’acqua e poi immergervi una manciata di gambi secchi di ciliegie; lasciare in infusione per circa 10 minuti e poi bere. Utile a purificare i reni e anche in caso di cistite (combinati alla giusta terapia, anche antibiotica se il medico lo consiglia).

Ecco tantissime ricette con le ciliegie 

Ricette con i pistacchi: dall’antipasto al dolce

La Cucina Italiana

Sebbene rappresenti per noi una delizia presa in prestito dalla tradizione siciliana, le antiche origini del pistacchio ci portano fino alla lontana Persia. La coltivazione di questa pianta longeva (il ciclo di vita può durare addirittura 300 anni) si è diffusa nel tempo anche in Italia, raggiungendo picchi qualitativi nelle zone di Bronte e Andrano, alle pendici dell’Etna, sebbene il maggiore produttore mondiale sia l’Iran seguito da Stati Uniti e Turchia. Quello che siamo soliti mangiare di questa pianta è il seme, che viene seccato, tostato e a volte salato, pronto per essere consumato come snack o inserito in golosissime ricette.

Se amate le sue note profumate, non potrete fare a meno di gustarlo dall’antipasto al dolce nelle ricette: mousse di pistacchi e fragole fresche, palombo al mandarino, croissant di pane con mortadella, anatra agrumata, scampi alla plancia con trito aromatico e lime, risotto ai pistacchi e vongole, cuscus con pistacchi, cioccolato e caco, bacetti, crema di verdura e frutta con taralli, capesante al finocchietto, robiola, pere, insalata e pistacchi, insalata con frutta e quartirolo, filetto di maiale in crosta di pistacchi, soppressata con prosciutto e lardo, panna cotta, muffin con limone, cuscus ai pistacchi con verdure e pollo, zuppetta di noodles, pollo e avocado, penne al pistacchio e bagoss, dacquoise con cioccolato bianco, dolce con gelato ai cannellini, cake soffice ai pistacchi e ribes, torta soffice di zucchine, cacao e pistacchi, mortadella di salmone e seppia, polpette di pollo con melanzane fritte, battuta di vitello con ribes e crescenza, bavaresi di fico d’India tra cialde, indivia belga all’arancia, risotto al ristretto di uva fragola, tranci di spada all’italiana, astice gratinato con pane ai pistacchi e limone e torta farcita al pistacchio e fragole.

Ecco le nostre ricette con i pistacchi

Tagliatelle al pistacchio e uova di salmerino

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