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Lecce in giornata, cosa e dove mangiare e bere benissimo

Lecce in giornata, cosa e dove mangiare e bere benissimo

Che Lecce sia bellissima, non occorre ribadirlo. Negli ultimi anni però, la posizione al crocevia di due mari, la presenza di bellissimi palazzi storici e di una miriade di chiese, ha attirato qui un pubblico sempre più attento e sempre più internazionale. Di pari passo si è sviluppata un’offerta gastronomica sempre più interessante. Tra le strade del centro storico si snodano sia insegne tradizionali, dove mangiare a Lecce i piatti tipici della cucina salentina, che indirizzi più trasversali, tra drink, enoteche, aperitivi e ristoranti di alta qualità. 

Il campanile della piazza del Duomo di Lecce con ArtWork

Proprio per via della sua posizione, non direttamente affacciata sul mare, Lecce ha puntato sempre di più sull’altezza, sviluppando pian piano un’offerta enogastronomica che ha trovato casa sulle terrazze della città, soggette oggi a un vero processo di recupero e rigenerazione. Qualcosa di simile è successo anche con l’inaugurazione nel 2022 dell’ascensore panoramico del campanile di Piazza del Duomo, che in 43 secondi mostra una vista unica sulla capitale del Salento, grazie all’iniziativa della cooperativa di promozione del territorio ArtWork. Per chi visita la città in un tour della Puglia, abbiamo selezionato una serie di indirizzi dove fermarsi a mangiare, bere, fare aperitivo, colazione, merenda.

Polpette di peperoni – Ricetta di Misya

Polpette di peperoni - Ricetta di Misya

Mondate i peperoni, lavateli e tagliateli prima a listarelle e poi a cubettini.

Lavate i pomodorini e tagliateli a dadini.

Fate dorare l’aglio con un po’ di olio in una padella antiaderente, quindi aggiungete peperoni e pomodorini, salate e fate cuocere per 15-20 minuti (le verdure si dovranno asciugare) girando spesso, infine eliminate l’aglio e lasciate intiepidire.
Nel frattempo mettete il pane in ammollo in acqua tiepida.

Mettete in una ciotola peperoni, tuorlo, formaggio, pane strizzato, poco sale e pepe e amalgamate, aggiungendo pangrattato solo se il composto dovesse risultare troppo morbido.

Con le mani leggermente inumidite, preparate le polpettine, grandi come una noce.
Disponetele sulla teglia rivestita di carta forno, irroratele con un po’ di olio e cuocete per circa 15 minuti a 200°C, in forno ventilato già caldo.
(In alternativa, potete cuocerle in padella antiaderente con olio più abbondante, girandole ogni tanto delicatamente con un cucchiaio di legno o una spatola per farle dorare in maniera uniforme.)

Le polpette di peperoni sono pronte, non vi resta che servirle, calde, tiepide o anche fredde.

Siccità, caldo, aumento dei prezzi: perché sono correlati?

La Cucina Italiana

Non bastava l’inflazione a gravare sulle tasche degli italiani che fanno la spesa. Si aggiungono pure il caldo e la siccità a mettere a dura prova gli agricoltori e gli allevatori, a rendere più difficile e limitata la produzione degli alimenti e, quindi, ad alzarne ulteriormente i prezzi.

A rischio la dieta mediterranea 

Quest’anno le temperature roventi hanno ridotto dell’11% il raccolto dei pomodori da salsa per preparare polpe, passate, sughi e concentrato. La produzione nazionale diminuisce fino a 5,4 miliardi di chili: una bottiglia di passata su 10 in meno, come emerge da uno studio della Coldiretti.

Ma sono praticamente anche tutti gli altri alimenti che compongono la dieta mediterranea a risentire del cambiamento climatico, dal grano destinato alla produzione di pasta (stimato in calo di circa il 15% anche se di ottima qualità), all’extravergine di oliva nazionale (gli ulivi soffrono per la mancanza di piogge), alla frutta e verdura, che bruciano nei campi con danni fino al 70% (quest’anno in Puglia le pere e le pesche costano tra il 17 e il 19% in più rispetto all’anno scorso). Diminuisce la capacità produttiva del riso, mentre il suo prezzo è in aumento del 20%. 

Il mare entra nel Po

Il mare entra nel Po e il cuneo salino che sale nei campi minaccia il 30% dell’agroalimentare Made in Italy e la metà dell’allevamento della Pianura Padana. Nel Delta del Po, la salinità aumentata e la mancanza di ricambio idrico stanno uccidendo cozze e vongole (-20%) e favoriscono, invece, la proliferazione delle alghe, che vanno rimosse perché non soffochino ogni forma di vita. Si allargano le zone di «acqua morta», dove si moltiplicano insetti e cavallette che, solo in Sardegna, hanno già devastato quasi 40mila ettari di campi.

Le mucche provate dal caldo

Sale del 10-15% anche il prezzo del latte: le mucche, per rendere al meglio, avrebbero bisogno di vivere a 22 – 24 gradi, invece dei quasi 40 raggiunti in questi giorni. I bovini, provati da caldo e siccità, bevono molto di più – anche oltre 140 litri d’acqua al giorno ciascuno, contro i 70 litri dei periodi in cui il caldo è più moderato – e producono meno latte (-20% secondo Coldiretti), che viene a costare più caro. Diminuisce del 45% anche il raccolto di mais e foraggi per l’alimentazione degli animali di allevamento.

D’altra pare, il primo semestre del 2022, con una temperatura che supera i 0,76 gradi rispetto alla media storica e precipitazioni dimezzate (il calo è del 45%), si classifica in Italia come l’anno più caldo di sempre.

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