Tag: dolci senza uova

Tiramisù all’ananas – Ricetta di Misya

Tiramisù all’ananas - Ricetta di Misya

Innanzitutto montate i tuorli con lo zucchero (i 50 gr): dovrete montare per almeno 10 minuti.
Nel frattempo che i tuorli montano, preparate lo sciroppo unendo zucchero (i 60 gr) e acqua in un pentolino e portandoli alla piena ebollizione senza far scurire (se avete un termometro per dolci, dovrete raggiungere circa 120°C).
Versate metà dello sciroppo a filo sui tuorli mentre continuano a montare, continuando a lavorarli con le fruste finché non si raffreddano.

Iniziate a montate gli albumi con le fruste: quando saranno parzialmente montati versate a filo lo sciroppo di zucchero bollente, continuando a montare fino ad ottenere una meringa all’italiana molto soda e ormai completamente fredda.

Infine unite ai tuorli prima gli albumi e poi il mascarpone, mescolando delicatamente con una spatola con un movimento dal basso verso l’alto, per non far smontare il composto.

Pulite l’ananas eliminando la buccia esterna e la parte centrale, quindi tagliatelo a cubetti.

Prendete 100 gr di ananas , frullatelo e versatelo in un piatto: sarà la vostra bagna.

Assemblate il tiramisù: mettete uno strato sottile di crema sul fondo della pirofila che avete scelto, quindi bagnate i savoiardi nell’ananas e create il primo strato di biscotti.
Coprite con metà della crema e aggiungete metà dell’ananas a pezzetti.

Create il secondo strato di biscotti imbevuti e coprite con uno strato sottilissimo di crema: mettete la restante in una sac-à-poche e create dei decori, chiudendo poi gli spazi con i pezzetti di ananas rimasti e completando con qualche fogliolina di menta.

Il vostro tiramisù all’ananas è pronto: lasciatelo riposare in frigo per almeno 2-3 ore (meglio ancora per 6-8 ore) prima di servirlo.

Pescaturismo: come rispettare il mare in vacanza

Pescaturismo: come rispettare il mare in vacanza

Scoprire il mare in una forma diversa, trascorrere una giornata a bordo di un peschereccio accanto ai pescatori, scoprire le coste italiane e i segreti dei fondali, gustare il pesce appena pescato riscoprendo le ricette della tradizione locale, praticare la pesca sportiva a bordo, tutto questo si racchiude nel concetto di pescaturismo.

Ancora non sapete dove o cosa fare in vacanza? Ci sono attività che fanno bene a voi e all’ambiente. Una di queste è il pescaturismo: regolamentata dal decreto ministeriale 293 del 13 aprile 1999, consente di portare a bordo dell’imbarcazione da pesca turisti e mostrare l’attività di pesca professionale ed escursioni della costa. Questa forma di turismo nasce nell’ottica del “turismo responsabile, per valorizzare le realtà sociali e ambientali dei luoghi più suggestivi in Italia.

Spesso pescaturismo e ittiturismo sono confuse. Si tratta di due attività diverse e complementari, la prima è riferita all’esercizio delle attività di pesca. L’ittiturismo è invece da intendersi come l’insieme della attività turistiche esercitabili dal pescatore quali ospitalità in case e villaggi di pescatori, e ristorazione a base di pescato.

In cosa consiste il pescaturismo

Da un lato risponde all’esigenza di diversificazione di parte delle attività di pesca,  dall’altro permette al visitatore di conoscere il mare e le sue tradizioni. Il pescaturismo permette quindi ai pescatori di  incrementare la loro economia senza sovrasfruttare le risorse del mare, anzi favorendo il ritorno alle tecniche tradizionali, legate al mondo della piccola pesca. A bordo dei pescherecci si può partecipare a molteplici attività nell’ottica della divulgazione della cultura del mare e della pesca, come: brevi escursioni lungo le coste, l’osservazione delle attività di pesca professionale, la ristorazione a bordo o a terra, la pesca sportiva e tutte quelle attività finalizzate alla conoscenza ed alla valorizzazione dell’ambiente costiero che possono servire ad avvicinare il grande pubblico al mondo della pesca professionale.

Pescaturismo: dove si pratica

Si può praticare in tutta Italia dalla costa Adriatica a quella del mar Ligure. In Veneto vi sono cooperative dei pescatori di Mestre, Chioggia e Scardovari; scendendo in Emilia Romagna ci sono i pescatori di Comacchio, Cesenatico e Porto Garibaldi. Molti sono i luoghi in Puglia dove trovare attività giornaliere: da Monopoli a Gallipoli, Bari, Taranto e Manfredonia. Anche la Sicilia non è da meno: Favignana, Acireale, Trapani, Catania, Modica e Lipari sono alcuni dei nomi. Molto più diffuso in Liguria dove nei porti di Rapallo, Riomaggiore, Sanremo, Savona e Imperia, Sestri Levante troverete numerose cooperative per praticare il pescaturismo. In Toscana potrete costeggiare il Parco dell’Uccellina – Parco Naturale della Maremma. Anche in Sardegna si può trovare presso l’isola dell’Asinara, selvaggia e di rara bellezza. In Campania invece lo si può trovare con partenza dai porti di Sorrento o Massa Lubrense.

Pescaturismo: 4 cose da sapere

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