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Estate 2022: 11 posti dove mangiare

Estate 2022: 11 posti dove mangiare

Viaggio significa cibo. Provare cibi e posti nuovi, farsi stupire dalle specialità locali e dalle novità che ci circondano. Qui per voi, da nord a sud, ecco 10 posti da provare in vacanza (ma non solo), consigliati da noi.

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Pasta con le triglie – Ricetta di Misya

Pasta con le triglie - Ricetta di Misya

Innanzitutto sfilettate il pesce (qui la guida completa): lavate le triglie sotto acqua corrente, incidete il ventre per eliminare le interiora, desquamate la pelle passando ripetutamente un coltello a lama liscia “contropelo” (dalla coda verso la testa) lungo tutto il corpo, tagliate via testa e coda e sciacquate ancora.
Ampliate il taglio fatto sul ventre in modo da arrivare fino alla coda; sollevandola prima con un coltello e poi tirandola con le mani (o con un canovaccio), tirate via la pelle da entrambi i lati; inserite la lama del coltello tra la polpa e la lisca, vicino alla testa, e con cautela e tenendo sempre la lama aderente alla lisca arrivate fino alla coda (ripetete anche dal secondo lato); infine con delle pinzette eliminate tutte le spine rimaste nella polpa, passandoci sopra le mani per sentirle.
Tagliate i filetti in 2-3 parti per il lungo, in strisce da circa 2 cm.

Fate dorare l’aglio con l’olio in un’ampia padella antiaderente, quindi unite la polpa e lasciatela insaporire, poi aggiungete le olive denocciolate e fate restringere un pochino.
Aggiungete le triglie, fate insaporire per un paio di minuti a fiamma media, poi abbassate la fiamma, chiudete con coperchio e fate stufare per circa 5 minuti, infine aggiungete il prezzemolo e il sale e spegnete.

Nel frattempo cuocete la pasta in acqua bollente già salata, scolatela al dente e saltatela per un paio di minuti nel condimento.

La pasta con le triglie è pronta, servitela subito.

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La Cucina Italiana

Alcuni ragazzi, secondo lei, sono molto dotati.
«La precisione è una delle doti che noto di più in loro. È un aspetto che mi colpisce sempre, anche perché riescono a trasformare un deficit in un pregio. In cucina, in una pizzeria, in una panetteria, in una pasticceria, riuscire a garantire uguale standard, nel prodotto finito, è un pregio».

Si sente arricchito da questa esperienza?
«L’arricchimento, per me, è sicuramente umano. Lavorare con loro fa comprendere tante cose della vita, a cominciare dalla semplice constatazione della nostra fortuna. E c’è un altro aspetto che voglio sottolineare: ciò che per noi a volte può essere semplice, per loro è il frutto di un impegno notevole e rappresenta il raggiungimento di un grande obiettivo: fare 100 taralli è un traguardo significativo. Per me partecipare a tutto questo non nego che è emozionante».

Ci racconta un episodio che, durante il corso dello scorso anno, vi ha divertito?
«Un giorno, sapendo che avremmo preparato la pizza, un ragazzo, che si chiama Marco, si è portato il gorgonzola da casa, sua grande passione. Ma, durante il tempo trascorso insieme, se l’è mangiato quasi tutto. Così gliel’ho preso e nascosto, anche per evitare che si sentisse male. Ma alla fine ha vinto lui: ha trovato il nascondiglio e ha finito di gustarselo».

E un episodio che per lei è stato particolarmente significativo?
 «Un giorno vedo questo bambino che si sforza, si impegna, ma non vuole sporcarsi le mani e fa fatica anche ad arrivare comodamente al banco. Allora prendo uno sgabello di legno e lo metto sopra, in modo da farlo lavorare con tutti. Fatto questo, comincio ad osservare e vedo che tutti lo aiutano. Ecco, questa si chiama inclusione. Sono ragazzi straordinari, di grande sensibilità e capaci di mostrare e dare un affetto unico».

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