Tag: ricette con le patate

» Torta frangipane – Ricetta Torta frangipane di Misya

Misya.info

Innanzitutto preparate la frolla: mettete tutti gli ingredienti in una ciotola e lavorateli velocemente fino a creare un panetto omogeneo, quindi fatelo riposare in frigo per almeno 30 minuti (anche se non c’è il burro, è bene che la maglia glutinica si raffreddi e si distenda, in modo che la vostra frolla risulti più friabile).

Iniziate quindi a preparare la crema: Montate il burro con lo zucchero fino ad ottenere una consistenza a pomata, quindi incorporate le uova e infine la farina di mandorle.

Aggiungete anche la buccia di limone, trasferite il composto in un pentolino e cuocete a fiamma bassa (mescolando costantemente) per farla addensare fino a raggiungere il bollore: alla fine dovrà avere una consistenza simile a quella della crema pasticcera (ma meno liscia a causa della farina di mandorle).

Riprendete il panetto di frolla, dividetelo in 2 parti (una un po’ più grande dell’altra) e stendetele in due sfoglie sottili sul piano leggermente infarinato: con la metà più grande foderate lo stampo precedentemente imburrato e infarinato.
Pareggiate i bordi, bucherellate il fondo e riempite con la crema.

Chiudete con il secondo disco di frolla (sigillando bene i bordi), spennellate con l’uovo leggermente sbattuto e spolverizzate con zucchero di canna, quindi cuocete per circa 35-40 minuti a 160°C, in forno ventilato già caldo.

La torta frangipane è pronta: lasciatela raffreddare completamente prima di servirla.

Guida Michelin 2022: le nuove stelle del Sud

La Guida Michelin 2022 ha annunciato le nuove stelle e il Sud Italia ne esce vincente. Tante novità, tra cui anche l’unica donna – e pure giovanissima

La Guida Michelin 2022 ha annunciato le sue nuove stelle. Tra le novità della “Rossa” 2022, il sud Italia oggi brilla più che mai. Dalla Campania alla Calabria, ecco chi sono gli chef meridionali che hanno conquistato uno spazio nell’Olimpo dell’alta ristorazione. 

Che bell’aria fresca

Dopo appena 6 mesi dall’apertura, Aria Restaurant a Napoli ha ottenuto la sua prima Stella Michelin con lo chef Paolo Barrale: «Un riconoscimento simile è fonte di gioia immensa ma rappresenta al contempo un guanto di sfida: dobbiamo dare sempre il massimo per fare la differenza. Un po’ come succede con i figli: c’è la precisa responsabilità di seguirli in tutto e farli crescere in maniera sana e diligente», ha commentato il giovane chef siciliano. Il progetto Aria, firmato dal Gruppo JCo, è un traguardo che Barrale condivide con tutta la sua squadra, dalla brigata ai collaboratori in sala (e in famiglia): «Da Mario Stellato, il mio sous chef, a Giacomo che mi ha fatto conoscere la splendida famiglia che è il J co Group, a Ilaria e Maurizio, a Letizia, Danilo, Angelo, Mario R., Luigi e Gianluigi. Un grazie a Serena De Vita, la nostra restaurant manager, a Mattia, Marcello, Chiara, Andrea, Mirko e Camilla. Infine, un grazie ai miei amici e clienti di sempre ma soprattutto voglio dire grazie a Marina, la mia unica e insostituibile compagna di vita». 

E c’è chi raddoppia

Si resta sempre in Campania, questa volta con il ristorante Krèsios di Telese Terme, nel beneventano, che conquista la sua seconda stella Michelin. Dopo la prima ottenuta nel 2013, sempre riconfermata, lo chef e patron Giuseppe Iannotti raddoppia e consolida il Krèsios tra le realtà gastronomiche più interessanti del momento. «Sono felice anche per i miei ragazzi, che ho lasciato giù e che non sapevano nulla. Forse questa è stata la cosa più dura per me: guardarli negli occhi e non poter condividere tutto questo», ha commentato lo chef. E ha aggiunto: «Non ci siamo mai fermati, nemmeno nei momenti più difficili, non ci siamo mai spaventati. Piuttosto abbiamo proseguito a testa bassa, con coscienza di avere delle responsabilità e abbiamo continuato a fare quello che sappiamo, a creare nuove strade e a inventare soluzioni. È questa la forza del Krèsios: intraprendere percorsi inesplorati e creare nuove vie, quando quelle conosciute e confortanti si sono chiuse. È la forza di un gruppo che per me è la mia famiglia. Abbiamo sdoganato un metodo: finalmente in Italia si può fare un solo percorso di degustazione, il nostro è al buio». 

Il colpo di scena

A sorpresa la doppia stella arriva senza passare dal via (ovvero senza nessuna menzione) anche per Giovanni Solofra del ristorante Tre Olivi di Paestum (SA) che con le lacrime agli occhi la prima persona che ha ringraziato è Roberta, sua moglie. Premiato per l’interpretazione gastronomica sensoriale e territoriale, per le sue proposte iene di sorprese, dalla tecnica fine e dalla minuzia e precisione degli accostamenti, spesso intriganti.

Calabria mia

Scendendo più a sud, il riconoscimento della prestigiosa guida va anche ad Antonio Biafora per il suo Hyle, a San Giovanni in Fiore (CS) che conquista la sua prima stella. E pensare che il giovane chef, ha cominciato la sua avventura prima nella cucina del ristorante di famiglia, «dove effettuai il primo servizio durante una festa di laurea, e il secondo in quel di Caserta, presso le cucine del Grand Hotel Vanvitelli. Appena arrivai lì chiesi di iniziare subito, davanti avevo: prezzemolo, patate e pomodori». Quando la qualità si riconosce dagli ingredienti base e dalla maestria con cui saperli unire armonicamente, il resto è solo questione di tempo. 

Fresco di stella anche Luigi Lepore del ristorante omonimo di Lamezia Terme (CZ) che, dopo le importanti esperienze al Trussardi alla Scala di Milano, al Caino in Toscana, a Il Comandante a Napoli, tra le altre, nel 2019 ha cominciato a scrivere di suo pugno un nuovo e, per farlo, ha scelto casa, la sua Calabria. Ma con un format innovativo, dagli ampi orizzonti e, al tempo stesso, con le radici ben salde nelle culture materiali che caratterizzano l’identità del territorio. Nonostante la “pausa” del 2020, è oggi a festeggiare la sua “incoronazione”.

Tutte le nuove stelle Michelin 2022 nel Sud Italia

Luigi Lepore – Luigi Lepore Ristorante

Hyle – Antonio Antonio Biafora

Aria – Paolo Barrale

Giuseppe Molaro – Contaminazioni Restaurant

Savio Perna – Li Galli

Francesco Franzese – Rear Restaurant

Nicola Somma – Cannavacciuolo Countryside

Fabio Verrelli D’Amico – Marter1aPr1ma

Alessandro Bellingeri – Osteria Acquarol

Stephan Zippl – 1908

Graziano Cacciappoli – San Giorgio

Jorg Giubbani – Orto by Jorg Giubbani

Sergeev Nikita – L’Arcade

Richard Abouzaki e Pierpaolo Ferracuti – Retroscena

Emanuele Petrosino – Bianca sul Lago

Fabrizio Molteni – La Speranzina Restaurant&Relais

Alex e Vittorio Manzoni – Osteria degli Assonica

Salvatore Camedda – Somu

Claudio Sadler – Gusto by Sadler

* Premio Giovane dell’anno a Solaika Marrocco del Primo, di Lecce

Congratulazioni!

Foto in apertura Krèsios (ph Marco Varoli)

» Polpette al gorgonzola – Ricetta Polpette al gorgonzola di Misya

Misya.info

Innanzitutto mettete a bagno il pancarrè in un po’ di acqua, lasciatecelo per 5-10 minuti, quindi strizzatelo delicatamente.
Mettete in una ciotola carne macinata, salsiccia privata del budello e sbriciolata, uovo, parmigiano, pangrattato, pancarrè spugnato e strizzato, aromi e sale, e amalgamate.

Tagliate il gorgonzola a dadini.
Create le vostre polpette, cercando di farle di dimensioni uniformi (grandi all’incirca come una noce), aggiungendo al centro un cubottino di gorgonzola (dovrebbe avanzarvene un po’) e richiudendo bene l’impasto sopra al formaggio.

Fate scaldare l’olio in una padella antiaderente e cuocete le polpette con coperchio per cica 20 minuti, girando ogni tanto per farle dorare in maniera uniforme.

Nel frattempo sciogliete il restante gorgonzola nel latte, quindi fate restringere per creare una cremina.

Le polpette al gorgonzola sono pronte: servitele con la crema di formaggio (potete anche servirla in una ciotolina a parte in cui pucciare le polpette).

Proudly powered by WordPress