Tag: cucina dolce

Pasta fredda con gamberetti – Ricetta di Misya

Pasta fredda con gamberetti - Ricetta di Misya

Innanzitutto cuocete i gamberetti: (se non sono già puliti, puliteli: qui la guida per farlo al meglio) sbollentateli per 1 minuto in acqua bollente, quindi scolateli e saltateli per 2-3 minuti a fiamma alta con aglio, olio e pepe rosa.
Nel frattempo nella stessa acqua cuocete la pasta, scolandola poi ben al dente.

Lavate le zucchine, mondatele, tagliatele a rondelle sottili e saltatele velocemente in padella con aglio, olio e sale, basteranno 5-10 minuti.

Assemblate il piatto: unite semplicemente pasta, gamberetti, zucchine e rucola e amalgamate, aggiungendo sale e olio solo se serve.
A questo punto, se preferite, potete lasciarla riposare per 30 minuti in frigo, altrimenti potete servirla già così.

La pasta fredda con gamberetti è pronta, decorate con le mandorle e servite.

Come cucinare la pasta di riso: ultra light e buonissima

Come cucinare la pasta di riso: ultra light e buonissima

La pasta di riso è un ingrediente tipico della cucina orientale che piano piano sta entrando anche nella nostra tradizione culinaria. Si tratta di una pietanza decisamente più leggera rispetto alla pasta di grano che viene comunemente utilizzata nella nostra cucina, ideale quindi per chi vuole seguire un regime alimentare ipocalorico o vuole provare qualcosa di diverso rispetto ai piatti più tradizionali. La pasta di riso, inoltre, non contiene glutine ed è quindi utilizzabile anche dai celiaci e dagli intolleranti a questo ingredienti che possono usarla praticamente in tutte le ricette per sostituire quella “tradizionale”.

Le caratteristiche della pasta di riso

La pasta di riso non ha un gusto molto differente rispetto a quello della pasta di grano; è semplicemente più delicata come sapore, è – proprio come il riso – più facilmente digeribile e ha un apporto nutrizionale decisamente apprezzabile. 

Contiene, infatti, un apporto energetico elevato, grazie all’ottima quantità di carboidrati, proteine e – più marginalmente – i grassi contenuti al suo interno. Apporta anche una buona quantità di fibre ed è priva di colesterolo. La pasta di riso, inoltre, contiene vitamina B, sali minerali come fosforo e manganese ed è priva di lattosio e pertanto adatta anche agli intolleranti a questo ingrediente. 

Come cucinare la pasta di riso

Per una cottura ottimale della pasta di riso bisogna rispettare alcuni requisiti fondamentali. Il primo è il tempo di cottura – sempre comunque indicato nella confezione della pasta – che è decisamente inferiore rispetto a quella di grano duro. 

La pasta di riso va cotta in acqua bollente già con il sale e lasciata lessare per circa 3-4 minuti prima di essere scolata e passata subito sotto un getto di acqua fredda per bloccare la cottura. 

Particolare non meno importante: la pasta di riso tende ad incollarsi molto di più rispetto a quella di grano duro. È molto importante, quindi, girarla frequentemente mentre cuoce in pentola, per evitare che si attacchi. Una volta cotta, infine, è buona norma aggiungerla immediatamente al condimento predisposto per accompagnarla, amalgamandola subito per evitare che si trasformi in un agglomerato unico difficile poi da mangiare. 

Come cucinare la pasta di riso nel wok

Chi vuole cucinare la pasta di riso nel wok, la pentola che si usa nella cucina orientale. Questo recipiente – perfetto per friggere, cuocere a vapore o semplicemente per mantecare con poco olio i piatti – è ideale anche per cuocere la pasta di riso

Basterà in questo caso basta farli ammollare per circa 10 minuti in acqua tiepida e poi unirli nel wok al condimento (sugo, verdure, pesce) che avete previsto. Basteranno 5 minuti e due cucchiai di olio extravergine di oliva per portare a tavola un piatto ricco, nutriente e leggero.

Come preparare altre ricette dal sapore orientale

Gennaro Esposito: Rolling Stones, cucina e musica

Gennaro Esposito: Rolling Stones, cucina e musica

La Prima Estate non è solo un festival di musica con grandi artisti italiani e internazionali, dai Duran Duran ai Bluvertigo, da Jamie XX a Cosmo, che riporta respiro a questa prima stagione libera (o quasi) dalle mascherine. Oltre ad attività come yoga o dj set, la kermesse apre le porte alla cucina con La Prima Estate Food, ovvero 5 chef per 5 show cooking, insieme al pubblico per approfondire il tema in uno scambio costruttivo. A dirigere, il grande chef Gennaro Esposito.

L’abbiamo incontrato in occasione proprio del suo appuntamento sulla terrazza de La Risacca a Lido di Camaiore, dove con un bicchiere di Vermentino Solarancio della piccola cantina ligure La Pietra del Focolare, ha raccontato la sua passione per la musica e, naturalmente, per il cibo. Il tutto supportato dal suo sous-chef Giuseppe e dal resident chef Giorgio, che hanno realizzato il piatto protagonista dello show cooking. Ad introdurre chef Esposito, Enrico D’Alessandro della storica agenzia D’Alessandro & Galli, che ha voluto sottolineare come questo è solo il primo di una lista di progetti che facciano incontrare musica e cucina.

Musica & cucina

Gennaro Esposito ha iniziato sottolineando come musica e cibo facciano parte dello stesso catalogo dei piaceri, come parlano tra loro a livello emotivo. In occasione de La Prima Estate Food, ha deciso però di non calcare la mano alla ricerca di analogie forzate perché « sono due meravigliose sensazioni che devono stare ognuna al suo posto, ognuna ha il suo momento». Secondo lo chef, « Io non ascolto musica mentre mangio, sono due cose separate perché bisogna concentrarsi per ascoltare musica di qualità, così come per concentrarsi sulle note di un piatto. Da qui, non ci sono piatti che nascono pensando alla musica o musiche che nascono pensando a un piatto, ma secondo me le due cose si possono spingere verso l’alto». 

Il punto di vista dello chef parte infatti dal punto in comune, ovvero il benessere che musica e cibo regalano: «Il benessere che ricevo ascoltando la musica mi porta ad entrare in cucina con una predisposizione migliore, probabilmente un musicista può fare meglio il suo lavoro se ha mangiato bene. Penso siano sensazioni di benessere, di confort, di arricchimento interiore, che possono spingere la qualità di quello che si fa verso l’alto». 

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