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» Pane Windsor – Ricetta Pane Windsor di Misya

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Mettete farina, zucchero e lievito in una ciotola, iniziate a incorporare prima il latte, poi i tuorli, infine il burro, un pezzetto per volta: continuate a lavorare per almeno 10 minuti o finché l’impasto non sarà ben incordato al gancio.

Coprite la ciotola con pellicola per alimenti e lasciate lievitare in un luogo riparato e tiepido per circa 60-90 minuti o fino al raddoppio.

Riprendete l’impasto, sgonfiatelo con le mani leggermente infarinate e dividetelo in 6 parti uguali: sagomate ogni pezzo in una pallina e lasciate lievitare per circa 1 ora.

Riprendete le palline e, una per volta, stendetele con il matterello in una forma ovale, quindi arrotolate dal lato più lungo.
Procedete nello stesso modo anche con le altre palline di impasto.

Disponete i vari rotolini nello stampo rivestito di carta forno e fate lievitare ancora, per almeno 1 ora o fino al raddoppio.
Spennellate con burro fuso e spolverate con zucchero a velo e mandorle, quindi cuocete per a 170°C 15-20 minuti, in forno ventilato già caldo.

Il pane Windsor è pronto: lasciatelo raffreddare, quindi servitelo così o cosparso di zucchero a velo.

Anna in Casa: ricette e non solo: “Cotolette” con farina di ceci

Anna in Casa: ricette e non solo: "Cotolette" con farina di ceci
 
Per Natale ho ricevuto in regalo il libro Cucina botanica di Carlotta Perego, era un po’ che volevo comprarlo ed ora eccolo qui, tra i miei ricettari preferiti. Martedì ho cominciato a leggerlo e fra le ricette ho trovato questa delle “cotolette di ceci”: detto fatto, le ho preparate per cena. Non avevo dubbi sulla ricetta, ma li avevo sulla reazione dei miei: per fortuna ho raddoppiato le dosi… 

Ingredienti

160 g di farina di ceci

120 ml di acqua t.a.

70 g di pangrattato 

        anche senza glutine

1 cucchiaio di amido di mais

1 pizzico di paprica dolce

1 pizzico di cumino a piacere

1 cucchiaino raso di sale

4 cucchiai di olio e.v.o.

Se non volete friggere le cotolette, potete anche cuocerle in forno su teglia foderata con carta forno, ungendole leggermente da ambo i lati.

Procedimento

In una ciotola radunate le polveri,

e mescolatele.


Aggiungete un po’ per volta l’acqua

tenuta a temperatura ambiente.

Continuate a mescolare fino

ad ottenere un composto

omogeneo e senza grumi.

In un piatto fondo versate il

pangrattato

e prendendo un po’ di impasto fra 

le mani leggermente inumidite,

formate le cotolette.

Impanatele con il pangrattato, 

pressandole delicatamente.

Adagiate le cotolette su un foglio di carta 

forno o carta assorbente.

In una padella versate l’olio d’oliva e, 

appena caldo adagiate le fette;

cuocetele girandole,

fino a doratura da entrambi

i lati.

Una volta cotte mettete le cotolette su

carta assorbente per togliere

l’eccesso di unto.

Servitele ben calde accompagnate 

da salsine e insalata a piacere.

MasterChef 11: il brivido di Cannavacciuolo per gli struffoli rivisitati

MasterChef 11: il brivido di Cannavacciuolo per gli struffoli rivisitati

“Le parole Napoli e rivisitazione non sono mai andate d’accordo” ha detto lo chef Cannavacciuolo che, nella puntata di ieri di Masterchef, ha sorpreso con un’imitazione perfetta di Iginio Massari

Tra ingredienti dal mondo, piatti della tradizione da rivisitare e tecniche di cucina insoliti, la puntata di Masterchef andata in onda su Sky Uno il 6 gennaio ha messo davvero a dura prova gli aspiranti cuochi.

La Golden Mystery box con i condimenti dal mondo

La salita inizia dalla Mystery box. Poiché questa è una prova che viene spesso presa sottogamba dai concorrenti, i giudici decidono di alzare i toni della sfida trasformandola in una Golden Mystery Box: i migliori del test potranno accedere direttamente alla balconata, evitando così l’Invention Test e il rischio di eliminazione.

Dentro la scatola si nascondono 10 condimenti provenienti da ogni parte del mondo e ogni concorrente ne deve scegliere uno per la preparazione di un piatto che ne esalti il sapore. La scelta è tra il burro norvegese Sandefjord, l’Irish Champ, la salsa Rouille o maionese provenzale, il Chimichurri argentino, la Jäger Sauce svizzera, la Mojo delle Canarie, l’aspra salsa georgiana Tkemali, la Mole messicana con peperoncino, la Nuoc Mam a base di pesce fermentato, infine il Ponzu giapponese. 

I tre giudici eleggono come miglior piatto Colazione a Kyoto di Mime, in grado di esaltare la salsa Ponzu, impreziosita con zenzero, vongole e capesante. Salgono con lei in balconata anche Tracy grazie a Baccalà alla Norvegese, cucinato con burro Sandefjord, porro fritto e centrifuga di sedano, lattuga mela verde e zenzero; Lia, che ha impiattato come uno spiedino gourmet di anatra e ananas il suo Cena a Bangkok con salsa Nuoc Mam su besciamella di cocco al peperoncino e salsa al curry thai; infine Carmine, con il piatto O.Y.M. (Open Your Mind), tataki di tonno al sesamo su emulsione al Ponzu, con melanzana fritta ripiena, colatura di latte di cocco e burrata, e olio al basilico.

Dalla pajata al vitello tonnato, la trattoria moderna protagonista dell’Invention

L’Invention Test è una prova sulla cucina della trattoria moderna con due ospiti che la rappresentano: Sarah Cicolini, giovane chef abruzzese proprietaria del ristorante Santo Palato a Roma, che presenta i suoi Rigatoni alla Pajata con crema di pecorino, erbe fresche e concassé di pomodoro; e Diego Rossi del ristorante Trippa a Milano con il suo Vitello tonnato condito con salsa tonnata, capperi di Pantelleria, pepe nero e sale Maldon. I cuochi amatoriali devono riprodurre uno dei due piatti in una loro personale e originale versione. Alla fine dell’Invention Test, il migliore è Tra me e mamma, il vitello tonnato e tonno scottato con cetriolino fritto di Mery, mentre tra i peggiori viene eliminata Andrealetizia che dovrà lasciare per sempre la cucina di Masterchef (e temporaneamente anche il suo fidanzato Nicky, ancora in gara).

Lo Skill Test non è per niente dolce come il miele

I concorrenti devono ora affrontare il primo Skill Test della stagione: si tratta di tre livelli di prova, ideati ciascuno da uno dei giudici. Ad ogni livello ci sono promossi e rimandati fino a giungere all’eliminazione. Protagonista della prova è il miele: nel primo livello ideato da chef Barbieri, i concorrenti devono mantecare un piatto con il miele come nell’Orzotto al miele e alle erbe di montagna con soffritto di lumache, aglio e prezzemolo dello chef. Il segreto è nello shock termico: il miele per la mantecatura deve essere congelato. Superano la prova Pietro, Anna, Mime, Bruno, Tina, Tracy, Mery

Nel livello successivo chef Locatelli chiede di utilizzare il miele nella laccatura e per impedire l’ossidazione dei vegetali come nel suo Petto d’anatra laccato al miele con carciofi ed erba cipollina. Passano lo step Polone, Nicky e Lia.

Difficilissimo il terzo livello: i concorrenti dovranno utilizzare in un piatto l’idromele, il polline e il favo crudo come ha fatto nel suo spettacolare dessert chef Cannavacciuolo che durante la puntata si è esibito anche in un’imitazione perfetta del maestro pasticcere Iginio Massari strappando a tutti una risata. Federico, in difficoltà con la pasticceria, si butta sugli struffoli: “Ho fatto degli struffoli all’argentina, una rivisitazione di quelli napoletani”, spiega. Cannavacciuolo ha un brivido: “La parola Napoli e la parola rivisitazione non sono mai andati molto d’accordo”. All’assaggio però gli “struffoli all’argentina” con cioccolato bianco e lamponi convincono e Federico è salvo. Passano anche Elena, Delia, Christian, Nicholas, mentre l’imprenditrice Rita è la terza eliminata di questa edizione. 

 

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