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» Fusilli con crema di ricotta e barbabietola

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I fusilli con crema di ricotta e barbabietola sono un piatto non solo buono da mangiare, ma anche troppo carino da guardare. Questo piatto è infatti anche detto pink pasta a causa del suo colore, in quanto viene condito con una semplicissima crema di ricotta (che potete anche sostituire con philadelphia o un altro formaggio spalmabile) e barbabietola: semplicissima, sì, ma molto scenografica proprio per via del colore rosa. Un piatto super misyano, insomma 😉
PS: volendo potete completare il piatto con un po’ di maggiorana fresca, come ho fatto io, ma vanno bene anche timo o basilico; potete invece aggiungere del parmigiano per intensificare un po’ il gusto della crema, se volete 😉

» Fave e cicoria – Ricetta Fave e cicoria di Misya

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Innanzitutto lasciate a bagno le fave per almeno 10-12 ore, quindi scolatele, sciacquatele, mettetele in una casseruola, aggiungete del timo, coprite con acqua abbondante e cuocete con coperchio, a fiamma bassa, per circa 2 ore.
Se necessario, aggiungete dell’acqua calda e, man mano che si forma schiumetta in superficie, eliminatela con una schiumarola.

A metà cottura aggiungete le patate (pelate, lavate e tagliate a fette molto sottili o a dadini piccolini).
Le fave saranno pronte quando inizieranno a sfarsi, tanto da arrivare ad avere la consistenza di un purè grossolano: a questo punto condite con sale, pepe e olio.

Nel frattempo lavate bene le cicorie sotto acqua corrente, eliminate le foglie più rovinate e i gambi duri, quindi sbollentatele per pochi minuti in acqua bollente leggermente salata, quindi scolatele e ripassatele in padella con aglio, olio e peperoncino.

La zuppa di fave e cicoria è pronta, non vi resta che comporre i piatti disponendo da una parte le cicorie e da una parte le fave, e servire.

Amiche piante: 7 varietà da tenere in casa

Amiche piante: 7 varietà da tenere in casa

Gli effetti (sorprendenti) del mondo vegetale sulle nostre vite sono noti, ma lo sapevate che un ficus può essere un prodigioso depuratore dell’aria?

“Una cosa bella è una gioia sempiterna”. Così proclamava Mary Poppins estraendo dalla sua magica borsa di tappeto una grande pianta (forse una varietà di Philodendron, una pianta appartenente alla famiglia delle Araceae spesso presente nelle nostre case) per rallegrare la sua camera. Quello che forse non sapeva Mary era che tenere una o più piante in casa non ha solo una funzione decorativa e altamente terapeutica per l’umore (quanto abbiamo avuto bisogno di verde nello scorso anno? Quanti orti da davanzale sono nati?), ma è anche un potente filtro per purificare l’aria. Abbiamo chiesto a Rita Baraldi, ricercatrice del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna, Istituto per la BioEconomia (IBE-CNR), di spiegarci come funzionano e quali varietà sono più adatte ai vari ambienti delle nostre case.

L’intervista completa la trovate sul numero di gennaio, ora in edicola. Qui vi anticipiamo alcune delle varietà con capacità di «pulire» l’aria tra le quali scegliere.

ANTHURIUM SCHERZERIANUM

Foglie lanceolate verde scuro con «fiori» (spate) cuoriformi colorati dal bianco al rosso. Ama il caldo, teme i ristagni di acqua.

CHLOROPHYTUM ELATUM

Detto anche falangio o nastrino, ha lunghe foglie verde chiaro striate e piccoli fiori bianchi. In posizione luminosa, non in corrente. Resiste bene all’aria secca degli appartamenti.

EPIPREMNUM AUREUM

Tutti lo conosciamo come potos, rampicante con le foglie verdi cuoriformi talvolta macchiate di giallo. Ama la luce, non diretta. Richiede moderate innaffiature.

EUPHORBIA PULCHERRIMA

È la Stella di Natale, e proprio in questo periodo dell’anno sarà facile trovarla nelle nostre case. Teme le correnti d’aria e gli sbalzi di temperatura.

FICUS BENJAMINA E FICUS ELASTICA

Il primo con piccole foglie ovali e acuminate, lunghe non più di 12 cm, il secondo con foglie carnose lunghe fino a 40 cm. Amano la luce, ma non diretta. Temono le correnti d’aria.

HEDERA HELIX

Pianta rustica, tipica da esterno. Si adatta bene anche agli interni meno luminosi e poco riscaldati. Richiede poche cure.

SPATHIPHYLLUM WALLISII

Ha foglie lunghe lanceolate, da maggio ad agosto «fiorisce» producendo spadici (specie di piccole pannocchie bianche) avvolti da spate bianche. Ama il caldo umido.

Illustrazione Luca De Salvia

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