Tag: ricette di risotti

Una pasticceria speakeasy? A Milano la prima al mondo

Una pasticceria speakeasy? A Milano la prima al mondo

Milano – speakeasy: un binomio che siamo abituati ad associare al mondo dei cocktail bar. Oggi c’è una novità, una pasticceria speakeasy: annunciata soltanto dalla piccola targhetta di un citofono, ben celata dietro un portone e protetta da uno dei tanti cortili interni di Milano, la nuova pasticceria-casa-laboratorio di Gianluca Fusto, pasticciere di trentennale esperienza e amico di La Cucina Italiana, offre un’esperienza inedita a chi sa dove trovarla. 

La location, inaugurata e subito sospesa proprio in coincidenza con il primo lockdown, si è poi modificata e messa a punto durante gli anni difficili della pandemia, e ora riapre al pubblico con tutta la sua gioia: oltre a dare la possibilità di acquistare dolci oppure “esperienze” (come una super colazione consegnata a casa), regala a chi la visita la condivisione di una visione, di una passione, di un progetto in continua evoluzione.

Roberta, vita di una giovane margara

Roberta, vita di una giovane margara

Si dice malgaro anche se in piemontese viene chiamato margaro, ed è il termine che definisce il pastore addetto alla cura e alla custodia del bestiame da latte. Si tratta oggi di una figura sempre più in estinzione, un cambio generazionale che vede i giovani allontanarsi dalle montagne per cercare il loro futuro nell’ambiente cittadino. Non è il caso di Roberta Colombero, che a poco più di trent’anni ha deciso di continuare la tradizione di famiglia dei margari. Storica popolazione nomade quella dei margari, vivono da sempre una vita in movimento, all’insegna degli animali e delle loro necessità. 

Roberta ha uno scopo nella vita: vivere con i suoi animali, ma senza rinunciare al divertimento. Infatti la sua vita si riassume in: stivali da cavallerizza e trucco. Ebbene sì, si trucca per i suoi animali e per sé stessa; quando capita scende a valle per fare un po’ di vita sociale, al bar o in discoteca. Se si pensa allo stereotipo del margaro, lo si immagina noncurante del proprio aspetto o che non faccia una vita al di fuori degli animali, ma Roberta dimostra che non per forza si deve rimanere attaccati ad un’immagine antiquata: “A me non manca nulla, posso avere entrambe le cose”, dice.

Siamo nella provincia di Cuneo, qui sorge l’Alpeggio Valanghe Marmora, nel cuore della Val Maira. Storica famiglia di tradizione margara, la famiglia Colombero, ogni anno compie la transumanza e si sposta in alpe per la stagione estiva, per poi ridiscendere in pianura in autunno. Oggi è Roberta la nuova generazione che porta avanti il mestiere.
Dopo diverse esperienze in giro per il mondo tra Ranch Farm negli USA e molto altro, Roberta ha capito di voler tornare nella sua terra natale per raccontare la sua passione.

Ho fatto due chiacchiere con Roberta per farmi raccontare cosa significa essere margara a trent’anni.

Qual è la a routine di un margaro?

“Sveglia tra le 5 e le 6. Mi alzo e a seconda di cosa ho voglia scelgo una colazione dolce o salata: sempre con prodotti fatti da noi, dalle marmellate alle torte, dal burro alle uova. Ringrazio sempre queste piccole pietanze con alcuni secondi di silenzio prima di mettermi a mangiare. Proseguo poi andando nelle stalle dalle mie ragazze, le mucche, seguendo il ritmo quotidiano della mungitura, pulizia e cura dei vitelli. Le vacche vengono munte due volte al giorno manualmente e all’aperto. Trasformo il latte dei miei animali nel periodo estivo all’alpeggio producendo principalmente Nostrale d’Alpe, tome, robiole, tomini, erborinati, semicotti, tipo Castelmagno, yogurt e burro. Durante l’inverno le vacche raggiungono le campagne di Savigliano. D’estate facciamo vendita diretta al turista di passaggio, oltre a rifornire locali e agriturismi della zona. La routine quotidiana si divide a seconda delle esigenze: dal parto delle bovine all’incontro con i turisti. Incastro nella mia vita un po’ di yoga, meditazione, bike, passeggiate, cavalcate, buone letture, cucina, fotografia e tanta gratitudine per quello che mi circonda”.

Gelato facile con il latte condensato, la soluzione veloce

La Cucina Italiana

Quando la canicola è insopportabile non c’è niente di meglio che una coppetta di gelato alla frutta. Meglio se fatto in casa, ancora meglio senza gelatiera.

Pochi ingredienti, pochi passaggi, qualche ora al freddo, e la merenda da dividere con gli amici è pronta.

Elvira e Tilde hanno fatto il gelato con il latte condensato senza gelatiera al gusto mirtillo, ma si possono scegliere anche  pesche, albicocche, frutti rossi. Negli Highlight #DaAssaggiare del nostro profilo Instagram, trovate tutto il video per vedere come è stato un gioco da… ragazze!

Ecco la ricetta che hanno seguito.

GELATO AI MIRTILLI CON LATTE CONDENSATO SENZA GELATIERA

Difficoltà: facile
Tempo: 30 minuti più 8 ore di raffreddamento in freezer

INGREDIENTI per 10-12 persone

397 g Nestlé Il Latte Condensato
500 g panna fresca
500 g mirtilli freschi più un po’ per completare

PROCEDIMENTO

Lavate e asciugate delicatamente i mirtilli, frullateli e passateli al setaccio.

Montate la panna con l’aiuto di uno sbattitore elettrico fino a ottenere un composto compatto e spumoso.

Aggiungete Nestlé Il Latte Condensato mescolando delicatamente e poi incorporate anche la polpa di mirtilli mescolando con una spatola dal basso verso l’alto per non smontare il composto.

Versate tutto in uno stampo da plum cake e mettete in freezer per almeno 8 ore.

Servite il gelato con mirtilli freschi.

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