Tag: Antipasti

Ricetta Tagliata di anguria al forno

Ricetta Tagliata di anguria al forno

Step 1

Per la ricetta della tagliata di anguria al forno, mescolate la salsa di soia, l’olio di sesamo, l’aceto di riso, le alghe sbriciolate, lo zenzero e l’aglio grattugiati ottenendo la marinata.

Step 2

Tagliate l’anguria a rondelle spesse 3‑4 cm ed eliminate la scorza. Ponetele in una pirofila, copritele con la marinata, sigillate con pellicola e mettete in frigo per 1 ora, voltandole dopo 30 minuti. Infine sgocciolatele (conservate la marinata) e infornatele a 180 °C per 25‑30 minuti su una griglia con sotto una teglia che raccolga i liquidi; proseguite in modalità grill per altri 3‑4 minuti.

Step 3

Sfornate le rondelle, passatele per 1 minuto per lato su una bistecchiera rovente, irrorando ogni lato con 1 cucchiaiata di marinata. Servite con succo di lime, rondelle di cipollotto e sesamo.

Ricetta: Ilaria Castelli, Foto: Guido Barbagelata, Styling: Beatrice Prada

Gluten free, per moda o per davvero?

La Cucina Italiana

Gluten free? Sì, ma solo se viene diagnosticata da un medico la celiachia. Oggi alcuni dati scientifici dell’Associazione Italiana Celiachia (AIC), usciti in occasione della settimana dedicata alla patologia, riportano che sono 6 milioni gli italiani che si considerano affetti da tale patologia seguendo, in realtà, falsi miti e spendendo vogni anno 105 milioni di euro per l’acquisto di cibi senza glutine a loro non necessari. 

Il mercato del no-glutine è in ascesa, con una crescita di fatturato e proseliti spinti anche dalle celebrità del mondo dello spettacolo: da Gwyneth Paltrow a Victoria Beckham e Lady Gaga, sono infatti tante le star che hanno scelto il gluten-free. Non sono celiache, ma non portano in tavola nulla che contenga glutine, convinte di guadagnare così in salute e restare in forma

Celiaci in Italia: i dati

Nel nostro Paese ogni anno si spendono 320 milioni di euro per prodotti senza glutine, ma di questi solo 215 derivano dagli alimenti erogati per la terapia dei pazienti celiaci, stando ai dati Nielsen diffusi dall’Associazione Italiana Celiachia (AIC) in occasione della Settimana Nazionale (avvenuta a maggio), dedicata quest’anno alla nutrizione e all’educazione alimentare per vivere al meglio una dieta che per i celiaci non è una scelta alimentare, ma l’unica terapia possibile.

«Nessuna ricerca» – spiega Giuseppe Di Fabio, presidente AIC, «ha finora dimostrato qualsivoglia effetto benefico per i non celiaci nell’alimentarsi senza glutine, anzi. Gli studi scientifici stanno ampiamente dimostrando che in chi non è celiaco l’esclusione del glutine è inutile». Come evidenziano dati appena pubblicati dal British Medical Journal, aggiunge Marco Silano, direttore del Dipartimento Nutrizione dell’Istituto Superiore di Sanità, «uno studio che ha seguito oltre 110mila uomini e donne per 26 anni ha inoltre dimostrato che nei non celiaci l’esclusione del glutine non riduce il rischio cardiovascolare, come alcuni sostenevano».

La dieta senza glutine è invece essenziale per i pazienti celiaci: in Italia si stimano circa 600mila casi, pari all’1% della popolazione, ma i diagnosticati a oggi sono appena 190mila. Il Servizio Sanitario Nazionale eroga ai pazienti celiaci i prodotti dietetici senza glutine fino a un tetto massimo di 90 euro/mese per paziente. «I celiaci hanno faticosamente conquistato diritti e tutele che però» avverte l’Aic, «rischiano di essere messi in discussione dal diffondersi della moda del senza glutine tra i non celiaci, che banalizza la malattia». I veri celiaci, invece, hanno spesso difficoltà anche nel mangiare fuori casa. Un aiuto arriva dal progetto Alimentazione Fuori Casa di AIC: sono più di 4mila i ristoranti, pizzerie, alberghi, gelaterie e laboratori che, in tutta Italia, hanno seguito un percorso di formazione da parte di AIC sulla celiachia. L’elenco completo è consultabile sul sito www.celiachia.it.

Cheesecake mania: antipasti e dessert in 30 ricette originali

Cheesecake mania: antipasti e dessert in 30 ricette originali

La cheesecake è sempre una buona idea: dolce, ma anche salata, fresca o cotta, da servire come dessert ma anche come antipasto. Già, perché è conosciuta principalmente come dolce, ma negli anni la cheesecake è stata reinventata e trasformata per adattarsi a tutte le occasioni.

Le versioni di cheesecake più conosciute? Sono senza dubbio la cheesecake senza cottura, perfetta per l’estate, come la nostra Cheesecake al cacao e lamponi, e le classicissima New York Cheesecake, inimitabile, cotta e cremosissima.

Che tipo di formaggio su usa per la cheesecake?

In America, patria della cheesecake, si usa prevalentemente il cream cheese, una crema di formaggio molto simile al formaggio spalmabile che si trova in tutti i banco frigo dei supermercati anche qui in Italia. Un’ottima alternativa, però, in caso non lo troviate, può essere la robiola, perfetta anche per le versioni salate da servire come aperitivo. Ma poi, spazio alla fantasia.

Come e per quanto tempo si conserva la cheesecake?

Sia le versioni cotte che le versioni fredde devono essere sempre conservate coperte in frigorifero. C’è un’accortezza però da prendere per le cheesecake cotte: prima di essere messere in frigorifero – magari coperte da un foglio di allumino per alimenti – devono essere lasciate raffreddare completamente, onde evitare che si fermi una spiacevole condensa che rovini il risultato. Sia le cheesecake fredde, che non richiedono cottura, sia quelle cotte, si conservano in frigorifero per 3/4 giorni al massimo.

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