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Palacinke, le crêpes light che arrivano dall’Est

La Cucina Italiana

Uova, latte, farina, zucchero e un pizzico di sale. La ricetta delle palacinke diffusa in Ungheria, Istria, Trieste e dintorni può essere considerata una versione light della classica ricetta francese. Questa infatti prevede che la pastella venga cotta in una padella dove è stato sciolto il burro (una noce ogni crêpe), mentre qui basterà un mezzo cucchiaino di olio di semi per pezzo. Le palacinke vengono poi solitamente farcite con marmellata di prugne fatta in casa, decisamente meno calorica delle salse a base di cioccolato che farciscono tradizionalmente le crêpes francesi. Se proprio siete amanti della tradizione d’Oltralpe, eccovi anche una versione delle squisite crêpes francesi leggera. 

Young Woman Making Crepes In The Kitchen.She uses chocolate cream,fresh strawberries and honey for fillingkajakiki

La ricetta delle palacinke

Ingredienti per 4 persone 

1 uovo
10 cucchiai di farina
1 bicchiere di latte
2 cucchiai di zucchero, 
1 pizzico di sale 
olio di semi per ungere la padella

Procedimento 

Unire le uova e lo zucchero mescolando bene con una frusta elettrica. Aggiungere un pizzico di sale, il latte e la farina fino a ottenere una pastella densa e corposa. Lasciarla riposare in frigorifero per mezz’ora, coperta con della pellicola trasparente. Ungere una padella antiaderente con mezzo cucchiaino d’olio di semi, scaldarla e versare una mestolata di pastella spargendola sulla superficie della padella, mantenendo lo strato leggermente alto. Cuocetela anche dall’altra parte e lasciatela riposare su un piatto piano in attesa di farcirla

Torta tiramisù: la ricetta di un dolce buonissimo

La Cucina Italiana

Oggi parliamo di Torta tiramisù: perché quando si parla di tiramisù le ispirazioni sono tantissime. Abbiamo sperimentato varianti alla frutta, al cioccolato e al caramello salato e non poteva proprio mancare una ricetta speciale dedicata alla Torta tiramisù.

Torta tiramisù: il forno non serve

Come per la ricetta originale del tiramisù, anche questa è facilissima. Per non accendere il forno, abbiamo usato tre dischi di soffice pan di Spagna già pronto che ci consentirà di tagliare la nostra Torta tiramisù a fette regolari. Gli originali biscotti savoiardi che si usano per prepararla nella pirofila infatti sono più adatti a preparare un tiramisù da porzionare in piccoli rettangoli come previsto dalla tradizione.

Tiramisù: questa volta ci abbiamo messo la panna

Se la ricetta tradizionale del tiramisù prevede una crema a base di mascarpone, uova e zucchero, questa volta abbiamo aggiunto anche della panna montata per ottenere un effetto più corposo che si prestasse a farcire con più facilità i dischi di pan di Spagna.

Torta tiramisù: il caffè è importante

Uno dei punti di forza del tiramisù è che si tratta di un dolce cremoso e avvolgente, dolce, ma anche leggermente amaro. A dare le note più forti sono il cacao in polvere e il caffè, che deve essere rigorosamente preparato in anticipo, non zuccherato e lasciato raffreddare. Se è dolce, porta la nostra torta a un risultato stucchevole. Se è caldo invece, smonta la crema al mascarpone che avremo preparato.

Tiramisù: quale cacao usare

Il migliore cacao per il tiramisù è quello amaro in polvere. Va setacciato e spolverato sullo strato finale fino a coprire del tutto la crema al mascarpone.

Torta tiramisù: la ricetta

Ingredienti

3 dischi di pan di Spagna
900 grammi di mascarpone
1 bicchiere di caffè freddo
1 bicchiere di panna fresca
1 tuorlo d’uovo
250 grammi di zucchero
3 cucchiai di cacao amaro

Procedimento

Preparate la crema mescolando con le fruste elettriche il mascarpone con il tuorlo d’uovo e lo zucchero. Quando il composto sarà omogeneo e soffice, aggiungete 4 cucchiai di caffè e mescolate ancora. A questo punto incorporate delicatamente la panna che avrete montato precedentemente.

Ora prendete il primo strato di pan di Spagna, spennellatelo con il caffè e farcitelo con uno strato di crema. Appoggiate quindi il secondo strato, procedete allo stesso modo e chiudete con il terzo. Dopo averlo spennellato con il caffè e farcito con la crema, spolveratelo con abbondante cacao amaro e lasciate riposare in frigorifero per almeno 4 ore.

Iginio Massari: la ricetta delle Tette delle Monache

La Cucina Italiana

Pasticciere italiano più famoso al mondo e incubo ricorrente dei concorrenti di Masterchef di ogni edizione, Iginio Massari  è senza dubbio un’eccellenza e un’autorità della cucina italiana. Per questo anche le sue ricette sono tra le più replicate, non solo in tv. Raggiunto al telefono, il maestro ci ha spiegato quella delle Tette delle Monache, un dolce dal nome curioso e dalle origini ancora non certissime. Prima di scoprire la ricetta del dolce suggerita dal maestro, approfondiamo le origini del nome.

Le origini del nome

Conosciute anche come Sospiri pugliesi o Tre monti (in Abruzzo), le Tette delle Monache hanno una storia ancora poco chiara ma sicuramente curiosa a tratti avvincente. Tra le ipotesi ce n’è una che assegna l’origine del dolce ad Altamura, nel barese (conosciuta ai più per la produzione del pane). Il nome è dato dalla forma che ricorda da vicino il seno di una donna. Ma cosa c’entrano le monache? Sempre secondo la tradizione, il dolce sembra fosse spesso preparato dalle suore del monastero di Santa Chiara ad Altamura. Leggendo poi il volume “Le Sise de Mòneche” del professore Mario Palmerio, la denominazione vede tre ipotesi esplicative: la prima è quella secondo cui l’originaria dizione sarebbe tre monti, in riferimento alla montuosità effettiva delle contrade italiane. La storia vuole che il poeta Modesto della Porta osservando le paste più imbiancate del solito, esclamava: «Madonna come sono bianche e diritte e appuntite, me sembrane proprie “sise de mòneche”». Una seconda ipotesi fa riferimento a un’altra storia, quella di una monaca che,  per camuffare le forme del suo corpo, aggiungeva della stoffa tra i due seni in modo da appiattirli. Di qui per la fantasia laica sull’esistenza dei tre seni. Per la terza e ultima ipotesi, la più “sbrigativa”, le “sise delle monache” sono dette così perché un dolce inventato dalle monache.

Ma vediamo come si preparano le Tette delle monache seguendo la ricetta del maestro Iginio Massari, una ricetta un po’ narrativa in quanto l’abbiamo raggiunto al telefono dopo uno dei suoi impegni lavorativi. Il maestro si è mostrato molto disponibile e, a dispetto della coriacea presenza in tv, anche piuttosto spiritoso.

La ricetta delle Tette delle Monache di Iginio Massari

Ingredienti

100 g albume
100 g tuorli
100 g zucchero
50 g farina
50 g fecola
1 baccello di vaniglia

Per la crema pasticcera

Iginio Massari consiglia: «Per la crema pasticcera fatela come siete abituati a farla». Noi vi mettiamo qui sotto la ricetta della nostra.

Crema pasticcera

Procedimento

Iniziate a montare gli albumi, che hanno una funzione strutturante. 
Poi i tuorli, dalla funzione emolliente, con lo zucchero. 
Aggiungete la vaniglia. 
Poi le due farine setacciate e unite i due composti utilizzando una spatola e muovendola dall’alto verso il basso. 
Realizzate piccole semisfere e adagiatele su una teglia con una sac-à-poche utilizzando la bocchetta n.10 liscia. 
Infornate a 200° e aspettate che le “tette” siano uniformemente dorate; solitamente, ma dipende dal forno, saranno pronte dopo 8-9 minuti. 
Una volta raffreddate, create un buco centrale e aggiungete con la sac-à-poche la crema pasticciera un po’ “sostenuta”. 
Per la glassa, usate lo zucchero fuso a 38° e glassate le “tette”. 
In ultimo, aggiungete una mezza ciliegia candita sulla sommità, prendetela e… mangiatela!

Tempo di realizzazione? Massari risponde: «Io ci impiego 20 minuti ma, se non l’avete mai preparata, considerate un’oretta».

Ricerche frequenti:

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