Tag: Ricette Facili

» Rotolo farcito agli spinaci

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Innanzitutto lavate bene gli spinaci, fateli appassire in una pentola con coperchio, quindi scolateli strizzandoli leggermente, frullateli e lasciateli intiepidire.

Mettete in una ciotola le 2 farine, il burro, il lievito e lo zucchero e iniziate a lavorare.
Incorporate il latte e il sale e infine anche gli spinaci.

Lavorate fino ad ottenere un composto omogeneo, quindi coprite la ciotola con pellicola per alimenti e lasciate lievitare per 1-2 ore o fino al raddoppio.

Riprendete il panetto e stendetelo su un piano leggermente infarinato fino ad ottenere una sfoglia rettangolare, quindi farcitelo con fettine sottili di scamorza e prosciutto.

Arrotolate l’impasto attorno alla farcitura, disponetelo all’interno di uno stampo per plumcake rivestito di carta forno e fatelo lievitare ancora per almeno 30-60 minuti, quindi cuocete per circa 30 minuti in forno ventilato preriscaldato a 180°C.

Il rotolo farcito agli spinaci è pronto, lasciatelo almeno intiepidire prima di servirlo.

» Galette alle more e pesche

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Innanzitutto preparate la pasta brisée: mettete tutti gli ingredienti in una ciotola e impastate velocemente, fino ad ottenere un composto omogeneo, quindi avvolgete con pellicola trasparente e fate riposare in frigo per almeno 30 minuti.

Nel frattempo preparate gli altri ingredienti: lavate, sbucciate e tagliate a fette le pesche; lavate e asciugate delicatamente le more e mescolatele con 1 cucchiaio di zucchero.

Riprendete l’impasto, stendetelo in una sfoglia irregolare ma tondeggiante e usatela per ricoprire fondo e bordi dello stampo (già rivestito di carta forno).
Versate quindi la panna acida nel guscio di brisée e cospargetela uniformemente su tutto il fondo.

Aggiungete more e pesche sopra alla panna acida, cospargete con l’altro cucchiaio di zucchero e cuocete per circa 30 minuti o fino a doratura in forno ventilato preriscaldato a 180°C.

La galette alle more e pesche è pronta: lasciatela almeno intiepidire prima di tagliarla a fette e servirla.

Mangiare a Locorotondo: gnumaredde suffuchete e fornelli

Mangiare a Locorotondo: gnumaredde suffuchete e fornelli

Quest’anno è diventato virale sui social grazie all’installazione di rotoballe di fieno ricoperte da centrini (nella gallery), ma Locorotondo è uno dei borghi più belli d’Italia, abbarbicato su una collina con le sue strette viuzze, le casette bianche e una bella vista panoramica sulla Valle d’Itria. I turisti vengono ogni anno a visitarla in migliaia per la sua atmosfera senza tempo, le chiese antiche, le botteghe e per l’atmosfera ancora genuina. Come la sua cucina.

Gnumarredde, triddo e altre specialità

A Locorotondo, U Curdùnne in dialetto locale, si trovano i piatti della tradizione contadina come fave e cicoria o la cialledda (una sorta di panzanella di pane), diffusi in buona parte della regione. “Tutto ciò che ci resta della tradizione gastronomica locorotondese appartiene alla cucina popolare e contadina che, tutto sommato, ha sempre rappresentando la stragrande maggioranza della culinaria locale”, come si legge sul sito web del comune. La cucina del paese è basata essenzialmente sul grano nelle sue declinazioni: pane, pasta, focacce. Due le specialità locali a base di carne: gli involtini di trippa e budella, le Gnumerédde Suffuchéte du Curdùnne, e la carne al fornello di Locorotondo, Carn o furnid du Curdun, che il Ministero delle Politiche agricole Alimentari e Forestali ha inserito nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Regione Puglia.

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Gnumaredde, ma di trippa e cotti in umido

Gli gnumareddi sono un piatto di interiora di agnello tradizionale del Sud Italia. Sono involtini di interiora, un piatto da palati forti diffuso in molte parti della Puglia, ma con le dovute differenze fra zona a zona. Si chiamano così in provincia di Bari e Taranto, torcinelli a Foggia e Lecce, ‘mboti a Gallipoli e in altre parti del Salento. In generale sono ripieni di frattaglie miste di agnello, arrotolati nel suo stesso budello, e vengono cotti alla brace con rami di fragno o ulivo e foglie d’alloro. A Locorotondo sono diversi, si chiamano gnummereddi soffocati, gnumerèdde suffuchète, e vengono preparati solo con trippa e intestino, e si cucinano attraverso una lunga cottura in umido con pomodoro, pecorino e aromi. La semplicità degli ingredienti richiede una preparazione accurata e molta pazienza che viene svolta con caldaie apposite nelle macellerie specializzate: non si si prepara più a casa, ma li vendono nelle macellerie, ad agosto veniva organizzata anche una sagra a loro dedicata ed è uno dei piatti tipici servito nei ristoranti della zona.

La ricetta e l’importanza del coperchio

“Ogni famigli ha la sua – mi spiega Valentina dell’Info Point di Locorotondo – Abbiamo codificato la ricetta e abbiamo raccolto diverse ricette, sia di famiglia sia di macellai. Da 10 anni lavoriamo come Associazione Ecomuseale di Valle d’Itria e ci occupiamo del recupero del matrimonio materiale e immateriale e da giugno gestiamo anche l’infopoint del paese”, fornitissimo di materiali e informazioni utili per i viaggiatori e un fitto calendario di appuntamenti in città, di cui molti gratuiti (nella gallery, la locandina). Direttamente da loro raccolto la ricetta delle gnumaredde: sono involtini di trippa di agnello arrotolati nelle budella sempre di agnello e cotti in brodo. In un tegame di terracotta, dopo aver soffritto la cipolla finemente affettata, si aggiungono gli involtini di trippa di agnello, e il tutto viene condito con sale, pepe, pomodorini e formaggio. Si lasciano cuocere per circa 4 ore “soffocando” nel brodo saporito e aromatico. Due importantissimi accorgimenti, segnalati dal sito del comune: il primo mettere la pignata nel cammino ad una certa distanza dal fuoco in modo che possa sobbollire lentamente; il secondo coprire la pignata con una ciotola di acqua, che di tanto in tanto verrà adeguatamente rabbocccata. La funzione della ciotola piena d’acqua è quella di far raffreddare il vapore che naturalmente si crea durante la cottura, e di farlo ricadere sotto forma d’acqua sulla stessa pietanza. Se tutto questo viene svolto a puntino non serviranno altri liquidi, se non quelli sprigionati naturalmente dagli ingredienti, si gusteranno, quindi, degli ottimi gnumerèdde suffuchète, soffocati, è ovvio dalle cipolle. Gli Gnumeredde Suffuchete si mangiano caldi con crostoni abbrustoliti di pane casereccio e verdure selvatiche cotte nel brodo stesso degli involtini.

In attesa della Sagra delle Gnumaredde 2022, la gallery di ristoranti

La Sagra degli Gnumerèdde suffuchète si svolgeva la prima domenica di agosto ogni anno, in piazza Mitrano, ma in attesa che le feste di piazza ricomincino, ecco una selezione di ristoranti, trattorie, fornelli e macellerie dove assaggiare gli involtini di trippa e le altre specialità locali.

Gianfrate Carni Pregiate
Braceria Caramia
Ristorante U’ Curdunn
La Taverna del Duca
Ristorante Pizzeria Belvedere
Ristorante Ai Tre Santi
Firmamento, l’installazione virale
Gnumaredde suffuchete
Fave e cicorie
La programmazione locale
Triddo
Cialledda

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